fbpx
Seguici su

Attualità

Crisanti dopo le intercettazioni sui test rapidi: «Zaia è malvagio, si dimetta»

Pubblicato

il

andrea-crisanti-luca-zaia-inchiesta-test-rapidi-regione-veneto

Il senatore Pd e professore Andrea Crisanti all’attacco di Luca Zaia, del quale chiede le dimissioni, dopo la pubblicazione delle intercettazioni sui test rapidi nelle quali il presidente di Regione Veneto afferma: «lo faremo schiantare».

«Che un presidente della Regione utilizzi tutta la sua forza e le sue leve per danneggiare in maniera illecita chi sta cercando di metterlo sulla giusta strada a me pare di una gravità inaudita. Cosa siamo diventati, la Repubblica delle banane? Se fossimo in Inghilterra Zaia sarebbe costretto a dimettersi» afferma in un’intervista a Repubblica il professore e microbiologo Pd Andrea Crisanti, che dopo la pubblicazione di Report delle intercettazioni relative all’inchiesta padovana sui test rapidi, ha lasciato il suo incarico all’Università di Padova.

«Nelle carte dell’inchiesta padovana sui tamponi rapidi comprati dal Veneto, nata da un mio esposto, sono venute fuori delle circostanze inaspettate che secondo il mio avvocato configurano reati. Voglio avere quindi le mani libere per tutelarmi legalmente senza mettere in imbarazzo l’Ateneo, che collabora con la Regione. Da quando sono stato eletto al Senato sono in aspettativa, però era opportuno lo stesso dimettermi» ha affemrato ancora Crisanti.

L’inchiesta è quella che riguarda Roberto Rigoli, coordinatore delle unità di Microbiologia del Veneto. Nel 2020 diede il via libera all’acquisto di di migliaia di tamponi rapidi, ma secondo i pm, non avrebbe mai eseguito i test relativi alla loro efficacia. Proprio da un esposto di Crisanti prese avvio l’indagine. Il professore pubblicò anche uno studio scientifico da lui condotto, in cui si sosteneva che l‘efficacia dei test rapidi acquistati da Regione Veneto e da altre cinque regioni fosse del 70%, anziché del 90%, come dichiarato. Le conclusioni di Crisanti fecero andare su tutte le furie la Regione, che lo accusò di diffamazione

Il presidente Luca Zaia, che non è indagato, in un’intercettazione pubblicata da Report così si lamentava: «Sono qua a rompermi i coglioni da 16 mesi, stiamo per portarlo allo schianto e voi andate a concordare la lettera per togliere le castagne dal fuoco al senato accademico, per sistemare Crisanti». E ancora: «È un anno che prendiamo la mira a questo… adesso fa il salvatore della patria».

«Ho fatto l’accesso agli atti dell’inchiesta e si capisce che Zaia è l’orchestratore della campagna di diffamazione e discredito. Io stavo solo cercando di salvaguardare la Regione, informando che era una follia utilizzare i tamponi rapidi per lo screening durante la seconda ondata di Covid» prosegue il professore, secondo il quale successivamente alla pubblicazione del suo studio, sono state esercitate pressioni sui suoi collaboratori, Cianci Cattelan, affinché si dissociassero. Dal momento in cui la lettera è stata resa pubblica, sono cominciate le azioni di screditamento. Allora io ho pubblicato il mio studio, e l’Azienda Zero mi ha querelato per diffamazione! Era dai tempi di Galileo che non si vedeva uno scienziato denunciato da un’entità pubblica per una ricerca».

Attualità

Salvini critica Sanremo, Amadeus: «Guardi un film»

Pubblicato

il

salvini-amadeus

Nella conferenza stampa odierna, sollecitato a rispondere sulle esternazioni del ministro dei trasporti Matteo Salvini che si è scagliato contro il Festival di Sanremo in diverse occasioni, Amadeus cala i panni del costituzionalista e difende la scelta di non guardarlo: «si chiama libertà».

Il Festival di Sanremo è cominciato, il Paese è bloccato, internet è monotematico e Salvini ne approfitta per fare polemica. Fino a qui tutto regolare, ma oggi è successa una cosa che non si era mai verificata durante il “mandato” di Amadeus: il conduttore ha risposto a Salvini.

Il Fstival non sembra essere un appuntamento sacro per il ministro. Nei giorni scorsi ha prima criticato la possibile partecipazione in video di Zelensky, successivamente ha criticato la presenza di Paola Enoglu, ieri ha twittato contro l’esibizione di Blanco («che non ho visto») ed oggi, in un’intervista a Rtl 102.5, ha affermato che non guarda e che non guarderà il Festival, al quale preferirà un film.

