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Cronaca

Indagate le psicologhe del caso Pifferi: «hanno attestato il falso per favorire la difesa»

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indagate le psicologhe del caso pifferi

Le psicologhe che hanno seguito la vicenda giudiziaria di Alessandra Pifferi, la donna che ha abbandonato la figlia neonata lasciandola morir di stenti, sono indagate per falso ideologico e favoreggiamento. Ad incastrale, ci sarebbe un’intercettazione: «ci danno ragione, è scema».

Non un caso isolato, ma un “sistema” teso a «scardinare dall’interno» il sistema. Appaiono inquietanti i contorni dell’accusa lanciata dal pm Francesco De Tommasi nei confronti delle psicologhe in servizio al carcere di San Vittore che hanno seguito il caso di Alessandra Pifferi, e che ora si trovano indagate. Le due avrebbero “pilotato i colloqui con l’imputata per farle rilasciare dichiarazioni in grado di farle ottenere «la tanto agognata perizia psichiatrica» e dunque una pena più leggera.

Alessandra Pifferi è la donna che ha abbandonato la figlia di 18 mesi per sei giorni, provocandole la morte per stenti. E’ accusata di omicidio pluriaggravato. Le due psicologhe indagate sono quelle che hanno seguito il suo caso. Sebbene fossero in servizio in qualità di pubblici ufficiali, avrebbero agito più da «consulenti della difesa», falsificando il diario clinico dell’imputata in diverse occasioni. In particolare, avrebbero attestato in una relazione depositata al processo che Pifferi avesse un «quoziente intellettivo pari a 40» e dunque limitate facoltà mentali. A tale conclusione sarebbero arrivate mediante il «test psicodiagnostico di Wais» a cui per l’accusa non avrebbero potuto neanche ricorrere.

Ieri la Polizia Penitenziaria ha svolto perquisizioni nelle case delle psicologhe indagate per il caso Pifferi. Oltre a loro risulterebbe indagata anche la legale dell’imputata. A tirarla in ballo un’intercettazione: «Hai visto, ce l’abbiamo fatta sugli esiti della perizia», si sarebbero dette legale e psicologa mentre i periti incaricati dai giudici sono ancora al lavoro: «Ci danno ragione, è scema».

Ma perché le psicologhe avrebbero agito così? Secondo le accuse per un movente «antisociale» ed «antisistema», con l’obiettivo di «scardinare il sistema goccia dopo goccia» per far ottenere pene più lievi a donne ritenute vittime di ingiustizia. Oltre a quella di Alessandra Pifferi, sono state sequestrate le cartelle cliniche di altre 4 detenute che potrebbero aver ricevuto perizie falsificate, tra le quali una all’ergastolo per aver accoltellato il marito, e una condannata a dodici anni per aver soffocato la figlia di 2 anni.

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Cronaca

Due fratelli investiti da un tir a Sanremo mentre vanno a scuola: morto un 17enne, gravissima una 15enne

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Il tragico incidente si è verificato a Bussana, una frazione di Sanremo. Il camion si è dileguato, ma poco dopo è stato rintracciato dalla Polizia. L’autista ha affermato di non essersi accorto dell’investimento.

La città dei fiori torna di stringente attualità, ma, questa volta non per il festival. Questa mattina a Bussana di Sanremo due fratelli di 17 e 15 anni di origine magrebina sono stati investiti da un tir, mentre andavano a scuola. Il più grande è deceduto, mentre la più piccola si trova in condizioni molto serie.

Dopo l’impatto il camion non si è fermato. I testimoni tuttavia hanno saputo fornire una descrizione abbastanza dettagliata del mezzo, che poco dopo è stato rintracciato dalla polizia. L’autista del veicolo, di origine rumena, ha detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto del tremendo impatto. E’ accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose.

Secondo la stampa locale, aveva appena compiuto una consegna e nel momento in cui i due fratelli sono stati investiti dal suo tir, si sarebbe trovato in una zona di Sanremo vietata al transito.

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Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

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Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

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E’ iniziato il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, la famiglia: «aspettavamo da 8 anni»

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Si è chiusa la prima udienza nei confronti dei quattro egiziani accusati del sequestro di persona e dell’omicidio del giovane ricercatore avvenuto a Il Cairo nel 2016. La prossima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni si terrà il 18 marzo.

Ha preso avvia presso la Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati sono 4 membri dei servizi segreti egiziani, finora mai comparsi: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Sono a vario titolo accusati di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Gli imputati, dopo il non erano in aula. I difensori d’ufficio hanno posto una serie di eccezioni sulle quali la Corte si esprimerà il prossimo 18 marzo.

«Oggi è una giornata molto importante» hanno detto i genitori del ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. . «Erano otto anni che aspettavamo questo momento – ha fatto eco l’avvocato Alessandra Ballerini, legale assieme al collega Giacomo Satta dei genitori di Giulio – . Finalmente speriamo che il processo possa partire. Sono state sollevate le questioni preliminari che erano già stata rigettate in tutte le altre aule di giustizia: speriamo, dopo la decisione della Consulta che rafforza molto la nostra posizione, di potere avere un processo contro chi ha fatto tutto il male del mondo a Giulio»

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