fbpx
Seguici su

Mondo

Giornalisti russi: «Putin ha un cancro alla tiroide», il Cremlino smentisce

Pubblicato

il

Vladimir Putin

Dalla Russia giunge un’indiscrezione clamorosa, che fa subito il giro del mondo: Putin sarebbe malato di cancro. A pubblicare la notizia il media indipendente Proekt, che pubblica l’elenco dei medici che segue il Presidente. Dal Cremlino giungono smentite.

Il portavoce del Cremlino Dmytry Peskov, dalle colonne della Pravda, si è affrettato a smentire la notizia, che però sta già facendo il giro del web, trovando anche numerosi sostenitori di questa ipotesi. Secondo il media investigativo indipendente russo Proekt (conosciuto anche come Agentstvo), il presidente Vladimir Putin sarebbe affetto da un cancro alla tiroide.

Nell’ultimo articolo diffuso dal giornale russo, e subito ripreso di media internazionali, si legge: «Abbiamo promesso di svelarvi il segreto principale del Cremlino: la salute di Vladimir Putin. Proekt ha trovato l’elenco di medici che accompagnano il presidente nei suoi viaggi». La lunga inchiesta ha preso avvio proprio dall’osservazione dell’equipe medica che ha in cura il Presidente russo già da tempo.

Secondo quanto diffuso, «dall’inizio del primo mandato di Putin, il Cremlino iniziò a nascondere informazioni sulla salute dell’allora giovane presidente, anche quando cadde da cavallo, ferendosi alla schiena. L’anziano Putin è ora accompagnato da un vasto team di medici, tra cui un chirurgo specializzato in cancro alla tiroide». Poekt ha anche pubblicato l’elenco dei medici consultati dal presidente russo, compreso uno specialista in cancro alla tiroide di Sochi, al quale ha fatto visita almeno 35 volte dal 2017.

La teoria del media russo è che il presidente russo, che compie 70 anni ad ottobre, abbia sempre tenuto nascoste le sue reali condizioni di salute, preferendo dare alla Russia, e al mondo, l’immagine di un uomo in condizioni fisiche sempre eccellenti. Proekt ha messo a confronto gli spostamenti dei medici di Putin e quelli del presidente, notando sospette sovrapposizioni, in particolare nei momenti in cui Putin «spariva». In diverse occasioni infatti, ha azzerato le sue uscite pubbliche per periodi prolungati di tempo.

Mondo

Prosegue l’esodo da Downing Street: Johnson starebbe per cedere, salgono le quotazioni di Liz Truss

Pubblicato

il

Non si ferma la fuga di ministri, viceministri e sottosegretari del governo britannico di Boris Johnson, che, dopo essere stato travolto da diversi scandali, pare giunto oramai al capolinea e prossimo alle dimissioni, secondo quanto riportato dai media d’oltre Manica.

Il governo di Boris Johnson sembrerebbe arrivato al termine ed anche il Primo Ministro oramai sarebbe prossimo alle dimissioni. Gli scandali che l’hanno investito e che sono andati gradualmente moltiplicandosi ed ingigantendosi, alla fine si sono rivelati irrisolvibili. E se Boris Johnson ha fatto di tutto per andare avanti nonostante tutto, chi era intorno a lui, più o meno vicino, ha deciso di dare un segnale forte. Una raffica di dimissioni di ministri, vice-ministri e funzionari, un vero e proprio esodo politico che ha messo Johnson con le spalle al muro. Solo ieri, sono state 40 le dimissioni presentate. Mai si era vista una cosa simile nel Regno Unito.

Il Primo Ministro aveva affermato di non aver intenzione di seguire questo esempio e che la sua elezione è stata giustificata da milioni di voti, ma oramai sembra inevitabile. L’ultimo ad abbandonare in ordine di tempo, Brandon Lewis, ministro per L’Irlanda del Nord. Si tratta solo dell’ultimo pezzo che viene a mancare, in una castello di carte carte ormai crollato. Ieri, tra i fuoriusciti, anche Michael Gove, il braccio destro di Boris Johnson, che con lui si è speso tantissimo ai tempi della campagna della Brexit e che ora ricopriva il ruolo di ministro della Coesione Territoriale. Alcune indiscrezioni della stampa sostengono che lo stesso Gove abbia consigliato a Johnson di gettare la spugna e presentare le dimissioni.

