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Cronaca

Presidio No Tav, iniziato lo sgombero: assedio delle forze dell’ordine nella notte

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presidio No Tav sgomberato

TORINO – Imponente lo schieramento di forze dell’ordine che nella notte ha sgomberato il presidio No Tav allestito nell’area dell’ex autoporto di San Didero. Mezzi blindati sulla Statale 24 bloccata per l’occasione, automezzi con idratanti e poliziotti in tenuta antisommossa per disperdere le poche decine di giovani manifestanti, che hanno affidato ai social la narrazione degli eventi ed hanno anche denunciato lanci di lacrimogeni ad altezza uomo.

La notte di ieri pare essere il preludio ad una nuova stagione di mobilitazione e tensione in Val di Susa, in seguito all’autorizzazione allo sgombero del presidio attrezzato dai manifestanti contrari alla Torino-Lione. Area dello scontro, la zona tra San Didero e Bruzolo, dove dovrebbe sorgere un nuovo autoporto a servizio dell’autostrada del Fréjus.

Il “blitz” è scattato a mezzanotte circa. Dopo aver bloccato la Statale, centinaia di poliziotti hanno circondato il presidio No Tav, allestito in un edificio abbandonato.  Alle 3, è iniziato lo sgombero vero e proprio, anticipato da lancio di lacrimogeni. Gli occupanti hanno presto informato, tramite i social network, di non essere intenzionati a cedere, ma di voler resistere  all’assedio, barricandosi all’interno dell’edificio.

Questa mattina, altri militanti No Tav e diversi membri delle amministrazioni locali della Valle contrari all’opera, si sono radunati verso la zona degli scontri, chiedendo alla polizia di potersi sincerare delle condizioni degli occupanti, ma l’area resta circondata e l’accesso interdetto a chiunque. Previste nel pomeriggio nuove iniziative di protesta, mentre è stata indetta per sabato 17 aprile l’ennesima manifestazione di protesta nei confronti dell’opera, alla quale parteciperanno numerosi sindaci dei Comuni limitrofi.

Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

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silvio viale ginecologo torino accusato di molestie 2

Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

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E’ iniziato il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, la famiglia: «aspettavamo da 8 anni»

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processo giulio regeni

Si è chiusa la prima udienza nei confronti dei quattro egiziani accusati del sequestro di persona e dell’omicidio del giovane ricercatore avvenuto a Il Cairo nel 2016. La prossima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni si terrà il 18 marzo.

Ha preso avvia presso la Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati sono 4 membri dei servizi segreti egiziani, finora mai comparsi: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Sono a vario titolo accusati di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Gli imputati, dopo il non erano in aula. I difensori d’ufficio hanno posto una serie di eccezioni sulle quali la Corte si esprimerà il prossimo 18 marzo.

«Oggi è una giornata molto importante» hanno detto i genitori del ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. . «Erano otto anni che aspettavamo questo momento – ha fatto eco l’avvocato Alessandra Ballerini, legale assieme al collega Giacomo Satta dei genitori di Giulio – . Finalmente speriamo che il processo possa partire. Sono state sollevate le questioni preliminari che erano già stata rigettate in tutte le altre aule di giustizia: speriamo, dopo la decisione della Consulta che rafforza molto la nostra posizione, di potere avere un processo contro chi ha fatto tutto il male del mondo a Giulio»

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Crollo nel cantiere del supermercato a Firenze, aperta indagine per omicidio colposo

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Nell’incidente sul lavoro verificatosi questa mattina in un supermercato in costruzione a Firenze, dove è avvenuto un crollo nel cantiere, sono morti tre operai. Due sono ancora dispersi.

Un testimone ha raccontato di aver sentito un forte «boato» e di aver visto subito dopo una grossa nube di polvere sollevarsi. Questa mattina a Firenze, nel cantiere allestito per un supermercato in costruzione, si è verificato un crollo che ha ucciso tre operai. Altrettanti sono rimasti feriti, mentre due sono ancora dispersi.

Due dei feriti si trovano ora in terapia intensiva e in semi-intensiva, con prognosi riservata. Non sarebbero in pericolo di vita. Presso l’ospedale Careggi sono anche stati effettuati i preparativi per accogliere i due dispersi che ancora mancano all’appello, qualora fosse necessario intervenire con urgenza dopo la loro estrazione.

Intanto la procura di Firenze ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per crollo colposo e omicidio colposo ed ha disposto il sequestro del cantiere. In base alle prime ricostruzioni dei Vigili del Fuoco, intorno alle 8:30 di questa mattina si sarebbe verificato un importante crollo di uno dei piloni principali del cantiere. Gli operai morti nel crollo del supermercato di Firenze, sarebbero stati schiacciati da una trave di cemento.

Marina Caprotti, presidente di Esselunga, la catena del supermercato in cui si è verificato il tremendo incidente sul lavoro, ha voluto esprimere «profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime del gravissimo incidente di questa mattina nel cantiere di via Mariti a Firenze». «Siamo sconvolti per quanto avvenuto», ha dichiarato. Per poi spiegare che «il cantiere in costruzione era affidato in appalto a una società terza e siamo a disposizione delle autorità per contribuire a chiarire la dinamica di quanto accaduto e per qualsiasi esigenza». «In segno di lutto nel pomeriggio i negozi Esselunga della città di Firenze verranno chiusi», ha aggiunto.

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