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«L’esercito tedesco in Italia si comportò con correttezza», è polemica per l’articolo di Massimo Fini

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polemiche per l'articolo di Massimo Fini sul comportamento del'esercito tedesco durante l'occupazione in Italia

Sul web infuriano la polemiche per un articolo pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano, a firma di Massimo Fini, in cui si legge che il comportamento delle truppe tedesche in Italia durante l’occupazione fu esemplare, salvo qualche isolato episodio, e che invece i soldati americani hanno commesso moltissimi stupri, che però, per revisionismo storico, preferiamo chiamare «marocchinate».

«Gli occupanti in Italia erano gli Alleati», oppure: «l’esercito tedesco, a parte alcune azioni efferate, veri crimini di guerra a opera dei raparti speciali, le SS (Marzabotto e Sant’Anna di Stazzena in testa), in Italia si comportò con correttezza» e ancora: «innumerevoli sono stati gli stupri perpetrati da soldati americani che noi oggi, per pudicizia, chiamiamo “marocchinate”. Poche righe pubblicate sul Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Massimo Fini, che accendono veementi proteste e che fanno dilagare le polemiche sul web.

Scorrendo sui vari social network, Twitter in primis, sono tantissimi i commenti e le reazioni che stigmatizzano la ricostruzione degli eventi e del clima che si respirava nel 1945 nel nostro Paese ad opera del giornalista. E se possibili ancora più veementi sono le reazioni di biasimo verso la testata che ha pubblicato l’articolo. Accuse di negazionismo e revisionismo stanno piovendo sul giornalista e sul giornale.

L’articolo di Massimo Fini parte dall’analisi di due figure in antitesi della Resistenza: da una parte il gentile e ricco di umanità comandante Pedro, il conte Pier Luigi Bellini delle Stelle, l’uomo che catturò Mussolini a Dongo e che lo trattò con «l’indulgenza che si deve ai vinti»; dall’altra il bestiale e cruento colonnello Valerio Walter Audisio, che invece prese in consegna l’ex Duce per risolvere nel sangue la faccenda. Parte da qui il giornalista, per offrire una visione alternativa della Resistenza, nella quale invita a rivedere con una nuova chiave di lettura le celebrazioni del 25 aprile. In breve, sostiene che il ruolo dei partigiani durante Liberazione fu in realtà marginale e che intorno alla Resistenza giri molta retorica, che oltretutto ha prodotto più che altro guai, come ad esempio le Brigate Rosse.

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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