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Samantha Cristoforetti prima comandante europea della Stazione Spaziale Internazionale

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Samanta-Cristoforetti comandante Stazione Spaziale Internazionale ISS

Astrosamantha brilla sempre di più. Samantha Cristoforetti raccoglierà il testimone dal comandante russo Oleg Artemyev e diventerà la prima donna europea a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale.

A renderlo noto è stata l’Esa, l’agenzia spaziale europea: sarà Samantha Cristoforetti la prossima comandante della Stazione Spaziale Internazionale, ISS. Per la prima volta questa carica verrà ricoperta da una donna europea. Astrosamantha raccoglierà il testimone dal comandante russo Oleg Artemyev.

«Sono onorata della mia nomina a comandante- le parole di Cristoforetti – Non vedo l’ora di attingere all’esperienza che ho acquisito nello spazio e sulla Terra per guidare una squadra molto capace in orbita». Josef Aschbacher,  direttore generale dell’ESA, ha affermato: «La selezione di Samantha per il comando dimostra chiaramente la fiducia e il valore che i nostri partner internazionali ripongono negli astronauti dell’ESA. Nel corso della sua missione Minerva ha contribuito notevolmente ai successi scientifici e operativi della Stazione e prevedo che sotto il suo comando continuerà a prosperare».

Samantha Cristoforetti diventerà ufficialmente comandante della Stazione Spaziale Internazionale in seguito alla tradizionale cerimonia di passaggio di consegne, in programma il prossimo 28 settembre. Astrosamantha riceverà simbolicamente le chiavi della stazione orbitante, dal precedente comandante. L’evento sarà trasmessa in diretta dalla Stazione spaziale internazionale sulla Web Tv dell’ESA.

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Putin ha firmato le annessioni: «Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia nostre per sempre»

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Adesso che ha ufficializzato, senza ottenerne il riconoscimento internazionale, le annessioni dei territori di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, Putin riapre alla possibilità di negoziati: «L’Ucraina deve cessare il fuoco».

Prima che prendesse la parola è stato rispettato un minuto di silenzio per gli «eroi» che hanno perso la vita in Ucraina e per le «vittime degli attacchi terroristici di Kiev». Poi, Vladimir Putin, nella Sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino, ha apposto il suo sigillo sul documento che approva le annessioni alla Federazione Russa delle regioni ucraine occupate: Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia.

Putin non si cura del fatto che i governi occidentali considerino una farsa i referendum svolti nei territori occupati e non riconoscano le annessioni va avanti per la sua strada: «Voglio che mi sentano a Kiev, che mi sentano in Occidente: le persone che vivono nel Lugansk, nel Donetsk, a Kherson e Zaporizhzhia diventano nostri cittadini per sempre». Per quanto riguarda le validità dei referendum il presidente russo ha affermato che bisogna rispettare «la volontà di milioni di persone» che hanno esercitato «un diritto integrale». «Kiev rispetti la volontà popolare, noi difenderemo le nuove terre con tutte le nostre forze, faremo qualsiasi cosa per garantire la sicurezza del popolo».

Ora che ha conquistato queste quattro regioni, indipendentemente dal mancato riconoscimento internazionale della legittimità delle sue azioni, Putin si dice pronto a riprendere la strada dei negoziati, ma, ovviamente, secondo i termini da lui stabiliti: «Kiev cessi il fuoco e torni al tavolo del negoziato, noi siamo pronti: lo abbiamo detto e ripetuto».

Non manca un passaggio sulle spinte espansionistiche della Russia: «Oramai l’Unione sovietica non esiste più, e al passato non si torna e non serve alla Russia. Non è a questo a cui aspiriamo». Ma, sostiene il presidente, non c’è «nulla di più forte» della volontà dei popoli «di tornare alla propria vera patria. Nel 1991 si è deciso di far crollare l’Urss senza chiedere l’opinione del popolo, questo ha creato ferite nella nostra società e portato il Paese al limite della catastrofe nazionale. Quando l’ultimo leader dell’Unione Sovietica [Mikhail Gorbaciov, non nominato da Putini ndr] ha deciso di distruggere il nostro grande Paese ha messo il popolo di fronte al fatto compiuto, anche se bisogna ammettere che non capivano allora cosa stavano facendo e le conseguenze».

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Sparatoria alla partita di football: un ragazzo morto e 4 feriti a Philadelphia

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Strage Denver Colorado Usa sparatoria fanatico di destra

Ennesima sparatoria in un edificio scolastico degli Stati Uniti, dove al termine di una partita di football tra le squadre di due scuole superiori si è verificato uno scontro a fuoco. Un ragazzo di soli 14 anni ha perduto la vita, mentre altri quattro studenti sono ricoverati in gravi condizioni.

Torna alla ribalta negli Stati Uniti il tema della circolazione incontrollata delle armi, specie tra i più giovani. Il motivo è l’ennesima sparatoria che ha coinvolto una scuola superiore, verificatasi al termine di una partita di football tra le squadre di tre istituti. Lo scontro a fuoco si è verificato a Philadelphia, nel campo alle spalle della Roxborough High School.

Poco prima della sparatoria, si era giocata una partita di football delle leghe giovanili, al cui termine è scattata una rissa che ha coinvolto gli studenti di tre scuole diverse. I giocatori stavano uscendo dal campo quando, intorno alle 16:30 ora locale, qualcuno ha aperto il fuoco.

Almeno due le pistole utilizzate nello scontro a fuoco. Chi ha sparato ha lasciato cadere a terra le armi, prima di darsi alla fuga e dileguarsi a piedi. Una pallottola ha colpito in pieno petto un ragazzino di 14 anni, morto poco dopo in ospedale. Altri quattro studenti sono rimasti feriti. 3 sono in condizioni stabili e sono stati raggiunti dai colpi alle braccia ed alle gambe. Non si conoscono le condizioni di una altro ragazzo ferito e soccorso sul posto.

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La Russia annette le regioni ucraine dopo il referendum

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Vladimir Putin

MOSCA – La cerimonia di firma dei trattati sull’annessione di nuovi territori alla Russia si terrà oggi alle 15 ora locale al Cremlino e vi prenderà parte il capo di stato Vladimir Putin. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, come riporta Ria Novosti.

“Domani alle 15.00 (le 14 in Italia) nel Gran Palazzo del Cremlino, nella Sala di San Giorgio, si terrà una cerimonia per firmare gli accordi sull’ingresso di tutti e 4 i nuovi territori ucraini in cui si è tenuto il referendum nella Federazione Russa. In questo evento ci sarà un corposo discorso del presidente Putin”, ha detto ieri Peskov.

“Non accettiamo i referendum farsa e non accetteremo mai nessuna annessione dei territori ucraini occupati”. Lo ha ribadito la portavoce della Commissione Ue Dana Spinant in seguito all’annuncio di Mosca dell’annessione, domani, dei territori occupati del Donbass.

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