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Virginia Raggi e le posizioni filo-russe nelle chat grilline: “I nazisti con Kiev”

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ROMA – Virginia Raggi di nuovo al centro delle polemiche: dopo aver cavalcato l’onda no-vax, ora toccherebbe alle posizioni anti-Zelensky nella guerra tra Ucraina e Russia. Come riportato da Repubblica, l’ex sindaca di Roma avrebbe rilanciato alcuni link, post e video che “spiegherebbero” la verità dietro il conflitto.

Pubblicamente l’unico intervento della Raggi sulla questione è quello del 2 marzo, che sollevava dubbi sull’invio di armi alla resistenza di Kiev: “Non ho certezze ma siamo sicuri che sia l’unica soluzione?”. Nella chat di Whatsapp “Quelli che l’M5S”, invece, l’ex sindaca si scatena. Domenica ha inoltrato diversi messaggi in cui si spiega che l’Ucraina è controllata  da un governo diretto da potenze straniere, con il ministero degli Interni di Kiev che controlla “battaglioni nazisti” in riferimento al battaglione Azov. La Raggi ha poi riproposto i discorsi del 2014 di un ex europarlamentare M5S, Dario Tamburrano, durissimo contro chi in Europa e negli Stati Uniti ha “fomentato rivoluzioni colorate, favorendo una nuova guerra fredda, con un milione di rifugiati perseguitati dall’Ucraina costretti a fuggire in Russia”.

Inoltre nei messaggi veicolati dall’esponente 5 Stelle, viene “condannata la bulimia espansiva dell’Ue che smania per allargare la sua influenza verso Est anche a costo di prendere sottobraccio un’impresentabile Ucraina, una Ue decisa a fare la guerra commerciale alla Russia anche a costo di imporle sanzioni che danneggiano le economie degli Stati membri, Italia compresa”. Oltre ad un elenco di politici americani e francesi viene citato “il finanziere Soros”. Tutti questi personaggi “avrebbero contribuito a rovesciare il presidente Janukovy, determinato a rinsaldare i rapporti con la Russia. È così salito al potere in Ucraina un governo filo-Usa e filo-Ue. Un’ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. Non si tratta di essere pro o contro la Russia, ma di essere neutrali e fare gli interessi dei cittadini Ue”.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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