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Politica

Berlusconi riscende in campo: «Fra otto mesi Forza Italia al 20%»

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Silvio Berlusconi afferma che Forza Italia raggiungerà il 20%

Forse Silvio Berlusconi ha a disposizione sondaggi che non conosciamo, forse l’ha solo sparata grossa ad un comizio, o forse il caldo torrido gli ha dato alla testa. Fatto sta che ieri dal palco di Monza, dove era impegnato per un evento elettorale per sotenere il sindaco uscente, Berlusconi non ha avuto dubbi: «Forza Italia sarà sopra il 20%».

Ai comizi di Silvio Berlusconi si sa, il colpo ad effetto è dietro l’angolo. Ieri sera, ad un appuntamento elettorale a Monza, per sostenere il ricandidato sindaco uscente, Dario Allevi, in corsa per il ballottaggio di domenica prossima 26 giugno, non ha fatto eccezioni. Mentre arringava la folla, come sempre senza esclusione di colpi, Berlusconi ha sganciato la bomba: «fra otto mesi Forza Italia sarà al 20%».

E poco importa se i sondaggi al momento danno gli azzurri poco sopra il 7%. Berlusconi non guarda a quisquilie come l’aritmetica e detta la formula per invertire la tendenza: «Andrò in televisione e organizzerò un grande convegno al mese». La notizia ha fatto subito il giro delle redazioni dei talk show del Paese, che vedono finalmente la possibilità di riguadagnare lo share perduto.

Quindi l’ex cavaliere è pronto a ridiscendere in campo, dopo lo stop forzato imposto dai Tribunali. E al tema dedica un passaggio: «Mi hanno escluso dalla vita politica con quella condanna assurda che presto sarà abrogata dal tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo – ha aggiunto – Mi hanno lasciato fuori dalla politica per sei anni quindi adesso tornerò in campo». Gli elettori sono avvisati.

Attualità

Meloni e i “due occhioni”: “Di solito dicono che sembro Gollum…”

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ROMA – “Mi è piaciuta la sigla di presentazione, era buona, neanche un insulto, di solito dicono che sono ipertiroidea, che sembro Gollum, queste cose qua…”. Ospite di ‘Un giorno da pecora’, Giorgia Meloni apprezza la sigla di presentazione dove viene definita la ‘regina delle opposizioni con due occhioni…’. ”Certe sue facce spaventano lo sa?”, provoca uno dei conduttori. ”Sì, assolutamente sì”, taglia corto la leader di Fdi che rivela: ”Mi indispettisco da sola, confesso che per questo non mi rivedo quasi mai…”.

Come riporta l’Adnkronos, quando le fanno notare che certe volte abbassa la voce, Meloni ride e precisa: ”Ma come, mi dicono se mai che urlo troppo… Anche io lo sostengo sempre che faccio più paura quando abbasso la voce. finché grido non ti devi preoccupare, ma quando abbasso la voce è più preoccupante…”.

“Dove era quando ha registrato il video a commento sui ballottaggi, visto il vento forte e i cactus sullo sfondo? ”, chiedono ancora i conduttori della trasmissione. ”Ero in Italia, in Toscana per la precisione”, risponde Meloni che spiega come è andata: ”Invece di centrosinistra avevo detto centrodestra, avevo sbagliato, l’ho dovuto rifare il video quando ero già in auto e sono scesa tipo ad un autogrill…”. Meloni confida di aver iniziato a fare yoga da poco: ”Faccio yoga, è uno dei tanti allenamenti che faccio… Lo faccio da poco, da qualche mese… Io prediligo il cross fit ma faccio anche yoga per cambiare un po’, è una cosa spirituale…”.

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Politica

Draghi: «il Governo non rischia e non si fa senza il Movimento 5 Stelle»

«Il governo è nato con i 5 Stelle, non si accontenta di un appoggio esterno, perché valuta troppo il loro contributo».

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scontro Mario Draghi Giuseppe Conte

Alla conferenza stampa con cui commenta soddisfatto il raggiungimento dei 45 obiettivi semestrali del Pnrr, il premier Mario Draghi fa alcune considerazioni sulla maggioranza e non ha dubbi sulla tenuta del governo: «non rischia».

