fbpx
Seguici su

Cronaca

Strage a Licata, uomo spara ai propri familiari: 4 morti, 2 dei quali giovanissimi

Pubblicato

il

Tragedia nell’agrigentino, più precisamente a Licata dove si è consumata una vera e propria strage: un uomo ha aperto il fuoco contro il fratello, la cognata e i nipoti di 11 e 15 anni, uccidendoli. Pare che il movente sia un’eredità contesa. L’uomo ha poi cercato di suicidarsi e si trova ora in condizioni gravissime.

Non ci ha pensato un attimo, ha estratto la pistola ed ha sparato contro il fratello, la cognata e i suoi nipoti per un’eredità contesa. Tutti morti, compresi i due giovani, uno di 11 anni, l’altro di 15. L’atroce fatto è avvenuto nelle prime ore della mattina a Licata, comune in provincia di Agrigento reso celebre dai romanzi di Andrea Camilleri, e dopo la strage Angelo Tardino, 48 anni, ha tentato di togliersi la vita sparandosi alla testa, ma questo colpo non è andato del tutto a segno. Sebbene in un primo momento chi è arrivato sulla scena ha pensato che non vi fosse più nulla da fare, in realtà sarebbe ancora vivo, ma in stato di morte cerebrale, e si troverebbe in coma presso l’ospedale di Caltanissetta, dove un’eliambulanza lo ha trasportato d’urgenza.

La strage familiare si è consumata all’interno delle mura domestiche. Pare che stessero discutendo di antiche ruggini quando Tardino ha perso la testa, ha estratto l’arma, una pistola calibro 9 regolarmente detenuta, ed ha aperto il fuoco contro i suoi familiari, uccidendoli. Non è ancora del tutto chiara la causa che ha scatenato questa follia, ma pare che il movente della strage di Licata sia collegato ad un’eredità contesa.

Dopo la sparatoria, l’uomo ha chiamato la moglie ed ha confessato quello che aveva appena fatto, dicendole che si sarebbe costituito. Ma nella successiva telefonata con i carabinieri, qualcosa deve avergli fatto cambiare idea e si è improvvisamente sparato un colpo alla testa. Alcuni vicini hanno raccontato di aver sentito tutte le fasi della lite e di aver udito distintamente i colpi di arma da fuoco sparati. Sul luogo della strage sono immediatamente giunti il personale sanitario, i carabinieri, il medico legale e il pm Paolo Metro.

Cronaca

Finte spese per prelevare in contanti il reddito di cittadinanza: 3 denunce a Napoli

Pubblicato

il

in una macelleria di Napoli spese finte per prelevare in contanti il Reddito di Cittadinanza

Un padre e i suoi due figli, gestori di una macelleria a Napoli, fornivano contanti in cambio di una commissione ai percettori di Reddito di Cittadinanza, attraverso finte compravendite di carne.

A Napoli, alcuni percettori di Reddito di Cittadinanza, hanno iniziato a rivolgersi in particolare ad una macelleria. Non solo per la qualità della carne, ma per il particolarissimo servizio che offriva: permetteva infatti a chi aveva diritto al Reddito di Cittadinanza, di prelevare il denaro in contanti, in cambio di una commissione che oscillava dal 10 al 20%. Il trucco era semplice: il cliente faceva una transizione con la card RdC per un fittizio acquisto di carne e riceveva indietro denaro contante. Trucco semplice, collaudato ed ovviamente illecito.

Oggi la Guardia di Finanza ha fatto saltare il banco della macelleria e padre e figli sono stati denunciati per truffa aggravata ai danni dello stato e usura, la macelleria è stata sottoposta a sequestro preventivo , insieme a 92 mila euro in contanti e titoli di credito di vario tipo.

Grazie al sistema messo a punto, i possessori della card del Reddito di Cittadinanza, potevano prelevare il denaro in contanti e utilizzarlo come meglio credevano, mentre le regole prevedono che solo una certa parte, modesta, della misura di sostegno possa essere prelevata. Il resto dovrebbe essere speso per acquistare generi di prima necessità, come gli alimenti appunto, pagandoli attraverso transizione elettronica. Oltre a questa aggiramento delle norme previste, gli inquirenti sospettano che i tre potessero anche aver messo in piedi un giro di usura.

Continua a leggere

Attualità

Cile, riceve per errore 330 volte lo stipendio: si dimette e fugge

Pubblicato

il

SANTIAGO DEL CILE – Ha ricevuto dalla sua azienda uno stipendio 330 volte superiore al dovuto. Invece di restituirli, lui ha preso i soldi ed è fuggito e al momento risulta irreperibile.

