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Cronaca

Bimbo necessita di operazione ma genitori rifiutano trasfusioni: «vogliamo sangue no-vax»

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no vax rifiutano trasfusioni al figlio vogliono sangue non vaccinato

Situazione delicata e surreale all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove un bambino deve sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico al cuore, ma i genitori no-vax rifiutano le trasfusioni da donatori che hanno effettuato il vaccino anti Covid.

La notizia è stata diramata solo da poche ore, ma la vicenda prosegue già da un paio di settimane ed attualmente si trova ancora in una fase di stallo. Un bambino è ricoverato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove attende di sottoporsi ad una delicata operazione al cuore, ma la situazione è bloccata e non procede, perché i genitori, originari del modenese ed entrambi no-vax , rifiutano le trasfusioni al figlio e pretendono che venga impiegato soltanto sangue non vaccinato.

Dopo aver fatto sapere al personale sanitario del polo medico bolognese che non avrebbero accettato nessuna trasfusione se non proveniente da donatori che non si siano sottoposti al vaccino anti Covid, hanno iniziato a cercare volontari all’interno di ambienti no-vax. Una soluzione che non può ovviamente trovare il favore dei medici e del centro trasfusionale, dal momento che le trasfusioni di sangue sono soggette a regole rigide e verifiche stringenti, proprio per garantire la sicurezza dei pazienti.

I no-vax che rifiutano le trasfusioni al figlio non hanno voluto sentire le ragioni del personale medico ed hanno interpellato i propri avvocati per avere tutele legali. Il caso è così finito in tribunale e si attende una decisione da parte del giudice tutelare, che potrebbe arrivare già in giornata. Intanto il bambino ricoverato protagonista suo malgrado di questa vicenda, attende ancora il momento in cui verrà sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al cuore.

Attualità

Si sposano in terapia intensiva perchè è convinto di morire. Ma il cuore compatibile arriva 12 ore dopo le nozze

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uscita ospedale dottoressa NoVax radiata

TORINO – Storia a lieto fine quella di una coppia che ha pronunciato le proprie promesse di matrimonio dentro il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Molinette di Torino con la convinzione che sarebbero state di “fine vita”. 

I due erano insieme da sei anni e hanno una figlia piccolissima nata lo scorso 15 aprile. Tutto sembrava procedere per il meglio e il loro matrimonio si sarebbe dovuto celebrare il prossimo settembre.

L’uomo, però, è stato colto da un violento infarto. Subito i soccorsi lo hanno portato presso l’ospedale di Verduno, ma la situazione era talmente critica che si è reso necessario il trasporto all’ospedale Molinette dove le sue condizioni giorno dopo giorno sono diventate sempre più critiche. 

Era necessario un cuore nuovo che però non è arrivato e così la coppia ha deciso di coronare il sogno sposandosi dentro il reparto di terapia intensiva delle Molinette. Un rito civile, con tanto di palloncini, un momento di commozione, gioia, ma anche tristezza.

Durante la prima notte di nozze, però, è arrivata la notizia più bella: è stato trovato un cuore per Maurizio. L’equipe delle Molinette è corsa subito a Napoli a prelevare il cuore che poco dopo è stato trapiantato dentro il torace dell’uomo. A condurre l’operazione è stato il dottor Massimo Boffini e ci ha impiegato ben sette ore. 

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Attualità

Omicidio Niccolò Ciatti:15 anni al ceceno Bissoultanov. Il padre: “Vergogna”

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FIRENZE – 15 anni di reclusione inflitti in Spagna al ceceno Rassoul Bissoultanov per l’omicidio di Niccolò Ciatti, morto il 12 agosto 2017 a Lloret de Mar dopo un pestaggio in una discoteca.

Come riporta l’Ansa, lo riferisce su Facebook il padre, Luigi Ciatti: “Il Presidente del Tribunale di Girona ha inflitto la pena minima di 15 anni. Penso che dovrebbe studiare la parola Giustizia. Giustificare una sentenza del genere con ‘per quanto possa sembrare duro ai parenti’ credo che veramente dovrebbe cambiare lavoro”. “Ci troviamo di fronte persone che dovrebbero essere dalla nostra parte”, “invece sono al fianco degli assassini. Siete la vergogna di un mondo civile”.

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Attualità

Insulti e cinghiate: due ragazzi aggrediti dopo il Gay Pride di Napoli

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NAPOLI – Percossi a cinghiate dopo aver reagito agli insulti omofobi nei loro confronti. Due giovani romani, entrambi ventenni, sono stati insultati e aggrediti dopo aver partecipato al Pride di Napoli. Si trovavano a piedi in strada al centro della città quando sono stati avvicinati da due giovani della provincia di Napoli che hanno iniziato a rivolgere insulti nei confronti dei due, uno dei quali ha reagito alle offese.

I due sono scesi dall’auto ed hanno iniziato a percuotere le vittime, a spintoni, schiaffi e anche con la cinghia dei pantaloni e poi si sono allontanati. Come riporta Repubblica, i due giovani romani hanno chiesto l’intervento dei carabinieri: attraverso la centrale operativa sono iniziate le ricerche dell’auto e degli aggressori. La vettura è stata individuata in piazza Carlo III dalla pattuglia della stazione Borgoloreto. Ne è nato anche un breve inseguimento, al termine del quale i due sono stati bloccati e denunciati. Le due vittime sono state soccorse all’ospedale San Paolo, per loro una prognosi di cinque giorni.

Il Comune di Napoli ha espresso “ferma condanna da parte dell’amministrazione in merito all’aggressione omofoba ai danni di due ragazzi dopo il Pride di ieri, denunciata dalle vittime e che ha visto l’intervento immediato della forze dell’ordine. L’episodio non sporca la forza di una manifestazione straordinariamente partecipata dalle associazioni, dagli attivisti e dai singoli cittadini per confermare la natura accogliente di Napoli in cui ci si batte tutti i giorni per l’uguaglianza dei diritti”.

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