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Politica

Durissimo botta e risposta tra Meloni e Conte. Lei: «chiacchierone», lui: «parlaci di te»

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botta e risposta tra Meloni e Conte

Giorgia Meloni e Giuseppe Conte non se le mandano certo a dire e, seppur a distanza, si confrontano attraverso un botta e risposta senza esclusione di tweet.

Scripta manent. Forse è per questo che quando Giorgia Meloni e Giuseppe Conte si confrontano, riportano, se ancora non l’hanno fatto, sui social le loro dichiarazioni al vetriolo. Tra i due non corre certo buon sangue e i rapporti tra loro si inaspriscono ogni giorno che passa. L'”avvocato del Popolo” sembra intenzionato a recuperare il consenso dei malcontenti, dei puristi grillini e le parole chiave del Movimento 5 Stelle della prima ora, che diedero alla creatura di Beppe Grillo, una forza elettorale incontrastabile. Quella stessa forza che ora sembra detenere Fratelli d’Italia, che Giorgia Meloni, molto abilmente, ha mantenuto all’opposizione, rafforzando il consenso intorno a sé e fagocitando quello che prima era degli alleati. E in questa contesa, si inserisce il botta e risposta tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte.

Ieri su Twitter infatti, è andato in scena l’ennesimo confronto verbale tra i due, che se le sono virtualmente date di santa ragione. Il casus belli, l’elezione di Stefania Craxi alla presidenza della commissione Esteri al Senato, che ha mandato l’ex premier su tutte le furie: «Il voto in commissione Esteri certifica che questa maggioranza esiste solo sulla carta. Registriamo che se n’è formata una nuova, da FdI a Iv. Forse le nostre posizioni contro l’escalation militare non piacciono. Vogliono emarginarci, ma non silenzieranno la voce degli italiani».

Non ci sta Giorgia Meloni, che poco dopo replica: «Patetico questo tentativo di giocare tutti i ruoli in commedia: ben incollati alle poltrone di Governo, ma cercando disperatamente di passare anche per opposizione. Vuoi fare sul serio sul dossier Ucraina? Ritira il TUO ministro degli Esteri, invece di fare tweet. Chiacchierone».

Il botta e risposta tra Conte e la Meloni raggiunge il climax direttamente sul social, dal momento che Giuseppi le risponde direttamente con un commento sotto al post: «Giorgia parlaci di te, dopo 25 anni di politica. Sei la pasionaria dell’opposizione o quella che oggi vota con Renzi in Commissione Esteri? La paladina degli italiani o quella che vuole tagliare i fondi alle famiglie povere per investirli in armi? Sono tutt’orecchie».

Attualità

Papa: “Per ora non mi dimetto”. E smentisce di avere il cancro

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ROMA – Il Papa ha smentito le speculazioni in merito alle possibili dimissioni circolate dopo l’annuncio della visita all’Aquila, il 28 agosto, dove è seppellito Celestino V, che si era dimesso nel 1294. Francesco, in una conversazione con l’agenzia Reuters, smentisce anche le voci secondo le quali sarebbe malato di cancro. I medici “non me l’hanno detto”, replica con la sua consueta verve ironica. E sulla crisi in Ucraina conferma che, per raggiungere il risultato della pace, vorrebbe andare a Kiev, “è possibile che riesca”, dopo il viaggio in Canada, che si terrà a fine luglio. Quindi verosimilmente a settembre.

“La prima cosa è andare in Russia per cercare di aiutare in qualche modo, ma mi piacerebbe andare in entrambe le capitali”, aggiunge riferendosi al desiderio di andare anche a Mosca. Francesco ha riferito anche che ci sono stati contatti tra il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, su un possibile viaggio a Mosca. I segnali iniziali – ha detto il Papa – non sono stati buoni, perché Mosca aveva fatto sapere che non era il momento giusto. Il Pontefice ha lasciato comunque intendere che ora qualcosa potrebbe essere cambiato: “Ho pensato che se il presidente russo mi avesse dato una piccola finestra per servire la causa della pace…”, ha detto lasciando in sospeso l’ipotesi. In questo scenario si inserisce l’incontro interreligioso che si terrà in Kazakistan il 14 e 15 settembre.

Come riporta l’Ansa, la partecipazione di Francesco, anche se ancora non annunciata ufficialmente, viene data per certa. E nella capitale Nur-Sultan potrebbe esserci l’incontro con il Patriarca di Mosca Kirill, che si doveva tenere a Gerusalemme e poi rinviato proprio per la grave crisi in corso con l’Ucraina. Incontrando la delegazione della Lega Europea di Nuoto, in vista dei campionati che si terranno a Roma ad agosto, con un messaggio rivolto agli atleti ha auspicato che le gare in agenda possano essere “un motivo per manifestare con ancora maggior forza il nostro impegno per un mondo senza guerre, senza odio tra i popoli, senza minaccia nucleare”. “Penso che anche voi, come me, siate addolorati perché su questa festa sportiva pesa l’ombra della guerra in Ucraina”, ha aggiunto Francesco.

