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Giovanni Toti nominato nobile protettore dell’arte del salame di Sant’Olcese

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Il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, già deputato e vicepresidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, può aggiungere un nuovo titolo nel suo cursus honorum: è stato nominato nobile protettore dell’arte del salame di Sant’Olcese.

Sabato 15 ottobre, si è tenuta una cerimonia in pompa magna, durante la quale Andrea Pedemonte Cabella, titolare del Salumificio Cabella fondato dalla sua bisava Angela oltre un secolo fa, ha insignito ufficialmente il Presidente di Regione Liguria Giovanni toti dell’appetibile titolo di nobile protettore dell’arte del salame.

«Da oggi sono ufficialmente Protettore dell’arte del Salame di Sant’Olcese -commenta entusiasta Giovanni toti – Grazie ad Andrea Pedemonte Cabella, primo Protettore che con il suo Salumificio Cabella, fondato dalla bisava Angela più di 100 anni fa, ha dato il via a questa bella tradizione di cui sono orgoglioso di far parte. Queste sono le eccellenze della Liguria da promuovere tutte, dal mare al nostro straordinario entroterra».

Una nomina che potenzialmente rischia di irrigidire nuovamente i rapporti nel centrodestra e che potrebbe gettare in apprensione Matteo Salvini, proprio ora che aveva icucito l’intesa con Fratelli d’Italia. In un momento in cui il segretario della Lega è sotto pressione dal punto di vista elettorale e alle prese con i bollori del fronte del nord interno al suo partito, questa nomina sembra essere un attacco diretto verso le sue ambizioni politiche. Sono note infatti le battaglie del leader del carroccio a difesa degli insaccati. Proprio il suo impegno nelle sagre di mezza Italia, l’ha costretto ad una dieta preelettorale, per vincere le elezioni ed essere in forma per governare. Non deve avere dato i frutti sperati però. Per fortuna che la scelta è ricaduta sull’amico Toti, col quale era solito danzare al Papeete Beach.

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Piantedosi alla Camera: «corteo di Pisa in violazione della legge, Questura non era stata avvisata»

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Il ministro dell’Interno incassa l’appoggio della maggioranza: « Il governo non ha cambiato la strategia nella gestione dell’ordine pubblico».

Sebbene le verifiche proseguiranno, non bisogna fare «processi sommari alle forze dell’ordine» e bisogna considerare che il corteo non era stato autorizzato. Questa la versione del ministro Piantedosi alla Camera durante l’informativa sulle cariche e sulle manganellate agli studenti durante il corteo pro Palestina a Pisa.

Secondo il titolare del Viminale si è trattata di una carica di alleggerimento « Il governo non ha cambiato la strategia nella gestione dell’ordine pubblico». Prima che la carica si rendesse necessaria, secondo il titolare del Viminale i poliziotti si erano limitati a tenere la posizione e a non reagire alle pressioni dei manifestanti « con spinte, calci, insulti, sputi e tentativi di sottrarre gli scudi».

«In merito alla manifestazione di Pisa va preliminarmente evidenziato che, in totale violazione di legge, non era stato presentato alcun preavviso alla Questura, ma che la stessa manifestazione, sia dal Collettivo universitario autonomo di area antagonista che dal movimento politico “Cambiare Rotta Pisa”, era stata pubblicizzata sul web come una giornata di sciopero per la Palestina, con concentramento dei partecipanti in Piazza Dante e verosimile prosieguo con un corteo nel centro cittadino» ha detto il ministro. La Questura, aggiunge, «avendone avuta notizia, ha cercato più volte, senza esito, di contattare gli organizzatori per ottenere informazioni in merito al tipo di iniziativa che sarebbe stata svolta e al relativo percorso, al fine di poter disporre idonei servizi di ordine pubblico».

Sulle cariche «verifiche verranno svolte con rigore e in piena trasparenza», mentre «sono in corso anche indagini della magistratura», ma tenendo in considerazione che «manifestanti hanno posto in essere ripetuti tentativi di sfondamento, respinti dal personale di polizia, anche grazie al successivo intervento di due squadre di rinforzo del Reparto Mobile».

Non manca un passaggio sulla sferzata del Quirinale: «Rivolgo un sentito ringraziamento, a nome di tutti gli appartenenti alle Forze di polizia, al presidente della Repubblica per la solidarietà espressa agli agenti della Polizia di Stato che ieri, a Torino, mentre svolgevano un servizio connesso al rimpatrio di un immigrato, pluricondannato per gravissimi reati, sono stati vittime di una violenta aggressione da parte di un nutrito gruppo di anarchici. Lo ringrazio anche per aver ribadito, sia a me che al Capo della polizia, la piena fiducia e vicinanza nei confronti della Polizia di Stato. Ho condiviso pienamente le parole pronunciate dal presidente Mattarella all’indomani degli scontri di Pisa – prosegue Piantedosi – . Come il capo dello Stato sono convinto anch’io che l’autorevolezza delle forze di polizia non si nutre dell’uso della forza. Questa autorevolezza si fonda sul sacrificio di centinaia di caduti nella lotta al terrorismo e alla criminalità, nella leale difesa delle istituzioni democratiche anche negli anni più bui della Repubblica, nella capacità di accompagnare con equilibrio e professionalità lo sviluppo della società italiana».

