fbpx
Seguici su

Mondo

Draghi positivo al Covid: il “tour del gas” affidato a Di Maio e Cingolani

Pubblicato

il

Draghi positivo al Covid tour del gas affidato a Di Maio e Cingolani

Il premier Mario Draghi ha contratto il Covid, è asintomatico e continuerà a lavorare da remoto. Domani e giovedì il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e quello della transizione Ecologica Roberto Cingolani lo sostituiranno in Angola e Congo, in una missione ribattezzata “tour del gas”: trovare fonti di approvvigionamento diverse da quella russa.

Mario Draghi non parteciperà al “tour del gas” in Angola e Congo. A cercare nuovi accordi per le forniture di gas ci andranno i ministri Luigi Di Maio e Roberto Cingolani. Il premier rimarrà a casa, dal momento che ha contratto il Covid. Ha fatto sapere di essere asintomatico e che continuerà a lavorare da remoto.

L’obiettivo delle visite nei due Paesi africani è quello di stringere nuovi accordi, al fine di riempire gli stoccaggi per il prossimo inverno e trovare nuove fonti di approvvigionamento, con l’intento dichiarato di non dipendere più dalle forniture russe nell’arco di 2 o 3 anni. Non solo Angola e Congo, ma anche Mozambico, Egitto, Quatar e Algeria, per riuscire ad ottenere almeno una fornitura di gas pari almeno al 50% di quella importata dalla Russia, entro il 2023.

Nel frattempo oggi il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio ha accolto questa mattina alla Farnesina il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, accompagnato da una delegazione di parlamentari ucraini. Commentando l’incontro sui social Di Maio ha affermato: «Ancora una volta ci troviamo davanti a racconti dai quali emerge un quadro tragico. Continuiamo a dare il massimo per fermare le atrocità in Ucraina».

Attualità

Gas russo in Italia, l’Eni apre conti in euro e rubli

Pubblicato

il

Vladimir Putin

ROMA – Eni avvia le procedure per l’apertura dei conti per il pagamento anche in rubli del gas russo. “Eni, in vista delle imminenti scadenze di pagamento previste per i prossimi giorni, ha avviato in via cautelativa le procedure relative all’apertura presso Gazprom Bank dei due conti correnti denominati K, uno in euro ed uno in rubli, indicati da Gazprom Export secondo una pretesa unilaterale di modifica dei contratti in essere, in coerenza con la nuova procedura per il pagamento del gas disposta dalla Federazione Russa”. Lo rende noto l’Eni in un comunicato.

Eni, tuttavia, si legge nella nota, “ha già da tempo rigettato tali modifiche. Pertanto l’apertura dei conti avviene su base temporanea e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali della società, che prevedono il soddisfacimento dell’obbligo di pagare a fronte del versamento in euro. Tale espressa riserva accompagnerà anche l’esecuzione dei relativi pagamenti”. “La decisione, condivisa con le istituzioni italiane, è stata presa nel rispetto dell’attuale quadro sanzionatorio internazionale e nel contesto di un confronto in corso con Gazprom Export per confermare espressamente l’allocazione a carico di Gazprom Export stessa di ogni eventuale costo o rischio connesso alla diversa modalità esecutiva dei pagamenti” afferma il gruppo energetico italiano.

Da un lato, a oggi, Gazprom Export e le autorità federali russe competenti hanno confermato che la fatturazione e il relativo versamento da parte di Eni continueranno a essere eseguiti in euro, così come contrattualmente previsto; che le attività operative di conversione della valuta da euro a rubli saranno svolte da un apposito clearing agent operativo presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall’accredito e senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa; e che nel caso di ritardi o impossibilità tecniche nel completare la conversione nei tempi previsti non ci saranno impatti sulle forniture. Dall’altro lato, l’esecuzione dei pagamenti con queste modalità, rileva l’Eni, non riscontra al momento nessun provvedimento normativo europeo che preveda divieti che incidano in maniera diretta sulla possibilità di eseguire le suddette operazioni.

