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Cronaca

Catturata orsa Jj4, ordinanza abbattimento sospesa, Fugatti: «procederemo»

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ragazzo ucciso da un orso in trentino

Nella notte è stata catturata l’orsa Jj4, che ad inizio mese ha provocato la morte di un runner che correva nei boschi del Trentino. Il presidente della Provincia Autonoma di Trento auspica che il Tar possa dargli ragione e che si possa dunque procedere con l’abbattimento degli animali considerati pericolosi.

L’orsa Jj4, responsabile della morte del runner Andrea Papi, lo scorso 6 aprile, è stata catturata nella notte. Nella mattinata di oggi, martedì 18 aprile, il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa: «avremmo voluto dare la notizia nel 2020, quando abbiamo emanato le ordinanze di cattura ed abbattimento per tre orsi. Per parte nostra procederemo all’abbattimento. L’auspicio è di incontrare il parere favorevole del Tar».

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Trentino infatti, ha sospeso l’ordinanza di abbattimento emanata dalla Provincia Autonoma. E mentre Fugatti ha biasimato la decisione dei giudici, il cui pronunciamento è atteso per il prossimo 11 maggio, alcune associazioni di animalisti hanno querelato lo stesso presidente per istigazione a delinquere e tentato delitto.

Oltre all’orsa Jj4, catturata nella notte, sono altri due gli animali considerati problematici: Mj5 M62. Anche loro rischiano l’abbattimento qualora il Tar confermasse l’ordinanza.

La vicenda è destinata a suscitare ancora clamore, anche per i contorni del tutto particolari del contesto in cui è maturata. Gli orsi, la cui presenza ora rappresenta un problema di pubblica sicurezza tale per cui si rendono necessarie misure urgenti, non sono propriamente autoctoni. Vennero prelevati in Slovenia ed impiantati in Trentino, in un’ottica di ripopolamento. Ora che la strategia ha dato i suoi frutti, si inverte drasticamente la tendenza: non più salvaguardia e riproduzione dell’orso, bensì abbattimento. Misure analoghe a quelle intraprese oltre confine, dove le ordinanze di abbattimento sono centinaia.

Cronaca

Tremano incessantemente i Campi Flegrei: paura anche a Napoli, evacuato il carcere di Pozzuoli

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sisma campi flegrei gente in strada

Forti scosse in tutta la zona. 39 famiglie sgomberate dalle proprie case. Il Prefetto: «la macchina ha funzionato».

Lo sciame sismico che ieri notte si è propagato nei Campi Flegrei, ha spaventato anche Napoli come non succedeva da una quarantina d’anni, con una scossa di magnitudo 4. Decine di persone si sono riversate per strada, mentre in via precauzionale è stato evacuato il carcere femminile di Pozzuoli, che ha subito alcuni danni.

39 famiglie, 150 persone circa, sono state sgomberate dalle loro abitazioni ed oggi le scuole sono rimaste chiuse a Pozzuoli e Bacoli. Sono state messi a loro disposizione alcuni alloggi alternativi, ma la maggior parte ha preferito soluzioni autonome. La Protezione Civile ha comunque preparato oltre 400 brandine.

Le 140 detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato in via precauzionale, sono state «dislocate in altre strutture campane», rende noto il provveditore delle carceri della Campania Lucia Castellano, che spiega che il provvedimento «si è reso necessario per motivi precauzionali. Il nostro sforzo è finalizzato a far rientrare le detenute quanto prima – ha detto ancora – Pozzuoli è una struttura d’eccellenza a cui non vogliamo rinunciare». Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari,ha aggiunto: «C’è stata una gran sinergia tra tutte le istituzioni, sindaco di Napoli, presidente di Regione, sindaci di Bacoli e Pozzuoli, la macchina ha funzionato benissimo».

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Svaligia la cassaforte di un supermercato: segnalato ragazzino di 11 anni

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Ha approfittato di un momento di distrazione per impadronirsi delle chiavi della cassaforte, asportare tre astucci contenti gli incassi di giornata e dileguarsi, il ragazzino che ha commesso una rapina in un supermercato di Ferrara. Un addetto ha provato a fermarlo, ma è riuscito a fuggire.

Ha atteso l’attimo propizio. Ha agito con destrezza e rapidità. Ha guadagnato la fuga, spintonando l’unica che si era accorta di quanto stava accadendo. Solo la ricostruzione dei suoi movimenti attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza ha permesso agli inquirenti di rintracciarlo. Non si tratta di un rapinatore seriale, ma di un ragazzino di 11 anni, segnalato alla Procura dei minori di Ferrara per la rapina in un supermercato.

La vicenda si è consumata in pieno giorno. Non si tratta di un semplice episodio di taccheggio, bensì di una vera e propria rapina, dal bottino di svariate migliaia di euro. Sei mila per la precisione. I contanti erano custoditi in tre astucci, conservati nella cassaforte installata nell’area dipendenti dell’esercizio commerciale.

Il ragazzino di 11 anni autore della rapina al supermercato ha approfittato di un momento di distrazione generale per prendere le chiavi da una cassetta. Poi ha ripulito la cassaforte. Solo mentre si allontanava una cassiera ha notato i suoi movimenti. La donna ha provato a fermarlo, ma lui l’ha spintonata ed è fuggito via.

Nella fuga ha dovuto abbandonare due dei tre astucci rubati. L’altro, quello contente sei mila euro, l’ha portato con sé. Ma gli investigatori l’hanno trovato mediante la visione dei filmati di sicurezza. E per la sua identificazione, sono state rilevanti le foto pubblicate dal giovane sui social network.

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Strage sul lavoro a Palermo: 5 operai morti durante lavori fognari

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I cinque operai morti a Casteldaccia in provincia di Palermo, hanno respirato esalazioni tossiche durante alcuni lavori alla rete fognaria.

Sarebbero state le esalazioni tossiche provenienti dalle acque nere ad uccidere i cinque operai morti in una strage sul lavoro avvenuta questa mattina a a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Uno dopo l’altro, si sono calati nel tombino della morte. Quando il primo non è riemerso il secondo è sceso a cercarlo e poi il terzo e poi il quarto e così via. Il settimo ha dato l’allarme. E’ quello che versa nelle migliori condizioni. Il collega prima di lui si trova intubato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo. Gli altri non ce l’hanno fatta.

I lavori interessavano la rete fognaria nei pressi degli stabilimenti dell’azienda vinicola Corvo. La maggior parte degli operai rimasti coinvolti nella strage sul lavoro avvenuta in provincia di Palermo, erano dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, società che lavora per conto della municipalizzata palermitana Amap, che si occupa della gestione idrica in città.

«Un’immane tragedia. Siamo sconvolti. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. E’ inconcepibile», ha dichiarato il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, arrivando sul luogo della strage.

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