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Cronaca

Scappa dalla famiglia violenta per tornare dai genitori, ma i suoceri la bloccano, la picchiano e le prendono la figlia

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Ha cercato di lasciarsi alle spalle la difficile famiglia del marito, ma la sua fuga non è durata che pochi chilometri: era inseguita. Una volta raggiunta, i suoceri le hanno tolto macchina, telefono e documenti e sono ripartiti insieme a sua figlia, una bambina di 3 anni.

Quella vita di oppressione in quella famiglia così difficile non la voleva più fare, così una donna di 29 anni ha caricato in macchina la figlia di 3 anni appena prelevata all’asilo che frequenta a Cisterna Latina, in provincia di Roma, intenzionata a coprire i 600 chilometri che la separavano dalla casa dei suoi genitori, in Emilia Romagna. Ha fatto però solo pochi chilometri. I suoceri, che la stavano già seguendo, l’hanno bloccata, hanno preso la figlia e sono ripartiti privandole dell’auto, del telefono e dei documenti, lasciandola sola ed impaurita. E’ stato un’automobilista in transito che ha assistito alla scena a chiamare le forze dell’ordine.

La scena è avvenuta nei pressi di un distributore di carburante sulla Pontina, ad Aprilia. Pochi minuti dopo gli agenti sono arrivati sul posto, credendo di dover sedare una rissa. Hanno trovato una donna sola, ferita ed impaurita. A poco, a poco, si è confidata con i poliziotti ed ha loro raccontato la sua storia. La ventinovenne ha spiegato di essere rimasta incinta di un uomo con un passato turbolento alle spalle. La sua famiglia è composta da pregiudicati: il suocero, 49 anni, ha precedenti per furto, rissa e ricettazione, la suocera, stessa età, anche per evasione. Nessuno di loro lavorava.

Lei è di diversa estrazione sociale, proviene da una famiglia di lavoratori, ma per amore della bambina ha accettato di restare a casa e badare alla piccola. Ma dopo un po’ non ce l’ha fatta più ed ha pensato di andarsene. Ha rivelato le sue intenzioni ai suoceri, che le hanno riso in faccia. Ma allo stesso tempo hanno cominciato a tenerla d’occhio.

Una volta sentito il racconto della giovane donna, gli agenti si sono messi sulle tracce dei suoceri che avevano preso sua figlia. Erano in casa loro, con la bambina. Quando hanno visto i poliziotti si sono perfino mostrati stupiti, chiedendo loro cosa avessero mai fatto. Adesso si trovano in carcere per lesioni e rapina e dovranno rispondere anche di sottrazione di minore.

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Cronaca

Tremano incessantemente i Campi Flegrei: paura anche a Napoli, evacuato il carcere di Pozzuoli

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sisma campi flegrei gente in strada

Forti scosse in tutta la zona. 39 famiglie sgomberate dalle proprie case. Il Prefetto: «la macchina ha funzionato».

Lo sciame sismico che ieri notte si è propagato nei Campi Flegrei, ha spaventato anche Napoli come non succedeva da una quarantina d’anni, con una scossa di magnitudo 4. Decine di persone si sono riversate per strada, mentre in via precauzionale è stato evacuato il carcere femminile di Pozzuoli, che ha subito alcuni danni.

39 famiglie, 150 persone circa, sono state sgomberate dalle loro abitazioni ed oggi le scuole sono rimaste chiuse a Pozzuoli e Bacoli. Sono state messi a loro disposizione alcuni alloggi alternativi, ma la maggior parte ha preferito soluzioni autonome. La Protezione Civile ha comunque preparato oltre 400 brandine.

Le 140 detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato in via precauzionale, sono state «dislocate in altre strutture campane», rende noto il provveditore delle carceri della Campania Lucia Castellano, che spiega che il provvedimento «si è reso necessario per motivi precauzionali. Il nostro sforzo è finalizzato a far rientrare le detenute quanto prima – ha detto ancora – Pozzuoli è una struttura d’eccellenza a cui non vogliamo rinunciare». Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari,ha aggiunto: «C’è stata una gran sinergia tra tutte le istituzioni, sindaco di Napoli, presidente di Regione, sindaci di Bacoli e Pozzuoli, la macchina ha funzionato benissimo».

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Cronaca

Svaligia la cassaforte di un supermercato: segnalato ragazzino di 11 anni

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Ha approfittato di un momento di distrazione per impadronirsi delle chiavi della cassaforte, asportare tre astucci contenti gli incassi di giornata e dileguarsi, il ragazzino che ha commesso una rapina in un supermercato di Ferrara. Un addetto ha provato a fermarlo, ma è riuscito a fuggire.

Ha atteso l’attimo propizio. Ha agito con destrezza e rapidità. Ha guadagnato la fuga, spintonando l’unica che si era accorta di quanto stava accadendo. Solo la ricostruzione dei suoi movimenti attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza ha permesso agli inquirenti di rintracciarlo. Non si tratta di un rapinatore seriale, ma di un ragazzino di 11 anni, segnalato alla Procura dei minori di Ferrara per la rapina in un supermercato.

La vicenda si è consumata in pieno giorno. Non si tratta di un semplice episodio di taccheggio, bensì di una vera e propria rapina, dal bottino di svariate migliaia di euro. Sei mila per la precisione. I contanti erano custoditi in tre astucci, conservati nella cassaforte installata nell’area dipendenti dell’esercizio commerciale.

Il ragazzino di 11 anni autore della rapina al supermercato ha approfittato di un momento di distrazione generale per prendere le chiavi da una cassetta. Poi ha ripulito la cassaforte. Solo mentre si allontanava una cassiera ha notato i suoi movimenti. La donna ha provato a fermarlo, ma lui l’ha spintonata ed è fuggito via.

Nella fuga ha dovuto abbandonare due dei tre astucci rubati. L’altro, quello contente sei mila euro, l’ha portato con sé. Ma gli investigatori l’hanno trovato mediante la visione dei filmati di sicurezza. E per la sua identificazione, sono state rilevanti le foto pubblicate dal giovane sui social network.

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Cronaca

Strage sul lavoro a Palermo: 5 operai morti durante lavori fognari

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I cinque operai morti a Casteldaccia in provincia di Palermo, hanno respirato esalazioni tossiche durante alcuni lavori alla rete fognaria.

Sarebbero state le esalazioni tossiche provenienti dalle acque nere ad uccidere i cinque operai morti in una strage sul lavoro avvenuta questa mattina a a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Uno dopo l’altro, si sono calati nel tombino della morte. Quando il primo non è riemerso il secondo è sceso a cercarlo e poi il terzo e poi il quarto e così via. Il settimo ha dato l’allarme. E’ quello che versa nelle migliori condizioni. Il collega prima di lui si trova intubato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo. Gli altri non ce l’hanno fatta.

I lavori interessavano la rete fognaria nei pressi degli stabilimenti dell’azienda vinicola Corvo. La maggior parte degli operai rimasti coinvolti nella strage sul lavoro avvenuta in provincia di Palermo, erano dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, società che lavora per conto della municipalizzata palermitana Amap, che si occupa della gestione idrica in città.

«Un’immane tragedia. Siamo sconvolti. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. E’ inconcepibile», ha dichiarato il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, arrivando sul luogo della strage.

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