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Cronaca

E’ riapparsa da Bruno Vespa la veggente della Madonna di Trevignano Romano: «le lacrime sono vere»

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Gisella Cardia, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla, è riapparsa nella striscia serale condotta da Bruno Vespa, per difendersi dalle accuse di aver lucrato sulla fede di centinaia di fedeli che si sono recati in pellegrinaggio dalla Madonna che piange sangue a Trevignano Romano.

Al momento non c’è nessuna indagine ufficiale. Sarà la Procura di Civitavecchia a decidere se farlo. Ma è bastato l’esposto presentato da un investigatore privato per accendere i riflettori su Trevignano Romano, la “santona” Gisella Cardia e la Madonna che piange sangue. In base all’esposto, al quale è seguito un’integrazione di documentazione presentato alla Guardia di Finanza, il sangue comparso sulle guance della statuina non apparterebbe alla Madonna, ma sarebbe sangue di maiale.

Gisella Cardia, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla, ha 53 anni ed è un ex imprenditrice. Dopo aver subito una condanna per bancarotta fraudolenta ed aver scontato la pena, ha intrapreso un viaggio alla volta del santuario di Medjugorje. Proprio qui la statuina della Madonna che aveva con sè, si sarebbe messa a lacrimare sangue. Dal 2013 la donna si è spostata a Trevignano Romano, diventata meta di pellegrinaggio per centinaia di fedeli. alcuni dei quali hanno fatto donazioni anche per decine di migliaia di euro. Molti, in seguito si sono pentiti della loro scelta, ed hanno affermato di essersi lasciati suggestionare dalle cose dette dalla santona, verso le cui rivelazioni hanno cominciato a nutrire dubbi e scetticismo. Nell’esposto presentato contro Gisella Cardia, è presente la richiesta di sequestro dei conti della Onus a lei riconducibile.

La santona, dopo qualche giorno di mancate apparizioni pubbliche e dichiarazioni, è riapparsa ieri sera a 5 minuti, condotto da Bruno Vespa su Rai 1, per difendersi dalle accuse nei suoi confronti. In primi, c’è la questione del sangue di maiale: «Un’assurdità non è certificato assolutamente. Ma solo un pensiero di un giornalista. Il sangue è stato analizzato dai carabinieri del Ris. Non abbiamo ancora avuto gli esiti. Dal 2016 non abbiamo ancora avuto i risultati delle analisi». Poi la puntualità dei pianti, che secondo qualcuno sarebbero avvenute ogni 3 del mese: «Non è vero che piange il 3 di ogni mese, sono tutte false dette dai media. La Madonna dopo aver pianto lacrime di sangue non lo ha più fatto. Ho testimonianze di persone davanti a cui ho chiesto alla Madonna se potesse dare segno della sua presenza. E lei ha lacrimato qualche volta lacrime bianche, ma come segno della sua presenza».

Dello stesso avviso il marito di Gisella Cardia, Gianni Cardia, che all’edizione romana di Repubblica ha detto: «È in corso un attacco del demonio contro di noi. E’ stata creata una situazione di odio e di incitamento all’odio attraverso la diffusione di menzogne. Siamo stati aggrediti e io sto facendo denunce su denunce. Ce ne siamo andati per tutelarci. Non siamo scappati».

E mentre qualcuno solleva dubbi sull’autenticità delle lacrime di sangue della Madonna, la neurologa Rosanna Chifari ha certificato come autentiche le stigmate della veggente. Il contesto in cui tale certificazione è avvenuto è al di sopra di ogni sospetto, dal momento che non è un luogo di culto, se non civile, né sede di studio teologici e neppure un laboratorio: il salotto di Barbara D’Urso, su Canale 5, nel giorno di Pasquetta. «Sono sanguinanti e profumano intensamente di fiori e soprattutto le mani non mostrano delle difficoltà funzionali. Le mani dovrebbero essere bloccate con le dita rosse e gonfie. Invece le sue mani si muovono normalmente. La stessa cosa avveniva a Padre Pio», ha affermato la dottoressa, che in passato è stata consulente della Lega dal 2009 in commissione Sanità. Più recentemente ha sposato tesi No-Vax e No-Green Pass.

Cronaca

Tremano incessantemente i Campi Flegrei: paura anche a Napoli, evacuato il carcere di Pozzuoli

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Forti scosse in tutta la zona. 39 famiglie sgomberate dalle proprie case. Il Prefetto: «la macchina ha funzionato».