«Sono ancora ottimista, il governo non rischia perché l’interesse nazionale e degli italiani è preminente» non ha dubbi Mario Draghi sulla tenuta del suo esecutivo. Il premier lo ha affermato nella conferenza stampa con cui ha commentato il raggiungimento degli obiettivi semestrali del Pnrr: «Sono molto soddisfatto perché il governo ha raggiunto tutti i 45 obiettivi del Pnrr per questo semestre. L’Italia ha dunque rispettato tutte le scadenze del piano ed è un segnale essenziale per la serietà e la credibilità del paese ed è già al lavoro per le scadenze di dicembre».

Non poteva mancare qualche passaggio sulla tenuta del governo, minata dallo scisma in casa 5 Stelle. Il presidente del consiglio non teme ripercussioni significative e afferma: «Il Governo è stato formato per fare e questa è la condizione che ha per fare. il Governo non si fa senza i 5 stelle, questa è la mia opinione. I 5 Stelle danno un contributo importante e sono certo che continueranno a darlo nei prossimi mesi. Conte ha confermato che non è intenzionato ad uscire dal governo e a dare l’appoggio esterno quindi mi baso su questo. Il governo è nato con i 5 Stelle, non si accontenta di un appoggio esterno, perché valuta troppo il contributo dei 5 Stelle per accontentarsi di un appoggio esterno».

Poi, dedica un pensiero ai rumors circolati in questi giorni: «Non ho sentito Grillo, mentre ho sentito Conte ieri e ci siamo scambiati dei messaggi. Non ho mai fatto le dichiarazioni che mi sono state attribuite sui 5 stelle, io non entro nei partiti. Mi è estraneo e non capisco il motivo di tirarmi dentro». Il riferimento è alle indiscrezioni trapelate da alcuni fonti vicine ai pentastellati, che vorrebbero che il Presidente del Consiglio abbia contatto l’elevato Beppe Grillo per chiedergli di espellere Conte. Una ricostruzione che all’ex premier, che si sente usurpato del suo ruolo a Palazzo Chigi, non è piaciuta per niente.

Se ne sarebbe lamentato anche con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che, stando alle indiscrezioni dei ben informati, avrebbe interrotto lo sfogo di Conte per chiedergli conto delle posizioni pentastellate su guerra in Ucraina, Pnnr, pandemia e tenuta dell’’esecutivo, ottenendo garanzie e rassicurazioni. Conte avrebbe assicurato che il Movimento non uscirà dal Governoe che anche l’ipotesi appoggio esterno non è più sul tavolo.

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Attualità

Pride, a Milano negato il patrocinio della Regione Lombardia

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MILANO – Il Gay Pride di Milano del 2 luglio non avrà il patrocinio della Regione Lombardia, negato anche quest’anno dal Pirellone: “Quanto fatto dalla Regione – ha spiegato il presidente di Arcigay Milano Fabio Pellegatta – si inserisce nel solco di quello che abbiamo visto negli ultimi anni, nonostante quello che succede in Italia in termini di discriminazioni”.

Un’altra occasione persa, secondo Pellegatta, critico verso la linea tenuta dalla Regione soprattutto perché era “importante affermare le posizioni che hanno le istituzioni nei confronti di istanze di libertà come quelle che il Pride porta avanti”.

L’associazione, come riporta l’Ansa, ha fatto richiesta di patrocinio al Comune di Milano e alla Città metropolitana. Entrambe le istituzioni hanno risposto positivamente. Semaforo rosso, invece, dalla Regione Lombardia.

“La demagogia e l’intolleranza di questa classe politica non hanno limiti”, ha commentato il consigliere regionale del M5s Simone Verni sottolineando che il voto del Consiglio alla sua mozione a sostegno del Pride “aveva rappresentato un segnale, una speranza di un futuro fatto di maggiori diritti, più tollerante ed inclusivo”.

Circa due settimane fa, infatti, l’Aula aveva approvato con voto segreto una mozione che impegnava la giunta a garantire una presenza istituzionale alla manifestazione Lgbt con la partecipazione di un esponente della Regione, oltre all’illuminazione della facciata di Palazzo Pirelli con i colori della bandiera arcobaleno. “La Giunta al contrario, scegliendo di non patrocinare il Pride – ha concluso il pentastellato – ha voluto affrettarsi a riportare l’ordine vigente in modalità medioevo”.

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