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Divieto di vendere o affittare case: la svolta nell’immobiliare

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Entro il 2030, saranno fuori dalla legge, tutti gli immobili con classe energetica troppo bassa.

La Commissione europea nella lotta al cambiamento climatico mira all’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2. Arriverà il divieto di vendere o affittare casa se non avrà una certa classe energetica. La proposta verrà presentata il 14 dicembre dall’Unione europea, che sarà quella di impedire la vendita o l’affitto di edifici che non abbiano uno standard minimo di efficienza energetica. Un provvedimento che rischia di sconvolgere il mercato immobiliare dell’intera Italia dato che molti immobili sul mercato appartengono alla classe G, la più bassa.

Inoltre, diventerà obbligatoria l’attestazione energetica per tutti gli edifici e immobili costruiti, venduti, ristrutturati o affittati anche in caso di rinnovo del contratto di locazione. L’Ue ha intenzione di chiedere che entro il 2027 dovrà essere garantita la classe energetica E, passando poi alla D nel 2030 e, infine, alla C dal 1 gennaio 2033. I dettagli sono in fase di elaborazione e la portata del rinnovo della classe energetica dovrà essere proporzionata allo stato di partenza dell’immobile.

Saranno esclusi gli edifici storici e nel 2033 sarà obbligatorio per chi acquista, ristrutturare l’immobile entro tre anni. Per conoscere la classificazione energetica di un edificio o di un immobile si deve ricorre all’APE, ovvero l’attestato di prestazione energetica. Tale attestazione è obbligatoria solo se si vuole vendere, locare un immobile o sottoporlo a ristrutturazioni agevolate dal fisco.

Da una parte l’obbligo di riqualificazione rischia di far pesare sulle spalle dei cittadini la svolta green sugli edifici, dall’altro tutti gli immobili che non si adegueranno usciranno di fatto dal mercato, facendo lievitare i costi di acquisto e affitto per chi cerca casa, e saranno fortemente svalutati. Dopo la proposta del divieto del vendere o affittare, ci sarà lo stop alla vendita di auto a diesel o benzina nel 2035.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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