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Zuckerberg ricevuto da Draghi: «portiamo l’Italia nel metaverso»

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il ceo di Meta Mark Zuckerberg ricevuto a Palazzo Chigi da Mario Draghi per parlare del metaverso

Non solo Siena e Milano nel tour italiano del fondatore di Facebook e ceo di Meta, Mark Zuckerberg, che ieri è stato ricevuto a Roma, a Palazzo Chigi, dal premier Mario Draghi. Metaverso e futuri investimenti al centro del colloquio tra i due.

È durato una mezzoretta l’incontro di ieri mattina, giovedì 5 maggio, tra il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, e il Presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha ricevuto il ceo di Meta a Palazzo Chigi. A fare da tramite, il ministro della transizione digitale Vittorio Colao.

Zuckerberg avrebbe illustrato a Draghi le potenzialità del suo metaverso, il mondo virtuale in cui, nella visione del suo creatore, passeremo sempre più tempo, indossando visore tridimensionali. Non proprio una realtà parallela, ma una virtualità integrata alla realtà dove le persone non solo potranno chattare, giocare e scambiare interazioni, ma anche lavorare, fare call e organizzare riunioni. Tante comunità digitali interconnesse e popolate di avatar, che cambieranno in maniera radicale lo stile di vita delle persone.

«Per dare vita al metaverso sarà necessario uno sforzo congiunto tra aziende, mondo politico e società civile. Nell’incontro di oggi abbiamo confermato la nostra collaborazione con il governo italiano per valorizzare i punti di forza del Paese nei settori tecnologico e del design e identificare futuri investimenti. Siamo lieti di aver potuto discutere le opportunità culturali, sociali ed economiche che il metaverso porterà all’Italia e non vediamo l’ora di continuare questa collaborazione», recita una nota diffusa da un portavoce di Meta. Nessuna dichiarazione invece da Draghi e Colao.

Quello con Draghi non è stato l’unico colloquio che Zuckerberg ha avuto nel nostro Paese. Nel suo tour italiano ha infatti visitato le città di Siena, Milano e Torino, dove ha incontrato alcuni dei principali Ceo della moda e del lusso, un settore che più di altri sta investendo nelle potenzialità del metaverso: Diego Della Valle, Leonardo Del Vecchio, Renzo Rosso, Brunello Cucinelli, Remo Ruffini, Marco Gobetti e Geoffroy Lefebvre, ma anche John Elkan.

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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