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Reintegro dei medici no vax: scoppia il caso Puglia

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terza dose di vaccino anti covid ai 50enni proposta sottosegretario alla salute andrea costa

ROMA – Partono tra le polemiche i reintegri negli ospedali di medici e sanitari non vaccinati contro il Covid-19. La procedura si è attivata e avrà tempi brevi, ma scoppia ‘il caso Puglia’: la Regione, infatti, annuncia che manterrà la legge regionale che prevede l’obbligo vaccinale anche contro il Covid per gli operatori sanitari e immediata arriva la risposta del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato: la norma sarà impugnata, annuncia.

A stretto giro la replica del presidente della Regione Michele Emiliano che invita il sottosegretario a dimettersi definendolo “inadeguato”. Come riporta l’Ansa, in Puglia la legge che obbliga il personale sanitario a vaccinarsi anche contro il Covid “c’è e rimane in vigore”, ribadisce l’assessore alla Sanità della Regione, Rocco Palese. La legge regionale stabilisce che gli operatori sanitari non vaccinati non possono essere a contatto con i pazienti a rischio ricoverati negli ospedali. La norma prevede infatti che “al fine di prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività” la Regione Puglia individua “i reparti dove consentire l’accesso ai soli operatori che si siano attenuti alle indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente”. L’obbligo di vaccino per il personale sanitario in Puglia non riguarda solo il Covid ma altri 10 vaccini, gli stessi previsti anche dal piano nazionale. Una norma che sembrerebbe confliggere con il provvedimento approvato dal Cdm che sospende appunto l’obbligo vaccinale per i sanitari, e per la quale Gemmato ha annunciato l’impugnazione.

Pronta la riposta di Emiliano: “Gemmato è un politico di lungo corso e dovrebbe sapere che tra leggi nazionali e leggi regionali nelle materie concorrenti come la Sanità non c’è un rapporto di gerarchia che fa prevalere le prime sulle seconde, salvo che ci sia una lesione delle attribuzioni del Parlamento. Ma queste ultime devono essere impugnate tempestivamente dal Governo, fatto questo non avvenuto nel nostro caso, essendo la legge in questione del 2021”.

Anche la Campania, come scrive l’Ansa, fa una scelta ispirata alla maggiore prudenza: è stata infatti inviata ai Direttori generali della Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere una direttiva a firma del presidente Vincenzo De Luca, con la quale “si fa obbligo di definire l’impiego del personale sanitario non vaccinato tutelando la salute dei pazienti e degli operatori vaccinati”. Saranno quindi messe in campo, si afferma, “le necessarie azioni dirette a contrastare ogni ipotesi di contagio, evitando il contatto diretto del personale non vaccinato con i pazienti”.

A fare chiarezza sul rientro di questi sanitari negli ospedali è però lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci. “Mi sono basato sul fatto che oggi lo scenario è completamento diverso e – ha spiegato – c’è una grave carenza di organico: è vero che i medici reintegrati saranno circa 4mila, ma intanto cominciamo a metterli a disposizione delle direzioni sanitarie. Quello che andranno a fare saranno le singole direzioni sanitarie a deciderlo, valutando il posto migliore dove i medici reintegrati potranno andare a lavorare”. Conferma che il reintegro avverrà in tempi brevi, già entro la settimana, il presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) Giovanni Migliore. Tuttavia, sottolinea, “parliamo di piccole cifre: si tratta di poche unità per ogni ospedale perché la maggior parte dei medici non vaccinati sono liberi professionisti”.

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L’affondo di Travaglio a Fedez: «ce l’hai con Lucarelli perché ha trasformato tua moglie in Wanna Marchi»

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fedez travaglio il muschio selvaggio

Ospite del podcast Muschio Selvaggio, il direttore de Il Fatto Quotidiano risponde a tono alle critiche del rapper: ««L’ho conosciuto che era un rapper e ora dispensa lezioni di giornalismo».

Marco Travaglio è stato ospite di Fedez nel suo podcast Muschio Selvaggio e, come era facilmente prevedibile, i due se le sono date di santa ragione. Sebbene all’inizio della trasmissione il clima fosse disteso e sereno, in breve tra il direttore de Il fatto quotidiano ed il rapper i rapporti si sono irrigiditi. Tema della puntata era il «giornalismo selvaggio» e non poteva mancare un riferimento alla penna che meno piace a Fedez, Selvaggia Lucarelli. Proprio questo ha dato fuoco alle polveri.

«Sei fissato con Selvaggia Lucarelli perché ha trasformato tua moglie in Wanna Marchi» ha affermato Travaglio quando è uscito il nome della giornalista e Fedez ha risposto: «Non ce l’ho con lei per il caso Balocco, ma più per il fatto che lei e Serena Doe hanno asserito che sono guarito da un cancro al pancreas in 10 giorni perché sono ricco».

