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Brunetta contro il lavoratore: “Sei dipendente? Perché ca**o parli? Il microfono ce l’ho io e comando io”

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Brunetta: non si torna allo smart working per la Pubblica Amministrazione

VENEZIA – Renato Brunetta attacca una lavoratore durante un comizio elettorale a Mira, in Veneto. Nelle immagini, che risalgono al 10 giugno e stanno circolando sui social, si sente il ministro per la Pubblica Amministrazione che dal palco si rivolge all’uomo e dice: «Ah ma sei un dipendente? E cosa chiede il tuo datore di lavoro?». «Prova a chiedere a lui» la risposta del cittadino, ma Brunetta replica: «Perché ca..o parli allora?». Per quattro volte il ministro quindi ripete: «Perché non ti metti in proprio?» e alla richiesta del lavoratore di replicare Brunetta taglia corto: «No, non parli. Il microfono ce l’ho io e quindi comando io. Continua a fare il tappezziere, dipendente».

Molti utenti dei social hanno espresso indignazione per le parole del ministro Brunetta e solidarietà nei confronti del tappezziere attaccato verbalmente. “Mi vergogno di essere italiano”, scrivono in tanti. E non mancano i riferimenti alla statura del ministro, a sua volta aggredito verbalmente sui social per l’accaduto. Come riporta SkyTg24, il video che riprende la scena è stato pubblicato su YouTube guadagnando visualizzazioni su visualizzazioni fino a diventare virale. Il proprietario della casa in cui è avvenuto il comizio ha già segnalato il video alla polizia postale. “Il filmato è frutto di una triste provocazione organizzata e premeditata”, ha detto l’uomo, come riportato dal Corriere del Veneto.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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