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Roma, insegnante ai bambini delle elementari: “Scrivete nei gironi dell’Inferno i compagni che vorreste morti”

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ROMA – “Diceva ai ragazzi di scrivere negli anelli dell’Inferno di Dante i nomi dei compagni che volevano vedere morti, sulla lavagna tracciava simboli massonici, chiedeva agli allievi di ripetere frasi di continuo, senza interruzione, mentre erano in classe”.

Con queste parole Tiziana Cagnazzo, presidente del Consiglio d’istituto della scuola Carlo Levi di Roma, zona Fidene, racconta al “Messaggero” l’incubo vissuto dagli studenti di alcune classi, terrorizzati dai metodi educativi di una docente.

Contro di lei sessanta famiglie hanno firmato un esposto denunciando tutto alla dirigente scolastica e, in seguito alle segnalazioni dei genitori, l’assessore alla Scuola del Municipio ha comunicato la sospensione dell’insegnante per sei mesi. La donna avrebbe anche “aggredito verbalmente un bambino disabile di otto anni e gli insegnanti intervenuti per difenderlo, tanto che la famiglia aveva subito sporto denuncia”. E tempo fa sarebbe stata sottoposta a un Trattamento sanitario obbligatorio.

I familiari raccontano che molti ragazzi non volevano più andare a scuola, alcuni facevano fatica a dormire la notte e qualche bambino aveva addirittura ripreso a fare la pipì a letto. Il caso della spiegazione dell’Inferno di Dante con la richiesta di scrivere i nomi dei compagni che volevano morti riguarda una seconda elementare. Cagnazzo aggiunge: “Sui quaderni i genitori hanno trovato contenuti poco chiari che spaziavano da Dante a numeri, simboli e formule matematiche”. D’altra parte, anche molti suoi colleghi erano preoccupati per quella docente, con cui più volte si erano scontrati.

“Quella donna deve essere curata”, chiarisce ancora la presidente del Consiglio d’istituto. Dopo le denunce, sono intervenute le autorità scolastiche che hanno proceduto alle ispezioni, fino all’allontanamento dell’insegnante da parte dell’Ufficio scolastico regionale. Per il momento a suo carico c’è una sospensione di sei mesi.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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