Poi, affrontando il caso di Matteo Mariotti, il ragazzo che ha perso una gamba dopo essere stato morso da uno squalo, Fedez continua ad attaccare la giornalista e Travaglio la difende affermando che ce ne vorrebbero «altre venti» come lei perché «Lancia scoop che vengono ripresi da tutta la stampa. E quando spara con il bazooka non lo fa contro moscerini, ma con obiettivi proporzionati». E in merito ai toni usati dalla giornalista, Travaglio sostiene che rimane una sua libera scelta: «Se si superano i confini – puntualizza – si risponde in tribunale».

Verso la conclusione della puntata, l’affondo finale: «Da quale pulpito distribuisci patenti di verità visto che continui a chiamarla falsa giornalista ma da quello che mi risulta non mi sembra che tu sia un giornalista, e nemmeno pubblicista. E allora che titolo hai di dare lezioni di giornalismo a chi fa la giornalista e fa molto di più di tanti iscritti all’albo dei giornalisti».

L’altro ospite di puntata era Daniele Capezzone, protagonista una decina d’anni fa di ua storica lite televisiva proprio con travaglio. Proprio commentando questo decennale il direttore del Fatto dice di «aver perso la voglia di fare risse in tv» e che si cambia e «si invecchia» con il passare del tempo, come Fedez ai suoi occhi: «L’ho conosciuto che era un rapper e ora dispensa lezioni di giornalismo».

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Fedez in Tribunale nel 2020: «sono nullatenente». Codacons presenta un esposto

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fedez hater sbagliato

Durante uno dei primi capitoli della lunga faida tra Fedez ed il Codacons, nel 2020, il rapper pronunciò in Tribunale a Milano una frase passata all’epoca in sordina, ma che oggi è tornata in auge. Quando il giudice gli chiede di beni mobili o immobili registrati, Fedez si dichiara «nullatenente».

Il rapper precisa: «è tutto intestato alle mie società». Il magistrato ripete la domanda perchè audio e video (Fedez è collegato da remoto) a volte saltano, ma la risposta non cambia: «nullatenente».

L’inchiesta era quella della querela per diffamazione mossa del Codacons, poi conclusasi con un nulla di fatto. Tuttavia l’associazione dei consumatori ha rispolverato le carte dell’udienza ed ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza di Roma e di Milano nei confronti del rapper, che in questo modo presta il fianco al fuoco delle critiche, dal momento che non ha mai tenuto nascosto la propria vita agiata ed una certa predisposizione per il lusso.

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Calo di presenze su PornHub durante lo show di Fiorello a Sanremo, l’ironia del conduttore: «Rai si scusa con la piattaforma amica»

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fiorello pornhub

Quando il comico siciliano è salito sul palco dell’Ariston, il sito per adulti ha registrato un netto calo degli accessi. Subito dopo l’annuncio del vincitore invece, un’impennata dei visitatori.

In base ad un report diffuso oggi da PornHub, la più grande piattaforma d’intrattenimento per adulti al mondo, lo scorso martedì 6 febbraio, durante l’esibizione di Fiorello sul palco dell’Ariston, il sito per birbaccioni ha registrato una picchiata degli accessi: -12,2%.

In generale, continua il report, la perdita di traffico durante le kermesse sanremese è stata più contenuta rispetto allo scorso anno. Seppur sintonizzati su Rai1 dunque, gli italiani non hanno smesso di accedere al sito da altre piattaforme. Ma quando Fiorello è salito sul palco, anche tablet, telefonini e computer sono stati spenti, per la gioia della Rai e per il disappunto di PornHub, che però non è durato a lungo.

Subito dopo l’annuncio del vincitore, gli accessi al sito hanno segnato un’impennata: +26,9%. Insomma, terminati gli ardori per Sanremo, si sono ripalesati quelli più animaleschi.

Non poteva mancare un commento del comico siciliano, che rientrato nel suo salotto di Viva Rai2! ha commentato: «Ma ti rendi conto, guardavano me e non PornHub! Il problema è che adesso loro sono contro di me. Sono uscito di casa stamattina e c’era un piccolo nucleo di PornHub in protesta». Il conduttore ha poi letto con la consueta ironia un finto comunicato stampa nella quale Viale Mazzini si scusa con il sito per adulti: «I vertici Rai prendono le distanze da Fiorello, responsabile di aver generato un calo di utenti su PornHub. La Rai si scusa con la piattaforma amica e ha già chiesto ai propri truccatori di adoperarsi affinché venga ridimensionato il naturale sex appeal del conduttore di Viva Rai2!».

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