Come riporta l’Adnkronos, se la nuova procedura appare quindi neutrale in termini di costi e rischi, non incompatibile con il quadro sanzionatorio in vigore e con adempimento che avviene al momento del trasferimento degli euro, un mancato pagamento, sottolinea il gruppo, “esporrebbe Eni sia al rischio di violazione dell’obbligo di dar corso in buona fede ad eventuali richieste contrattuali di Gazprom Export imposte alla stessa dalla propria autorità, sia al rischio per Eni di inadempimento dei propri impegni di vendita con i clienti a valle in caso di interruzione delle forniture”. 

Eni, tuttavia, in assenza di future risposte complete, esaustive e contrattualmente fondate da parte di Gazprom Export, “avvierà un arbitrato internazionale sulla base della legge svedese (come previsto dai contratti in essere) per dirimere i dubbi rispetto alle modifiche contrattuali richieste dalla nuova procedura di pagamento e alla corretta allocazione di costi e rischi”. In ogni caso, Eni ribadisce fermamente che rispetterà “qualsiasi eventuale futuro provvedimento normativo che dovesse intervenire a sanzionare il trading del gas o le attuali controparti”.

Ma non finisce qui. L’Europa avrà i prezzi dell’energia più alti del mondo a lungo termine se continuerà a rifiutare le forniture dalla Russia e questo potrebbe avere “conseguenze irreversibili” per gran parte dell’industria del continente. Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin, aggiungendo che l’Ue sta commettendo un “suicidio economico”. Parlando a un incontro sullo sviluppo dell’industria petrolifera russo, Putin ha criticato l’allontanamento dell’Europa dall’energia tradizionale in favore dell’energia alternativa, nonché le misure politiche adottate in risposta al conflitto in Ucraina. “Stanno cercando di incolpare noi dell’inflazione energetica”, mentre la responsabilità di tutto, ha precisato, è “dei loro errori sistemici”.

“Alcuni paesi europei non possono rinunciare al petrolio della Russia”, aveva detto in precedenza, sottolineando che l’aumento dei prezzi dell’energia l’Occidente “cerca di scaricarla su di noi, ci cita per nome, cercando di nascondere i propri errori sistemici”.

“I paesi europei continuano a introdurre nuove sanzioni sui mercati del petrolio e del gas. Tutto questo sta portando all’inflazione, ma invece di ammettere i propri errori, stanno cercando qualcuno da incolpare”, ha detto Putin, secondo il quale le decisioni adottate dall’Unione europea “e le dichiarazioni su una piena rinuncia alle fonti energetiche russe hanno già causato un aumento dei prezzi del petrolio”.

Secondo il leader del Cremlino, “gli europei riconoscono che non possono rinunciare completamente alle risorse energetiche russe ed è anche ovvio che alcuni paesi dell’Ue in cui la quota di idrocarburi russi è particolarmente alta, per molto tempo non saranno in grado di rinunciare alla nostra energia”. Ma in caso di un embargo al petrolio russo, “l’Europa sarà la regione con il più alto costo dei prezzi dell’energia”, ha sottolineato.

Continua a leggere

Attualità

Ucraina, allarme dell’Oms: a Mariupol rischio epidemia di colera

Pubblicato

il

conclusi i primi negoziati tra Russia e Ucraina

MARIUPOL – Allarme colera a Mariupol, in Ucraina. A lanciarlo è la direttrice regionale per le emergenze dell’Oms, Dorit Nitsan, citata dall’agenzia ucraina Unian.

“Riceviamo informazioni da organizzazioni non governative che le acque reflue sono mescolate con l’acqua potabile. Questo minaccia la diffusione di molte malattie, in particolare il colera. Ci stiamo preparando con una campagna di vaccinazione”, ha detto Nitsan.

