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Liliana Segre presiede la prima seduta al Senato: “Emozionata”

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ROMA – Il discorso “è pronto, non mi faccio certo cogliere impreparata”. Ha risposto così ai giornalisti che l’hanno intercettata a Palazzo Madama, la senatarice a vita Liliana Segre.  Toccherà infatti a lei (la più anziana dell’emiciclo, in assenza del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano) inaugurare domani la legislatura a palazzo Madama nel ruolo di presidente provvisoria.

Come riporta RaiNews24, Segre ha detto di vivere “molto tranquillamente” il momento, a volte, ha aggiunto, “accadono cose che uno davvero non si aspetta”. A chi le ha chiesto se fosse emozionata per il ruolo che si troverà a svolgere, ha risposto: “Certamente, ma sono abituata a essere me stessa. Quando sono entrata qui la prima volta nemmeno sapevo dove dovevo sedermi, questa volta ho provato anche la sedia e mi hanno anche messo un cuscino per la schiena”.

Secondo la Segre è l’articolo 3 della Costituzione, che recita “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”,  la chiave di volta per trovare le soluzioni alle sfide che in questo momento il Paese sta attraversando.

Interpellata poi sul futuro governo e sulle sue aspettative la senatrice ha detto: “Sto alla finestra, guardo quello che succede, prima non posso sapere che cosa succederà”.

La prima seduta del Senato, che aprirà la XIX legislatura, inizierà alle 10.30. All’ordine del giorno c’è l’elezione del successore di Elisabetta Casellati, che dalla mezzanotte di oggi cesserà il suo mandato. I tempi dell’Aula sono stati definiti ma è impossibile sapere se saranno effettivamente rispettati. Entro venerdì, comunque, si arriverà alla proclamazione del nuovo presidente. Se tre votazioni non dovessero bastare, si procederà al ballottaggio. 

Liliana Segre, il senatore più anziano con i suoi 92 anni aprirà la seduta e terrà un breve discorso. La senatrice a vita dalla mezzanotte sarà il presidente provvisorio del Senato e anche la seconda carica della Repubblica. Successivamente procederà alla nomina dei senatori segretari.

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Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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