Lo sciame sismico che ieri notte si è propagato nei Campi Flegrei, ha spaventato anche Napoli come non succedeva da una quarantina d’anni, con una scossa di magnitudo 4. Decine di persone si sono riversate per strada, mentre in via precauzionale è stato evacuato il carcere femminile di Pozzuoli, che ha subito alcuni danni.

39 famiglie, 150 persone circa, sono state sgomberate dalle loro abitazioni ed oggi le scuole sono rimaste chiuse a Pozzuoli e Bacoli. Sono state messi a loro disposizione alcuni alloggi alternativi, ma la maggior parte ha preferito soluzioni autonome. La Protezione Civile ha comunque preparato oltre 400 brandine.

Le 140 detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato in via precauzionale, sono state «dislocate in altre strutture campane», rende noto il provveditore delle carceri della Campania Lucia Castellano, che spiega che il provvedimento «si è reso necessario per motivi precauzionali. Il nostro sforzo è finalizzato a far rientrare le detenute quanto prima – ha detto ancora – Pozzuoli è una struttura d’eccellenza a cui non vogliamo rinunciare». Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari,ha aggiunto: «C’è stata una gran sinergia tra tutte le istituzioni, sindaco di Napoli, presidente di Regione, sindaci di Bacoli e Pozzuoli, la macchina ha funzionato benissimo».

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Svaligia la cassaforte di un supermercato: segnalato ragazzino di 11 anni

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Ha approfittato di un momento di distrazione per impadronirsi delle chiavi della cassaforte, asportare tre astucci contenti gli incassi di giornata e dileguarsi, il ragazzino che ha commesso una rapina in un supermercato di Ferrara. Un addetto ha provato a fermarlo, ma è riuscito a fuggire.

Ha atteso l’attimo propizio. Ha agito con destrezza e rapidità. Ha guadagnato la fuga, spintonando l’unica che si era accorta di quanto stava accadendo. Solo la ricostruzione dei suoi movimenti attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza ha permesso agli inquirenti di rintracciarlo. Non si tratta di un rapinatore seriale, ma di un ragazzino di 11 anni, segnalato alla Procura dei minori di Ferrara per la rapina in un supermercato.

La vicenda si è consumata in pieno giorno. Non si tratta di un semplice episodio di taccheggio, bensì di una vera e propria rapina, dal bottino di svariate migliaia di euro. Sei mila per la precisione. I contanti erano custoditi in tre astucci, conservati nella cassaforte installata nell’area dipendenti dell’esercizio commerciale.

Il ragazzino di 11 anni autore della rapina al supermercato ha approfittato di un momento di distrazione generale per prendere le chiavi da una cassetta. Poi ha ripulito la cassaforte. Solo mentre si allontanava una cassiera ha notato i suoi movimenti. La donna ha provato a fermarlo, ma lui l’ha spintonata ed è fuggito via.

Nella fuga ha dovuto abbandonare due dei tre astucci rubati. L’altro, quello contente sei mila euro, l’ha portato con sé. Ma gli investigatori l’hanno trovato mediante la visione dei filmati di sicurezza. E per la sua identificazione, sono state rilevanti le foto pubblicate dal giovane sui social network.

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Strage sul lavoro a Palermo: 5 operai morti durante lavori fognari

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I cinque operai morti a Casteldaccia in provincia di Palermo, hanno respirato esalazioni tossiche durante alcuni lavori alla rete fognaria.

Sarebbero state le esalazioni tossiche provenienti dalle acque nere ad uccidere i cinque operai morti in una strage sul lavoro avvenuta questa mattina a a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Uno dopo l’altro, si sono calati nel tombino della morte. Quando il primo non è riemerso il secondo è sceso a cercarlo e poi il terzo e poi il quarto e così via. Il settimo ha dato l’allarme. E’ quello che versa nelle migliori condizioni. Il collega prima di lui si trova intubato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo. Gli altri non ce l’hanno fatta.

I lavori interessavano la rete fognaria nei pressi degli stabilimenti dell’azienda vinicola Corvo. La maggior parte degli operai rimasti coinvolti nella strage sul lavoro avvenuta in provincia di Palermo, erano dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, società che lavora per conto della municipalizzata palermitana Amap, che si occupa della gestione idrica in città.

«Un’immane tragedia. Siamo sconvolti. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. E’ inconcepibile», ha dichiarato il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, arrivando sul luogo della strage.

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