«Salvini sono quattro anni che se la prende con Sanremo – ha risposto Amadeus quando gli hanno chiesto un commento – Basta non guardarlo. Ho sentito che nella serata della finale guarderà un film, spero che sceglierà un buon film per i suoi ragazzi. Rispetto il pensiero dell’onorevole, si chiama libertà».

Poi anche un passaggio sulle polemiche innescate dalla presenza di Paola Enoglu, che in molti hanno criticato a causa delle parole della celebre pallavolista che ha parlato di razzismo in Italia: «Vuole che uno non parli e questo non va bene. Ieri Benigni ha parlato dell’articolo 21 della Costituzione, mi auguro che lo abbia ascoltato».

Continua a leggere

Attualità

Salvini contro Zelensky a San Remo: «festival della canzone e non altro»

Pubblicato

il

agenda-salvini-ministro-trasporti

L’annuncio da parte dei vertici Rai circa la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Festival di San Remo, con un messaggio video , fa storcere il naso a Matteo Salvini: «se avrò tempo per guardare San Remo sarà per ascoltare le canzoni».

Volodymyr Zelensky sul palco dell’Ariston, in collegamento video. Durante il Festival di San Remo, sarà trasmesso un video messaggio del presidente ucraino Zelensky. L’annuncio è stato dato ieri, sebbene già da qualche mese fosse noto che vi si stava lavorando mei corridoi di viale Mazzini. Una scelta che diventa inevitabilmente politica e che non trova tutti d’accordo. Tra coloro non particolarmente entusiasti alla presenza di Zelensky a San Remo, Matteo Salvini.

«Speriamo che Sanremo rimanga il festival della canzone italiana e non altro» ha affermato il ministro dei Trasporti, che anche in passato ha dimostrato di avere particolarmente a cuore la rassegna musicale e che ha aggiunto che qualora trovasse il tempo per guardare il popolare festival, lo farebbe solo per «ascoltare le canzoni e non per ascoltare altro».

Un’uscita che rinfocola le scintille in maggioranza relativamente al sostegno militare all’Ucraina, che in merito alla politica estera, soprattutto per quanto riguarda il macro tema Russia, non è apparsa monolitica.

Continua a leggere

Attualità

Scontro tra direttori (e prof): Mentana chiede a Travaglio di dissociarsi da Orsini

Pubblicato

il

lettera-di-mentana-a-travaglio-sull'articolo-di-orsini

«Il signor Orsini sarà chiamato a rispondere di questa falsificazione, ma mi piacerebbe che il tuo giornale si dissociasse» Mentana scrive una lettera a Travaglio in merito ad un articolo pubblicato dal fatto Quotidiano a firma di Alessandro Orsini.

Il direttore del tg di La7 Enrico Mentana ha scritto una lettera al direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio per chiedergli di dissociarsi da un articolo a firma di Alessandro Orsini che il quotidiano ha pubblicato.

Nell’articolo Orsini ha scritto: «i media dominanti hanno assecondato la linea estremista di Biden e la narrazione secondo cui la Russia è uno Stato debolissimo con un esercito di cartone. Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Foglio, Libero, Il Giornale, L’Espresso, Radio 24, Enrico Mentana molti altri irresponsabili hanno fatto a gara a sostenere questa rappresentazione grottesca della realtà». In merito a questa frase Mentana scrive a Travaglio: «Il signor Orsini sarà chiamato ovviamente a rispondere di questa offensiva falsificazione, da cui mi piacerebbe che il tuo giornale si dissociasse, al di là della paradossale elezione a “medium dominante” del sottoscritto, direttore del tg sulla rete che ben conosci».

Non si è fatta attendere la replica del direttore de Il Fatto Quotidiano, che pur difendendo la scelta editoriale, cerca di gettare acqua sul fuoco: «Caro Enrico, sulla guerra abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare pareri molto diversi, anche opposti. Il mio è più vicino a quello del professor Orsini che al tuo, anche perché il suo mi pare più aderente alla realtà che sempre più drammaticamente sta emergendo. Ma non vedo motivi per cui questa polemica, sicuramente aspra, debba approdare in un tribunale». In conclusione, Travaglio si concede un’impertinenza: «Non sottovalutare il tuo peso, e non solo quantitativo per le centinaia (o migliaia?) di ore di maratone sulla guerra, nel panorama dell’informazione televisiva: se non sei “dominante” tu, chi mai lo è?»

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.