Come riporta l’Ansa, sulle sue dimissioni, argomento tra i più gettonati in Vaticano e sulla stampa specializzata, soprattutto in relazione all’annuncio della sua visita all’Aquila, “tutte queste coincidenze hanno fatto pensare ad alcuni che la stessa ‘liturgia’ – ha commentato Francesco riferendosi alle dimissioni di Celestino V – sarebbe avvenuta. Ma non mi è mai passato per la testa. Per il momento no, davvero”. Il Papa allo stesso tempo è tornato a dire che la possibilità di dimettersi sarà presa in considerazione, soprattutto dopo la scelta fatta da Benedetto XVI nel 2013, nel caso la salute gli rendesse impossibile continuare nel suo ministero, per il bene della Chiesa. Ma alla domanda su quando potrebbe accadere, ha risposto: ‘Non lo sappiamo. Dio lo dirà”.

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Politica

“Marco Rizzo espulso”, il Partito Comunista: «non è vero, espelleremo chi l’ha espulso»

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Marco Rizzo espulso dal Partito Comunista, anzi no

La Federazione milanese annuncia l’espulsione di Marco Rizzo, ma poche ore dopo il comitato centrale del Partito Comunista smentisce e annuncia che espellerà chi aveva espulso Rizzo, che si sarebbe appropriato della password di Facebook. La notizia era diventata virale dopo che era stata rilanciata da Vladimir Luxuria.

Marco Rizzo espulso dal Partito Comunista, che a sua volta espellerà chi aveva espulso Marco Rizzo. La storia è un po’ intricata, proviamo a ricapitolare. La pagina Facebook della federazione di Milano del partito ha pubblicato un post, con cui annunciava l’espulsione di Rizzo: «Noi ci prendiamo la responsabilità politica di questa decisione, consci di essere in minoranza in un CC svuotato di tutte le sue funzioni e prerogative, ma in enorme maggioranza nel corpo sociale del nostro paese. Un corpo sociale che può e deve essere recuperato alla lotta per il socialismo, senza scorciatoie opportunistiche che conosciamo bene da decenni».

La notizia ha fatto scalpore, ma è diventata virale dopo essere stata rilanciata da Vladimir Luxuria ed altri volti noti. Il comitato centrale del partito però, poche ore dopo ha smentito la notizia con un comunicato durissimo: «In questo mondo dei social basta impossessarsi della password di Facebook di una federazione del Partito e decidere che il segretario nazionale è espulso. Di questi bontemponi si sta occupando la Commissione Centrale di garanzia e, per rimpinzare le casse, la tesoreria e gli avvocati. Il segretario generale Marco Rizzo sta bene e gode della fiducia (certificata col voto ad ampia maggioranza – 7 voti contrari ed 1 astenuto – del Comitato Centrale del 25 Giugno) di tutto il Partito, che approva la scelta di unire le forze reali del dissenso in questo Paese».

Il dissenso politico tra la federazione milanese e il comitato centrale è nato in seguito alla “svolta populista” che Rizzo ha impresso da qualche mese al Partito Comunista, che ha sposato, ad esempio, cause NoVax e NoGreenPass, ma ha anche stretto alleanze con formazioni politiche distanti dalla propria ideologia, come ad esempio Il Popolo della Famiglia di Adinolfi.

Adesso resta da vedere cosa succederà alla federazione rivoltosa e se si scinderà nell’ennesimo partito comunista. Una cosa però è certa: il Partito comunista non entrava in tendenza su Twitter da tempo.

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Attualità

Meloni e i “due occhioni”: “Di solito dicono che sembro Gollum…”

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ROMA – “Mi è piaciuta la sigla di presentazione, era buona, neanche un insulto, di solito dicono che sono ipertiroidea, che sembro Gollum, queste cose qua…”. Ospite di ‘Un giorno da pecora’, Giorgia Meloni apprezza la sigla di presentazione dove viene definita la ‘regina delle opposizioni con due occhioni…’. ”Certe sue facce spaventano lo sa?”, provoca uno dei conduttori. ”Sì, assolutamente sì”, taglia corto la leader di Fdi che rivela: ”Mi indispettisco da sola, confesso che per questo non mi rivedo quasi mai…”.

Come riporta l’Adnkronos, quando le fanno notare che certe volte abbassa la voce, Meloni ride e precisa: ”Ma come, mi dicono se mai che urlo troppo… Anche io lo sostengo sempre che faccio più paura quando abbasso la voce. finché grido non ti devi preoccupare, ma quando abbasso la voce è più preoccupante…”.

“Dove era quando ha registrato il video a commento sui ballottaggi, visto il vento forte e i cactus sullo sfondo? ”, chiedono ancora i conduttori della trasmissione. ”Ero in Italia, in Toscana per la precisione”, risponde Meloni che spiega come è andata: ”Invece di centrosinistra avevo detto centrodestra, avevo sbagliato, l’ho dovuto rifare il video quando ero già in auto e sono scesa tipo ad un autogrill…”. Meloni confida di aver iniziato a fare yoga da poco: ”Faccio yoga, è uno dei tanti allenamenti che faccio… Lo faccio da poco, da qualche mese… Io prediligo il cross fit ma faccio anche yoga per cambiare un po’, è una cosa spirituale…”.

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