fbpx
Seguici su

Cronaca

Le prime parole in carcere di Matteo Messina Denaro: «fino a oggi incensurato»

Pubblicato

il

matteo-messina-denaro-trasferito-in-carcere-in-Abruzzo

Il boss di Cosa Nostra si è presentato nel penitenziario di Le Costarelle a L’Aquila in buone condizioni di salute, nonostante il tumore, una buona forma fisica e con addosso abiti firmati: «Non mi pentirò mai» tra le prime parole che avrebbe pronunciato in carcere Matteo Messina Denaro.

Spavaldo, convinto, arrogante. Così è apparso Matteo Messina Denaro nel super penitenziario di Le Costarelle di L’Aquila, dove sconterà la sua pena, diversi ergastoli, in regime di 41bis. Beffarde le prime parole che Matteo Messina Denaro avrebbe pronunciato in carcere: «fino ad oggi ero incensurato». Il boss infatti, a differenza dei suoi poco illustri predecessori, non aveva mai scontato un giorno di prigione. Adesso vi resterà a tempo indeterminato, in isolamento in una stanza di tre metri per quattro, senza fornello, sotto stretta sorveglianza. In un’altra cella, adibita a infermeria, si sottoporrà alle cure per il tumore da cui è affetto. Non potrà sottoporsi a visite mediche all’esterno del penitenziario, mentre potrà ricevere visite.

Matteo Messina Denaro è apparso in buona forma fisica. Inquirenti e giornalisti sospettano che facesse regolarmente ginnastica o che frequentasse una palestra. Repubblica gha raccontato che gli abiti che il boss aveva addosso erano tutti costosi e griffati. Il Fatto Quotidiano ha aggiunto che avrebbe già chiuso ad ogni ipotesi di collaborazione con la giustizia: «Non mi pentirò mai avrebbe detto». Durante la compilazione della scheda anagrafica avrebbe aggiunto di non aver mai avuto una residenza e quando gli è stato chiesto della sua famiglia avrebbe replicato: «Quale famiglia?».

Nel frattempo, iniziano ad emergere dettagli della sua latitanza. Alfono Tumbarello, il medico di base e pneumologo che aveva in cura Denaro accusato di procurata inosservanza di pena pluriaggravata, ovvero i tanti ergastoli, ha affermato di non sapere chi fosse il suo paziente. Eppure gli inquirenti non gli credono e sono convinti che non potesse non sapere. Anche perché aveva in cura due pazienti con lo stesso nome: non può, è l’ipotesi degli investigatori, non essersi accorto che il suo paziente avesse cambiato faccia.

Il paziente è Andrea Bonafede, il geometra che aveva prestato la sua identità al boss, che conoscerebbe da diverso tempo. Anche per questo è stato accusato anche di associazione mafiosa, oltre che di procurata inosservanza di pena pluriaggravata. Bonafede ha confessato di aver ricevuto 15 mila euro per acquistare la casa di vicolo San Vito, il covo già perquisito e stacciato. Oltre a viagra, profilattici ed altri dettagli “succulenti”, non è emerso molto dalla perquisizione. Qui Denaro avrebbe vissuto almeno 6 mesi, ma non sarebbe questo il covo con l’archivio e il tesoro del boss.

Che, secondo l’ex procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato, non avrebbe passato la sua latitanza in un solo luogo. Secondo Principato Denaro negli anni avrebbe compiuto diversi viaggi, anche all’estero. Non avrebbe nemmeno trascorso la sua vita in clandestinità nascondendosi nell’ombra come Bernardo Provenzano ad esempio, che ha trascorso molti anni della sua vita rintanato in un casolare. Al contrario Denaro avrebbe fatto una bella e lussuosa vita potendo contare su una «rete di copertura di carattere massonico che lo ha protetto in tutto il mondo». Teresa Principato infatti in un’intervista a Repubblica ha affermato: «Oltre ad essere abbastanza colto, amava la bella vita, era un maniaco del lusso. E non rimaneva troppo a lungo fermo nello stesso luogo. Ha viaggiato molto, anche all’estero».

Cronaca

Due fratelli investiti da un tir a Sanremo mentre vanno a scuola: morto un 17enne, gravissima una 15enne

Pubblicato

il

polizia-113

Il tragico incidente si è verificato a Bussana, una frazione di Sanremo. Il camion si è dileguato, ma poco dopo è stato rintracciato dalla Polizia. L’autista ha affermato di non essersi accorto dell’investimento.

La città dei fiori torna di stringente attualità, ma, questa volta non per il festival. Questa mattina a Bussana di Sanremo due fratelli di 17 e 15 anni di origine magrebina sono stati investiti da un tir, mentre andavano a scuola. Il più grande è deceduto, mentre la più piccola si trova in condizioni molto serie.

Dopo l’impatto il camion non si è fermato. I testimoni tuttavia hanno saputo fornire una descrizione abbastanza dettagliata del mezzo, che poco dopo è stato rintracciato dalla polizia. L’autista del veicolo, di origine rumena, ha detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto del tremendo impatto. E’ accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose.

Secondo la stampa locale, aveva appena compiuto una consegna e nel momento in cui i due fratelli sono stati investiti dal suo tir, si sarebbe trovato in una zona di Sanremo vietata al transito.

Continua a leggere

Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

Pubblicato

il

silvio viale ginecologo torino accusato di molestie 2

Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

Continua a leggere

Cronaca

E’ iniziato il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, la famiglia: «aspettavamo da 8 anni»

Pubblicato

il

processo giulio regeni

Si è chiusa la prima udienza nei confronti dei quattro egiziani accusati del sequestro di persona e dell’omicidio del giovane ricercatore avvenuto a Il Cairo nel 2016. La prossima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni si terrà il 18 marzo.

Ha preso avvia presso la Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati sono 4 membri dei servizi segreti egiziani, finora mai comparsi: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Sono a vario titolo accusati di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Gli imputati, dopo il non erano in aula. I difensori d’ufficio hanno posto una serie di eccezioni sulle quali la Corte si esprimerà il prossimo 18 marzo.

«Oggi è una giornata molto importante» hanno detto i genitori del ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. . «Erano otto anni che aspettavamo questo momento – ha fatto eco l’avvocato Alessandra Ballerini, legale assieme al collega Giacomo Satta dei genitori di Giulio – . Finalmente speriamo che il processo possa partire. Sono state sollevate le questioni preliminari che erano già stata rigettate in tutte le altre aule di giustizia: speriamo, dopo la decisione della Consulta che rafforza molto la nostra posizione, di potere avere un processo contro chi ha fatto tutto il male del mondo a Giulio»

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.