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Attualità

In Russia la Z sulla porta di casa dei “traditori” per marchiarli

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MOSCA – La Z, simbolo dell’invasione russa dell’Ucraina, è ormai ovunque in Russia. La lettera, che non esiste nell’alfabeto cirillico, apparve per la prima volta il 24 febbraio sulle fiancate dei carri armati russi che da Rostov-su-Don stavano entrando nel Donbass ucraino. Da allora è diventata il simbolo grafico dell’operazione militare speciale, e i media statali hanno fatto in modo di trasformarla nel segno del supporto della popolazione al suo esercito.

Come riporta il Corriere della Sera, pochi giorni fa il Moscow Times ha pubblicato una galleria fotografica che aveva dell’incredibile: un prete ortodosso che con il nastro adesivo crea la lettera sul finestrino della sua auto, i pazienti di un ospedale per bambini di Kazan che formano una Z nel cortile innevato, il deputato della Duma che la sfoggia sulla giacca, i partecipanti a una manifestazione che si è svolta nei giorni scorsi a Mosca, «per la pace e in sostegno del nostro presidente», erano muniti di spille con la Z. 

Adesso il simbolo comincia ad apparire anche dove non dovrebbe essere: molti attivisti se la sono trovata sulla porta di casa, accompagnata dalla parola «traditore». Era inevitabile che accadesse, dopo che i talk-show hanno ripreso il discorso di Putin sui «moscerini» filo occidentali che ripudiano l’operazione militare speciale e quindi la loro patria.

Come scrive il Corriere della Sera, da simbolo di sostegno ai propri soldati, la Z è divenuta quindi un marchio di infamia da imprimere su chi non pensa che questa guerra sia giusta. Intanto, la Z è stata dichiarata illegale in due Land tedeschi, Baviera e Bassa Sassonia.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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