Come riporta l’Ansa, l’incredibile vicenda è accaduta in Cile: il dipendente, un assistente alla spedizione dell’azienda Consorcio Industrial de Alimentos, tra le maggiori produttrici di carne e salumi del Paese, ha ricevuto a maggio ben 165.398.851 (quasi 170 mila euro), invece dei consueti 500 mila pesos mensili (poco più di 500 euro, al cambio attuale). Secondo quanto scrive il quotidiano locale Diario Financiero, l’uomo ha inizialmente allertato il suo manager dell’errore.

Il manager ha poi segnalato la vicenda all’ufficio delle risorse umane che quindi ha chiesto al lavoratore di recarsi presso la sua banca e restituire il denaro extra. L’impiegato prima ha accettato di andare in banca, ma poi si è tenuto i soldi e ha ignorato le comunicazioni del suo datore di lavoro. Ha poi dato le dimissioni attraverso una lettera inviata alla società dal suo legale. Da allora non si hanno più notizie. L’azienda ha sporto denuncia contro il suo dipendente, sostenendo che si è appropriato indebitamente di fondi, ma finora non è stato effettuato nessun arresto. 

Continua a leggere

Attualità

Maneskin in concerto a Roma, l’allarme dei medici: “Pericoloso, c’è il picco contagi”

Pubblicato

il

ROMA – L’attesissimo concerto dei Maneskin al Circo Massimo da circa 70mila spettatori in programma il prossimo 9 luglio e sold out da mesi, cadrebbe proprio in concomitanza del picco dei contagi previsto dagli esperti, che lanciano l’appello: “Spostatelo”. La voce è quella del professor Antonello Maruotti, statistico della Lumsa e studioso dei dati Covid. “Se vogliamo contenere la diffusione del virus, concerti come quelli dei Maneskin al Circo Massimo andrebbero vietati. Perché dove ci sono grandi assembramenti ci sono rischi di contagio” ha affermato intervenendo su Radio Capital. “Certo – ha spiegato – siamo in una situazione molto diversa dal passato, i casi gravi sono pochi rispetto al numero totale delle infezioni. Ma se l’obiettivo è contenere il contagio, allora dobbiamo evitare questi grandi eventi. Se invece non ci interessa arginare i casi e non lo riteniamo un rischio, allora andiamo avanti”.

Sul tema si è espresso anche Fabrizio Pregliasco, direttore dell’ospedale Galeazzi di Milano: “Sicuramente l’allarme in questa fase sta aumentando, è una libertà che ci siamo guadagnati ma valutiamo quello che succederà a breve. E speriamo di non dover prendere decisioni drastiche, soprattutto se dovessero aumentare le vittime e lo sforzo del servizio sanitario dovesse crescere molto. È chiaro che dovrebbe essere una decisione generalizzata”.

Il concerto della band romana nella Capitale arriva assieme a un’ondata di Covid che sta colpendo duramente il Lazio, con 13.555 nuovi contagi ieri, e Roma in particolare, con oltre 7mila casi sempre ieri. Il dato giornaliero più alto dal 26 gennaio.

“Non possiamo certo impedire ai ragazzi di andare al concerto, dopo 2 anni di pandemia che li ha costretti a lockdown e sacrifici, ma il nostro consiglio è di indossare la mascherina Ffp2 che può evitare il contagio in una situazione di assembramento ad alto rischio”, spiega Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia.       

“Spero che i ragazzi seguano questa raccomandazione e pensino anche ai rischi che possono far correre ai genitori e ai nonni una volta che tornano a casa dopo il concerto”, aggiunge Magi che poi lancia un invito alle autorità competenti: “Occorre valutare rispetto ai dati epidemiologici, che ricordo ormai è chiaro che sono sottostimati per il proliferare di autodiagnosi a casa, di raccomandare la mascherina al chiuso. Ha grande efficacia contro la diffusione del Covid”. 

Intanto, come riporta RaiNews24, dai social si levano le proteste dei fan dei Maneskin contro un’ipotetica cancellazione del concerto al Circo Massimo: “Ma anche se i #maneskin spostassero il loro concerto, finché ci sono quelli di tutti gli altri artisti, non vedo cosa cambierebbe. Come se un concerto solo potesse evitare un aumento ulteriore dei contagi”, scrive un’utente. 

E difatti la lista degli artisti che si esibiranno in Italia in questo fine settimana è davvero lunga. E allora, si domandano i fan, perché si pensa di chiedere di annullare il concerto solo ai Maneskin? 

“Non è all’esame alcuna ipotesi di rinvio del concerto dei Maneskin al Circo Massimo”. Così l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato a proposito delle richieste di un possibile rinvio dell’atteso concerto dei Maneskin. “Si adotteranno tutte le precauzioni e gli accorgimenti che le autorità sanitarie indicheranno e, in collaborazione con gli organizzatori, metteremo in campo le azioni necessarie per farle rispettare”, ha aggiunto.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.