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Suicidio Cloe Bianco, Luxuria attacca l’Assessora di FdI: “Fu sospesa per il coming out a scuola”

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ROMA – “Io vorrei sapere se almeno adesso l’assessora regionale Elena Donazzan non avverta un po’ di colpa. E insieme a lei tutte le persone che nel 2015 non hanno voluto capire le motivazioni di Cloe Bianco. Donazzan non ha speso neanche una parola per dire: ‘Mi dispiace’. Nulla. La sua transfobia è veramente spietata”.

Sono le durissime parole pronunciate ai microfoni di “24 Mattino” (Radio24) da Vladimir Luxuria sulla tragica storia di Cloe Bianco, la professoressa di fisica che era stata sospesa dall’insegnamento nel 2015 al suo primo giorno di docente di ruolo e suicidatasi lo scorso 10 giugno, dando fuoco al camper in cui viveva.

Come ricorda Il Fatto Quotidiano, Cloe Bianco aveva fatto coming out come donna transgender, presentandosi a scuola in abiti femminili e scatenando le lamentele di un genitore. La professoressa fu così demansionata a segretaria scolastica, ma sul suo caso si espose Elena Donazzan di Fratelli d’Italia, assessore della Regione Veneto, all’epoca all’Istruzione, attualmente al Lavoro.

Vladimir Luxuria fa una premessa: “È vero che spesso non riusciamo a capire i motivi del suicidio, ma nel caso di Cloe Bianco purtroppo le motivazioni sono riconducibili proprio a quell’episodio avvenuto nel 2015. Un episodio di allontanamento, di discriminazione, di esclusione. All’epoca dei fatti Elena Donazzan, invece di parlare di identità di genere, che poteva essere anche un argomento di discussione a scuola, parlò di ‘carnevalata’, di ‘signore vestito da donna’ e di ‘giusto sdegno’. Vennero scomodati ispettori regionali, furono interrogati preside, vicepreside, docenti e rappresentanti degli studenti, come se fosse stato commesso un crimine. Se tu sospendi una persona e non le consenti più di fare il suo lavoro, è chiaro che la condanni alla solitudine. E in qualche modo la induci al suicidio”.

E aggiunge: “Voi non immaginate la tensione interiore di una persona che ha sempre desiderato di essere donna e che, a un certo punto, decide mostrarsi per quella che è. Ma chi siamo noi, chi siete voi per decidere come una persona debba fare coming out? Cloe non è andata nuda a scuola, ma semplicemente in abiti femminili. Non è atti osceni in luogo pubblico mostrarsi per come una persona si sente dentro. Questo lo trovo allucinante. Un docente deve essere giudicato per quello che insegna e per la sua preparazione o per il suo orientamento sessuale e la sua identità di genere? Al contrario – continua – bisogna partire proprio dalla scuola, dove c’è il bullismo anche di tipo omofobo, per fare capire che le persone vanno giudicate per la loro preparazione, non per le stoffe di cui si rivestono. Guardate che non è facile trovare il coraggio dentro di sé per mostrarsi agli altri per come ci si sente. Cloe ha aspettato che diventasse di ruolo, perché magari così sperava di sentirsi più protetta. E, presentandosi in abiti femminili, ha deciso di fare un gesto di sincerità perché ha scelto di essere trasparente e di non reprimere una cosa così importante di sé”.

Luxuria menziona ancora una volta l’assessora regionale meloniana: “Per le persone che vengono messe all’angolo in una condizione di solitudine, se non hanno la forza di resilienza come la ebbi io, la vita può diventare insopportabile. Non dico che la Donazzan sia direttamente la responsabile del suicidio di Cloe, però bisogna sempre riflettere quando ci ergiamo a essere superiori che condannano gli esseri umani alla solitudine. Cerchiamo di riflettere sugli effetti che può causare questo tipo di atteggiamento”.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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