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Rissa al torneo degli Esordienti: padre di un calciatore picchia l’allenatore

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GABICCE MARE – Il torneo giovanile di calcio della categoria Esordienti, ragazzini tra gli 11 e i 12 anni, nel giorno di Pasqua è terminata con una rissa, al termine della quale una persona è stata ricoverata in ospedale. Si tratta dell’allenatore dell’Accademia Calcio Asd Terni, Francesco Latini, aggredito dal padre di una calciatore della squadra avversaria, la Ponte di Nona Roma. Il mister, un impiegato di 33 anni, è stato colpito da un pugno in pieno volto e, quando era già a terra, da un calcio alla schiena, che gli ha provocato una lesione ad un rene. La sua colpa è stata quella di aver invitato alla calma i ragazzi in campo, in seguito ad uno scontro particolarmente duro.

Protagonista del contrasto, un ragazzo di 12 anni, il cui padre stava assistendo al match in tribuna. Dopo questo episodio ha perso la testa, ha invaso il terreno di gioco ed ha aggredito l’allenatore ternano. Ma non è bastato questo a placare le furie dell’esagitato che ha continuato a dar spettacolo per una decina di minuti, durante i quali le altre persone presenti sugli spalti inveivano contro di lui. Intanto, gli atleti piangevano spaventati in mezzo al campo di gioco.

L’allenatore è stato soccorso dal personale del 118 e portato prima all’ospedale di Riccione e poi trasferito al Bufalini di Cesena, dove gli è stata certificata una prognosi di 30 giorni. In un primo momento i medici hanno ipotizzato che potesse rendersi necessario un intervento chirurgico per fermare l’emorragia, ma questo rischio è stato scongiurato. 

L’aggressore è stato identificato da un poliziotto presente sugli spalti, che accompagnava alla partita del torneo giovanile, sospesa dopo la rissa, il proprio figlio. Ha trasmesso le informazioni ai carabinieri giunti sul posto. L’uomo è stato denunciato per lesioni gravi e molto probabilmente riceverà un Daspo a vita per tutti gli stadi italiani.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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