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Nancy Pelosi forse a Taiwan già oggi, cresce la tensione fra Usa e Cina

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PECHINO – La speaker della Camera dei rappresentanti americana, Nancy Pelosi -che si trova in Malaysia, seconda tappa del suo tour in Asia- dovrebbe raggiungere l’aeroporto di Songshan, a Taiwan alle 22.20 di questa sera, ora locale, secondo quanto riporta il quotidiano dell’isola Liberty Times.

Come riporta l’Ansa, né il presidente Tsai Ing-Wen né il suo ufficio hanno hanno rilasciato dichiarazioni a conferma o smentita della visita di Pelosi  Nessuna delle più alte cariche degli Stati Uniti d’America ha messo piede a Taiwan negli ultimi 25 anni e la possibile visita di Pelosi ha provocato una serie di dichiarazioni bellicose da parte di Pechino.

Le Forze armate cinesi “non staranno a guardare”, ha avvertito il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, assicurando che il suo paese “prenderà sicuramente contromisure decise e forti a difesa della sovranità e integrità territoriale”.

Le contromosse di Pechino sono già in arrivo: nella notte ha sospeso l’import di beni alimentari da oltre 180 imprese di Taiwan, una decisione che secondo i media di Taipei “causerà un duro colpo” all’industria alimentare locale, tra agricoltura e pesca”.  Inoltre, dopo segnalazioni simili ieri notte, aerei da guerra cinesi sono stati avvistati questa mattina sulla linea mediana dello Stretto di Taiwan. Secondo la Reuters, inoltre, da ieri navi da guerra sono presenti in prossimità della linea di separazione. Secondo alcune fonti gli aerei cinesi hanno ripetutamente eseguito manovre tattiche “toccando” la linea mediana, azioni queste considerate provocatorie.

Come riporta l’Ansa, a Washington, il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, John Kirby, ha precisato ieri che “Pelosi non ha ancora annunciato una visita a Taiwan e sta a lei decidere”. “Niente è cambiato nella politica degli Stati Uniti” verso Taiwan, “non ne sosteniamo l’indipendenza”, ha ribadito. “Pelosi ha il diritto di andare a Taiwan”, ha aggiunto, sottolineando che la Cina sa che negli Stati Uniti “c’è la separazione dei poteri e la Camera è un ramo indipendente”. Pechino, ha insistito il portavoce, “non dovrebbe creare una crisi” su questo. “Ci sono stati speaker e rappresentanti del Congresso che hanno visitato Taiwan nel passato”, ha riassunto Kirby, che ha chiesto a Pechino che “non usi una visita come pretesto per alzare il livello della tensione”.

La risposta è arrivata dall’l’ambasciatore cinese delle Nazioni Unite, Zhang Jun, che ha sottolineato come  “una visita del genere è molto pericolosa, molto provocatoria”. “Se una visita del genere si verifica, minerà anche le relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti”, secondo il quale la possibile visita di Pelosi non dovrebbe essere paragonata a quella del 1997, fatta dall’allora speaker della Camera Newt Gingrich, perché “un errore iniziale non rende legittimo il quello seguente”. “Faremo tutto il possibile per difendere la nostra sovranità e integrità territoriale”, ha concluso Zhang.

Come riporta l’Ansa, il ministero della Difesa di Taipei, nel frattempo, ha detto che le il suo esercito è “determinato, capace e fiducioso” di poter proteggere l’isola dalle crescenti minacce della Cina per la possibile visita sull’isola di Pelosi.  “Stiamo preparando meticolosamente vari piani e le truppe adeguate saranno inviate per rispondere in linea con i regolamenti di risposta alle situazioni di emergenza e alla minaccia posta dal nemico”, ha reso noto il dicastero in un comunicato.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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