Continua a leggere

Attualità

Salta l’accordo in Ue sul bando al petrolio russo, l’Ucraina delusa

Pubblicato

il

“BRUXELLES – Sfortunatamente non siamo riusciti a raggiungere un accordo sull’embargo al petrolio russo”. In serata è l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell a dare la notizia. L’ennesima fumata nera ormai conclama l’impasse europeo su una questione che, a parole, tutti dicono vada risolta al più presto ma che, nei fatti, si trascina di vertice in vertice. Anche perché secondo le stime della Commissione Europea la crescita economica sta rallentando sensibilmente e le sanzioni diventano un tema sempre più esplosivo. Senz’altro sul gas ma anche, evidentemente, sul petrolio.

Come riporta l’Ansa, la questione è nota: l’opposizione dell’Ungheria. Perché totalmente dipendente dal greggio di Mosca e priva di accesso al mare, circostanza che le impedisce di compensare con le navi le forniture via tubo. Ecco perché la Commissione, in una limatura delle bozze, aveva proposto un regime particolare per Budapest, concedendole un’esenzione all’embargo fino al 2024. Lo stallo, però, non è stato superato né al livello del Coreper, ovvero i rappresentanti permanenti dei 27 presso l’Ue, né al passaggio successivo, quello dei ministri degli Esteri. Ora, con ogni probabilità, si dovrà salire ancora di più, portando il dossier al tavolo dei leader: la prima data disponibile appare quella del consiglio straordinario sull’Energia, previsto per il 30-31 maggio. Budapest non si è fatta intimidire: per compensare le sue perdite l’Ue dovrebbe mettere sul piatto tra “i 15 e i 18 miliardi di euro”. “Se vuole far passare l’embargo – ha chiarito il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó – si deve esentare il greggio via oleodotto”.

Kiev, per bocca del ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, presente al consiglio di oggi, si è detta “delusa”. “L’intera Unione Europea è ostaggio purtroppo di un Paese che non ci aiuta a trovare il consenso”, ha dichiarato il collega lituano Gabrielius Landsbergis, tra i più attivi nel perorare la causa dell’embargo. Anche Luigi Di Maio si è detto contrariato per la china ormai imboccata. “L’Italia – ha notato – non pone veti al sesto pacchetto di sanzioni, che va approvato il prima possibile; è evidente che l’Ue deve imboccare un percorso di riforme per superare il principio dell’unanimità, che le vieta di prendere rapidamente alcune decisioni”.

“L’Ungheria – ha ribadito nel mentre Viktor Orbàn – non bloccherà le sanzioni dell’Ue purché non rappresentino un rischio per la nostra sicurezza energetica”. Come accennato in apertura, il tema dell’energia sempre più s’intreccia a quello della crescita e dunque alla sostenibilità dei conti Ue. Le previsioni economiche della Commissione per la primavera registrano il persistere di “un’elevata incertezza” dovuta alla guerra in Ucraina e certificano uno scenario da incubo nel caso in cui si dovesse bandire il gas russo: addio al 2,5% di crescita e più 3% del tasso d’inflazione. Date le condizioni attuali, l’impatto sarebbe difficilmente tollerabile. Non a caso Di Maio ha ribadito la “necessità del tetto ai prezzi del gas”, prima che sia “troppo tardi”.

L’Ue intanto ha chiarito che le compagnie energetiche europee possono pagare il gas russo senza violare le sanzioni. “L’apertura di un conto bancario presso Gazprombank è possibile, a patto che non sia in rubli”, ha precisato la Commissione, sottolineando che basterà saldare i pagamenti in euro o dollari “in linea con i contratti concordati” e ricevere una dichiarazione di avvenuto saldo. Spetterà poi a Mosca, secondo le indiscrezioni circolate nel weekend, effettuare la conversione. Un’interpretazione sotto la lente dell’Eni, che comunque continua a valutare la possibile apertura di due conti, uno in euro e uno in rubli, per far fronte alle scadenze per i pagamenti previsti nella seconda metà di maggio. “Eni – ha fatto sapere la compagnia – sta tuttora svolgendo le proprie valutazioni e al momento non ha avviato la procedura di apertura dei due conti”.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.