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Vaccino anti Covid obbligatorio in UE? Von der Leyen: parliamone

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Ursula von der Leyen ipotizza di rendere il vaccino obbligatorio nei Paesi UE

La variante Omicron inizia a circolare in Europa, dove un terzo della popolazione non ha il vaccino. I 27 temono e pensano a misure straordinarie. Ieri Ursula von der Leyen a margine di un incontro si è lasciato scappare che si potrebbe pensare di rendere il vaccino obbligatorio in tutti i Paesi Ue.

Introdurre l’obbligatorietà del vaccino anti covid in tutti i Paesi UE? Se ne può parlare. O almeno questa è l’ipotesi che ha lasciato trapelare ieri la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che però, ha subito specificato, parlava a titolo puramente personale.

«Un terzo della popolazione europea non è vaccinato, sono molte persone [..] è comprensibile e opportuno discutere adesso su come pensare a introdurre un vaccino obbligatorio – commenta la Dottoressa olandese, che conclude – se mi chiedete qual è la mia posizione personale, due o tre anni fa non avrei mai pensato di vedere quello che vediamo adesso. Abbiamo una pandemia in corso, abbiamo i vaccini che salvano vite e che non vengono usati adeguatamente ovunque, e questo ha un costo sanitario enorme».

Una posizione personale che però ha ovviamente acceso il dibattito, raccogliendo oltretutto i primi pareri positivi. Tra questi, quello del Cancelliere tedesco Olaf Scholz, che introdurrebbe l’obbligo vaccinale in Germania a partire da febbraio. In Austria un provvedimento simile è già stato preso, mentre in Grecia è obbligatorio vaccinarsi solo per gli over 60. Strategia diversa quella della Slovacchia, che sta valutando se “premiare” con 500 euro gli anziano che accettano l’immunizzazione.

Diversi gli incontri tra i Ministri della Sanita dei 27 Paesi Membri in programma questo dicembre. In molti ha già iniziato a circolare la variante Omicron, che spaventa il mondo in questo periodo. Verosimile quindi pensare che discuteranno anche dell’ipotesi di rendere il vaccino obbligatorio in tutti i Paesi Ue, al fine di scongiurare una nuova ondata di contagio ed i conseguenti lockdown. Oltreoceano il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden sta pensando di rafforzare i controlli sui voli: tampone prima e dopo il volo e quarantena di 7 giorni obbligatoria per tutti i passeggeri.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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