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Letizia Moratti torna a casa e Forza Italia guarda al centro

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Intervistata da La Stampa, Letizia Moratti afferma che sarebbe pronta a correre per le Elezioni europee, qualora Forza Italia decidesse di candidarla: «a disposiziobne del partito».

Un «forse» che vale più di mille conferme. I lavori preparatori sono cominciati qualche mese fa ed ora Letizia Moratti è pronta a tornare in Forza Italia e a correre per le Elezioni Europee. La sua non esaltante esperienza nel non esaltante Terzo Polo è durata ancor meno del Terzo Polo stesso. A settembre aveva già annunciato un ritorno in un generico «centrodestra». Ed oggi a La Stampa ha reso noto di essere «a disposizione del partito», qualora gli azzurri la volessero candidare per Bruxelles.

Un ritorno a casa per Letizia Moratti ed un ritorno al “moderatismo” per Forza Italia, che in questo modo si darebbe un assetto alternativo a quello degli alleati di governo. D’altronde l’ex ministra non torna per fare la comparsa. Anche le sue parole in ottica europea sembrano confermare questo sentore: «il Partito Popolare Europeo è l’unico argine contro i sovranismi e le derive anti-industriali». E Forza Italia? «Un partito che si rifà ai valori liberali e riformisti della dottrina sociale della Chiesa».

L’annuncio di Moratti non è casuale. Nelle scorse settimane ha avuto incontri con i figli di Berlusconi e con Fedele Confalonieri, storico collaboratore del defunto ex cavaliere.  «La mia percezione è quella di una famiglia che ha sostenuto e continuerà a sostenere Forza Italia nello spirito del fondatore, ma senza ruoli diretti. Poi non so se le cose, in futuro, potranno cambiare».

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Regionali, l’audio di un candidato: «ragazze in minigonna per attrarre voti», la giustificazione: «era una goliardata»

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Pietro Pinna, 56 anni, ex militare in pensione, corre con la Dc per Gianfranco Rotondi alle prossime Elezioni Regionali in Sardegna. E’ suo l’audio in cui parla di ragazze in minigonna agli eventi elettorali per aumentare l’interesse degli elettori. Il candidato di centrodestra Truzzu: «parole inaccettabili».

 «Sì, quegli audio li ho inviati io a un amico. Ma era uno scherzo». «Sono una persona ironica che da sempre scherza con gli amici, rispettando chiunque». A parlare è Pietro Pinna, candidato alle regionali in Sardegna con la Dc per Gianfranco Rotondi. E sua la voce degli audio diffusi ieri dal quotidiano Gallura Oggi, nei quali parlava di belle ragazze agli eventi elettorali per le Elezioni Regionali, magari in minigonna o abiti comunque provocanti, per attrarre voti.

«Sto facendo questa campagna elettorale in modo molto diverso dal solito. Ho sei donne molto belle che mi sostengono durante i miei incontri con le persone» affermava negli audio. «Se ti presenti da solo, sei un cane bastonato che parla – proseguiva il suo fine ragionamento politico -. Invece con queste sei miei amiche, molto belle… Due sono vestite in pantaloni in pelle e stivali, due in minigonna e due leopardate, con delle camicie belle aperte che fanno un bel vedere…».

Ma, sostiene oggi, si trattava solo di una burla: «Sono una persona ironica che da sempre scherza con gli amici, rispettando chiunque. Quanto alle donne, sono tante le sostenitrici che mi stanno supportando in questa fase pre voto. Mai mi permetterei di oltraggiarne la figura».

Gli audio sono subito diventati virali ed hanno suscitato diverse polemiche. Non sono mancate le prese di posizione: «Questa mattina, ho appreso dalla stampa dell’esistenza di un imbarazzante e sgradevole audio attribuito a un candidato, inserito in una lista della mia coalizione. Parole inaccettabili, pronunciate da chi si sottopone al giudizio degli elettori per amministrare la Sardegna. E soprattutto inaccettabili per l’uso vergognoso del corpo della donna come merce elettorale. Prendo le distanze con decisione da questo inqualificabile comportamento e sono certo che i sardi sapranno distinguere le responsabilità personali dalle ridicole strumentalizzazioni, queste sì un insulto all’intelligenza degli elettori», ha dichiarato il candidato presidente del centrodestra in Sardegna, Paolo Truzzu.

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