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Cronaca

Arrestati per corruzione l’ex direttore generale dell’Agenzia Dogane Minenna e l’ex parlamentare della Lega Pini

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minenna pini arrestati per corruzione

Secondo i pm di Forlì l’ex onorevole, che ha coperto tre legislature e che in passato era vicino al ministro Giorgetti, prometteva al dirigente di raccomandare ai più alti livelli della Carroccio la sua riconferma, in cambio di favori professionali.

L’ex parlamentare della Lega Gianluca Pini e l’ex direttore dell’Agenzia delle Dogane Marcello Minenna, sono stati arrestati con l’accusa di corruzione, in un’inchiesta della procura di Forlì relativa alla fornitura di mascherine durante la pandemia di Covid-19.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Pini si adoperava per raccomandare Minenna ai vertici del Carroccio, per ottenere favori personali. Minenna in questo modo avrebbe ottenuto garanzie circa la sua riconferma.

Al centro dell’inchiesta per la quale sono stati arrestati Pini e Minenna, un appalto per la fornitura di mascherine ottenuto dalla società amministrata dal politico lanciatosi nel mondo dell’imprenditoria, una settimana dopo l’inizio del periodo di lockdown, cominciato il 9 marzo 2019. Le indagini sono partite da un’altra inchiesta, relativa ad un carico di droga intercettato dalle forze dell’ordine, nella quale era coinvolto un imprenditore forlivese amico di Pini. Durante le intercettazioni è spuntato fuori il nome dell’ex parlamentare, non coinvolto in questa vicenda, e i riscontri si sono allargati.

Secondo gli inquirenti, Pini si adoperava per attestare Minenna con i vertici leghisti, in particolare con il ministro Giorgetti, sebbene il suo staff oggi precisi che i rapporti tra loro si erano interrotti da tempo. Minenna dal canto suo avrebbe favorito ed agevolato l’attività imprenditoriale di Pini.

L’arresto di oggi non provoca soltanto uno scossone politico, ma anche editoriale: la redazione de Il Sole 24 Ore infatti, protesta contro il proprio direttore a causa della collaborazione di Minenna con la testata. Già nel 2021, quando Minenna venne indagato per abuso d’ufficio, la redazione chiese al direttore di sospendere la collaborazione, che però è proseguita. «A Marcello Minenna, che ha proseguito in questi anni la sua collaborazione con Il Sole 24 Ore (ancora quattro giorni fa un suo articolo era ospitato come sempre in prima pagina), auguriamo sinceramente di chiarire la propria posizione nel più breve tempo possibile.

Al direttore torniamo a chiedere, questa volta pubblicamente, la sospensione della collaborazione. In questione infatti non c’è un atteggiamento rispetto alle politiche della giustizia e alle singole indagini che continuiamo a interpretare come garantista, quanto piuttosto la reputazione della testata e di tutta la redazione.

Tema che dovrebbe stare tanto più a cuore ad un’azienda che da tempo richiama, peraltro del tutto impropriamente, i giornalisti al rispetto degli interessi morali e materiali della società.»

Cronaca

Due fratelli investiti da un tir a Sanremo mentre vanno a scuola: morto un 17enne, gravissima una 15enne

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Il tragico incidente si è verificato a Bussana, una frazione di Sanremo. Il camion si è dileguato, ma poco dopo è stato rintracciato dalla Polizia. L’autista ha affermato di non essersi accorto dell’investimento.

La città dei fiori torna di stringente attualità, ma, questa volta non per il festival. Questa mattina a Bussana di Sanremo due fratelli di 17 e 15 anni di origine magrebina sono stati investiti da un tir, mentre andavano a scuola. Il più grande è deceduto, mentre la più piccola si trova in condizioni molto serie.

Dopo l’impatto il camion non si è fermato. I testimoni tuttavia hanno saputo fornire una descrizione abbastanza dettagliata del mezzo, che poco dopo è stato rintracciato dalla polizia. L’autista del veicolo, di origine rumena, ha detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto del tremendo impatto. E’ accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose.

Secondo la stampa locale, aveva appena compiuto una consegna e nel momento in cui i due fratelli sono stati investiti dal suo tir, si sarebbe trovato in una zona di Sanremo vietata al transito.

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Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

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silvio viale ginecologo torino accusato di molestie 2

Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

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E’ iniziato il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, la famiglia: «aspettavamo da 8 anni»

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processo giulio regeni

Si è chiusa la prima udienza nei confronti dei quattro egiziani accusati del sequestro di persona e dell’omicidio del giovane ricercatore avvenuto a Il Cairo nel 2016. La prossima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni si terrà il 18 marzo.

Ha preso avvia presso la Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati sono 4 membri dei servizi segreti egiziani, finora mai comparsi: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Sono a vario titolo accusati di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Gli imputati, dopo il non erano in aula. I difensori d’ufficio hanno posto una serie di eccezioni sulle quali la Corte si esprimerà il prossimo 18 marzo.

«Oggi è una giornata molto importante» hanno detto i genitori del ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. . «Erano otto anni che aspettavamo questo momento – ha fatto eco l’avvocato Alessandra Ballerini, legale assieme al collega Giacomo Satta dei genitori di Giulio – . Finalmente speriamo che il processo possa partire. Sono state sollevate le questioni preliminari che erano già stata rigettate in tutte le altre aule di giustizia: speriamo, dopo la decisione della Consulta che rafforza molto la nostra posizione, di potere avere un processo contro chi ha fatto tutto il male del mondo a Giulio»

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