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Neil Young rimosso da Spotify per la sua polemica contro i no-vax

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Neil Young rimosso da Spotify per polemiche contro no vax

Le canzoni di Neil Young non si potranno più ascoltare su Spotify dopo che il celebre contenitore di contenuti audio ha rimosso i pezzi della leggenda del rock, a causa delle sue polemiche contro i contenuti no-vax ospitati. Un paio di giorni fa infatti, il cantante ha minacciato di lasciare la piattaforma, se questa avesse continuato ad ospitare il podcast di Joe Rogan, un commentatore con molto seguito tra la platea no-vax. Spotify ha scelto Rogan.

“Keep on rockin’ in the vax world”. Neil Young esce da Spotify, che ha già rimosso gran parte dei suoi pezzi. Non è stato lui ad andarsene, come aveva scritto un paio di giorni fa in una lettera aperta, ma è stato gentilmente accompagnato alla porta. Il motivo di questa esclusione eccellente, le esternazioni del cantante nei confronti dei contenuti no-vax ospitati, che non sono piaciuti all’azienda svedese dello streaming on demand di album, canzoni e podcast.

Neil Young nei giorni scorsi aveva attaccato duramente la piattaforma a causa del podcast di Joe Rogan, un commentatore no vax. Per avere in esclusiva la sua trasmissione, Spotify ha stretto un accordo da oltre cento milioni di dollari un paio d’anni fa. Ma evidentemente questo tipo di contenuto non è andato a genio al cantante canadese che aveva scritto: «possono avere Young o Rogan, non tutti e due».

E Spotify ha scelto Rogan ed ha rimosso le canzoni di Neil Young. «Vogliamo che tutta la musica e i contenuti audio del mondo siano a disposizione dei nostri clienti. Con questo viene la grande responsabilità di bilanciare la sicurezza degli ascoltatori e la libertà dei creatori – ha affermato un portavoce di Spotify, che poi ha auspicato che Young «torni presto tra noi».

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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