E sempre secondo quanto pubblicato dai giornali britannici, Jhonson avrebbe infine preso atto della fine del suo mandato. Avrebbe avuto una «telefonata di cortesia» con la Regina, nella quale gli avrebbe comunicato le sue intenzioni, e stasera dovrebbe parlare alla nazione. Secondo quanto trapelato sarebbe sua intenzione al momento, dimettersi solo da leader del partito conservatore, mantenendo ad interim la carica di Primo Ministro fino all’autunno. Ipotesi questa, che trova la netta opposizione dei Tory che starebbero già cercando il sostituto. Il nome che si fa con maggiore insistenza in queste ore è quello di Liz Truss, ministra degli Esteri, spesso definita la “nuova Tatcher”, mentre scendono le quotazioni di Rishi Sunak, travolto anch’egli da uno scandalo legato al pagamento delle tasse.

Continua a leggere

Attualità

Cile, riceve per errore 330 volte lo stipendio: si dimette e fugge

Pubblicato

il

SANTIAGO DEL CILE – Ha ricevuto dalla sua azienda uno stipendio 330 volte superiore al dovuto. Invece di restituirli, lui ha preso i soldi ed è fuggito e al momento risulta irreperibile.

Come riporta l’Ansa, l’incredibile vicenda è accaduta in Cile: il dipendente, un assistente alla spedizione dell’azienda Consorcio Industrial de Alimentos, tra le maggiori produttrici di carne e salumi del Paese, ha ricevuto a maggio ben 165.398.851 (quasi 170 mila euro), invece dei consueti 500 mila pesos mensili (poco più di 500 euro, al cambio attuale). Secondo quanto scrive il quotidiano locale Diario Financiero, l’uomo ha inizialmente allertato il suo manager dell’errore.

Il manager ha poi segnalato la vicenda all’ufficio delle risorse umane che quindi ha chiesto al lavoratore di recarsi presso la sua banca e restituire il denaro extra. L’impiegato prima ha accettato di andare in banca, ma poi si è tenuto i soldi e ha ignorato le comunicazioni del suo datore di lavoro. Ha poi dato le dimissioni attraverso una lettera inviata alla società dal suo legale. Da allora non si hanno più notizie. L’azienda ha sporto denuncia contro il suo dipendente, sostenendo che si è appropriato indebitamente di fondi, ma finora non è stato effettuato nessun arresto. 

Continua a leggere

Cronaca

Estradato dal Brasile Rocco Morabito: il boss della ‘ndrangheta deve scontare 30 anni

Pubblicato

il

estradato Rocco Morabito

Rocco Morabito, boss della ‘ndrangheta di 56 anni, considerato uno dei maggiori trafficanti di droga al mondo, è stato estradato dal Brasile ed è atterrato a Roma, dove è stato arrestato.

Questa mattina è atterrato a Ciampino l’aereo che ha riportato in Italia il boss della ‘ndrangheta Rocco Morabito, che deve scontare una condanna definitiva a 30 anni. Rocco Morabito è stato estradato dal Brasile, dove era stato arrestato il 25 maggio del 2021, in seguito ad un’operazione congiunta della polizia federale brasiliana, dei carabinieri del ROS di Reggio Calabria e con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – progetto I-CAN e dalle agenzie statunitensi DEA e FBI.

Morabito, considerato uno dei maggiori trafficanti di droga a livello mondiale, era stato inserito nella lista dei latitanti più pericolosi, secondo solo al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Ha costruito il suo impero sulla cocaina ed ha stretto contatti in tutto il Sud America. Già arrestato una volta, in Uruguay, riuscì a fuggire, sfruttando i controlli deboli e ungendo i giusti ingranaggi. Venne poi intercettato in Brasile, a João Pessoa, in compagnia di un altro latitante di ‘ndrangheta, Vincenzo Pasquino.

Completate le procedure di rito, Rocco Morabito è stato estradato dal Brasile ed è tornato in Italia dopo trent’anni. Altrettanti dovrà scontarne in carcere, in regime di detenzione dura.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.