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Cronaca

Il caso del presunto profilo X pieno di commenti sessisti: Gino Cecchettin fa partire le querele

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gino cecchettin profilo x

Su X, l’ex Twitter, è montato nei giorni scorsi il caso del presunto profilo di Gino Cecchettin, padre di Giulia, la giovane vittima del femmincidio che ha sconvolto il Paese. Alcuni screenshot, diventati virali, mostrano vecchi tweet contenti commenti misogini e sessisti. Il profilo, chiuso in fretta e furia, era un fake? La famiglia non smentisce, ma fa partire le querele.

Gino Cecchettin, padre di Giulia, è diventato un volto simbolo della lotta al patriarcato, specie dopo il discorso che ha tenuto ai funerali della figlia. In molti hanno lodato le sue parole cariche di compassione. Un’immagine che effettivamente stride con quella che emerge da un presunto profilo di X, già Twitter, di Gino Cecchettin, che ha suscitato tantissime polemiche ed ha attirato pesanti critiche.

E’ infatti diventato virale un profilo con la foto ed il nome di Gino Cecchettin, geolocalizzato nel padovano, dove effettivamente la famiglia risiede. Il profilo è stato cancellato, ma gli screenshots incriminati hanno comunque fatto scalpore sui social. Contengono frasi e commenti misogini ed intrisi di sessismo. Il profilo risultava creato una decina di anni fa e sebbene siano in tanti quelli convinti che si trattasse di un profilo vero, potrebbe trattarsi di un fake. Non è complicato trovare immagini altrui sul web, così come è possibile modificare i dati di pubblicazione.

Ovviamente, il giallo del profilo X si è presto trasformato in un confuso dibattito politico, tra chi si scaglia contro la “teoria gender” e chi contro la “cultura del patriarcato”. Le voci più critiche, accusano Cecchettin di ipocrisia. Oltretutto, nonostante abbia adoperato parole di gatitudine nei confronti del governo, il padre di Giulia è già stato ribattezzato “piddino” dalla stragrande maggioranza dei critici, che lo associano ad un simbolo dell’impegno civico che reputano fuorviante e fuorviato.

Il diretto interessato non ha smentito ufficialmente, («non entro nel merito di singoli episodi che sono oggetto degli accertamenti della polizia postale»), ma ha reso noto di aver già fatto partire le prime querele per dffamazione, alle quali ne seguiranno delle altre.

Tra i cirtici non manca chi accusa Gino Cecchettin di voler speculare sulla morte della figlia, e perfino i complottisti della bara vuota, che pensano, e dicono, che il funerale di Giulia sia stata una messinscena e che il caso sia stato creato ad arte.

Cronaca

Due fratelli investiti da un tir a Sanremo mentre vanno a scuola: morto un 17enne, gravissima una 15enne

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Il tragico incidente si è verificato a Bussana, una frazione di Sanremo. Il camion si è dileguato, ma poco dopo è stato rintracciato dalla Polizia. L’autista ha affermato di non essersi accorto dell’investimento.

La città dei fiori torna di stringente attualità, ma, questa volta non per il festival. Questa mattina a Bussana di Sanremo due fratelli di 17 e 15 anni di origine magrebina sono stati investiti da un tir, mentre andavano a scuola. Il più grande è deceduto, mentre la più piccola si trova in condizioni molto serie.

Dopo l’impatto il camion non si è fermato. I testimoni tuttavia hanno saputo fornire una descrizione abbastanza dettagliata del mezzo, che poco dopo è stato rintracciato dalla polizia. L’autista del veicolo, di origine rumena, ha detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto del tremendo impatto. E’ accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose.

Secondo la stampa locale, aveva appena compiuto una consegna e nel momento in cui i due fratelli sono stati investiti dal suo tir, si sarebbe trovato in una zona di Sanremo vietata al transito.

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Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

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Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

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Cronaca

E’ iniziato il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, la famiglia: «aspettavamo da 8 anni»

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Si è chiusa la prima udienza nei confronti dei quattro egiziani accusati del sequestro di persona e dell’omicidio del giovane ricercatore avvenuto a Il Cairo nel 2016. La prossima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni si terrà il 18 marzo.

Ha preso avvia presso la Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati sono 4 membri dei servizi segreti egiziani, finora mai comparsi: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Sono a vario titolo accusati di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Gli imputati, dopo il non erano in aula. I difensori d’ufficio hanno posto una serie di eccezioni sulle quali la Corte si esprimerà il prossimo 18 marzo.

«Oggi è una giornata molto importante» hanno detto i genitori del ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. . «Erano otto anni che aspettavamo questo momento – ha fatto eco l’avvocato Alessandra Ballerini, legale assieme al collega Giacomo Satta dei genitori di Giulio – . Finalmente speriamo che il processo possa partire. Sono state sollevate le questioni preliminari che erano già stata rigettate in tutte le altre aule di giustizia: speriamo, dopo la decisione della Consulta che rafforza molto la nostra posizione, di potere avere un processo contro chi ha fatto tutto il male del mondo a Giulio»

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