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Politica

Salvini torna alla carica e prova a dettare la sua agenda alla Meloni

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Dall’agenda Draghi all’agenda Salvini. Il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili nelle ultime ore è intervenuto su tutto: flat tax, immigrazione, difesa dei confini, ponte sullo stretto di Messina, candidati in Lombardia alle regionali, stop a legge Fornero, utenze e bollette, mutui e tassi d’interesse.

Le elezioni sono finite, il governo è stato formato: Salvini può tornare in campagna elettorale e recuperare consensi. Per questo, come ai tempi del Conte I, cerca di rubare la scena, mette bocca su tutto e detta l'”agenda Salvini”: dalle competenze del suo ministero, alle priorità del Paese, fino ai rapporti con gli alleati. Ha anche trovato una sponda dall’inquilino dell’ufficio che lui voleva occupare, il Viminale. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha giornale di Radio Rai ha indicato le priorità: immigrazione e baby gang. Parole al miele per Salvini, che sui temi è preparato.

Salvini deve essere centrale. D’altronde è stato buono quando Berlusconi faceva i capricci. Gli è perfino toccato far da paciere e collaborare alla formazione del governo Meloni, nel quale il suo ruolo è subordinato rispetto a quello della leader.

E allora lui oggi approfitta del fatto che la Meloni è alle prese con la stesura del discorso con cui deve ottenere la fiducia alle Camere e ruba i riflettori per sé. Ieri ha avuto un colloquio con l’ammiraglio Nicola Carlone, comandante generale della Guardia costiera. Quasi una sorta di avvertimento col quale ha manifestato l’intenzione di non mollare la presa sulla delega ai porti, che contende al ministro del Sud e del Mare, Nello Musumeci. Sul tema a Porta a Porta ha affermato: «Il ministero delle Infrastrutture si occupa di terra e mare. Il ministero del Mare toglierà i porti alle Infrastrutture? Negativo».

Ma non si fermano certo qui le competenza del ministro dei trasporti, che a Bruno Vespa elenca una sorta di agenda Salvini: flat tax, riforma delle pensioni, rottamazione cartelle esattoriali, ponte sullo stretto, Tav…

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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