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Cronaca

A San Valentino scema l’amore tra la piazza e i no-vax: solo qualche decina di manifestante al raduno

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flop della manifestazione no-vax al Circo Massimo

La manifestazione no-vax organizzata nel giorno di San Valentino a Roma si è rivelata un flop e non si tratta nemmeno del primo in tal senso. Gli organizzatori si aspettavano un’adesione importante, con una folla oceanica pronta a riversarsi nell’area del Circo Massimo. Alla fine non si sono spostati da piazza Venezia le poche decine di manifestanti no-vax contrari al green Pass e alle disposizioni anti Covid. Arriva anche l’immancabile Generale Pappalardo: «potevamo essere milioni, ma ce l’hanno impedito». Chi non è dato saperlo.

L’appuntamento era per le 10 di questa mattina in piazza Venezia. Che l’evento non avrebbe raggiunto le dimensioni stimate dagli organizzatori lo si è capito abbastanza in fretta. Il cordone di poliziotti e carabinieri era di gran lunga più consistente dello sparuto numero di manifestanti che si sono presentati. La Polizia Locale non ha nemmeno interdetto il traffico.

Va detto per onor del vero, che le forze dell’ordine hanno bloccato nelle mattinata alcuni camper di manifestanti diretti all’Altare della Patria, ma non è stato questo a determinare il flop della manifestazione. Semplicemente, non si è presentato nessuno.

La cosa ha irritato gli stessi partecipanti che a più riprese si sono scagliati contro chi ha manifestato sui social network, ma che poi non si è presentato. A nulla sono valsi gli appelli fatti rimbalzare su chat e social per rinvigorire le fila dei dimostranti, che alla fine hanno deciso di non convogliare verso il Circo Massimo, anche perchè sembravano un gruppo spaurito nella zona verde antistante l’altare della Patria, figuriamoci in un’area di 39 mila metri quadrati.

Si è presentato però nel pomeriggio, scortato da un’ottantina di sostenitori, il generale Pappalardo che oltre ad aver ringalluzzito la sua platea con i suoi tormentoni ha così spiegato il flop della manifestazione no-vax: «ci hanno bloccato altrimenti saremmo stati milioni in piazza. Hanno messo sei macchine della polizia per impedire di fare arrivare le persone al Circo Massimo. Sarebbero arrivati a milioni ma le persone sono state terrorizzate». Appare dunque impressionante secondo questa ricostruzione, il servizio di sicurezza attuato dalla Polizia, che è riuscita a fermare milioni di persone e a mantenere il controllo della situazione, con l’ausilio di sole 6 vetture.

Cronaca

Arrestato sospetto terrorista a Fiumicino: «fa parte dell’Isis»

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113 polizia volante pantera

Ha 32 anni, proviene dal Tagikistan ed era latitante da diverso tempo. Viaggiava sotto falsa identità.

Pendeva un mandato d’arresto internazionale per l’uomo di 32 anni originario del Tagikistan, arrestato oggi all’aeroporto di fiumicino con l’accusa di essere un terrorista dell’Isis. L’uomo si sarebbe arruolato nelle milizie del califfato nel 2014 ed avrebbe combattuto in Siria nello stesso anno.

Secondo quanto riportato da Adnkronos, per eludere le forze dell’ordine che lo cercavano da diverso tempo, viaggiava con documenti fasulli. Sarebbero stati diversi gli alias a sua disposizione, con differenti età e nazionalità, in particolare Uzbekistan, Kirghizistan e Ucraina.

Il sospetto terrorista arrestato oggi è’ atterrato in Italia, a Fiumicino, alle 11:45. Proveniva dall’aeroporto di Eindhoven, nei Paesi Bassi. E’ stato fermato dalla Digos capitolina sotto il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con l’aiuto della Polizia di Frontiera di Fiumicino.

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Cronaca

L’ex ministro della Salute Speranza minacciato ad Ostia da un gruppo no-vax

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roberto speranza aggredito dai no-vax ad ostia

Speranza si trovava nel comune laziale per presentare il suo libro: il drappello di contestatori no-vax lo ha bloccato in municipio e si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Doveva presentare il suo libro “Perché guariremo” ma la presentazione è saltata: ad aspettare Roberto Speranza in municipio ad Ostia c’era un nutrito gruppo di no-vax che ha aggredito l’ex ministro della Salute.

Speranza si è rifugiato in municipio e vi è rimasto confinato per una buona mezz’oretta. C’è voluto l’intervento delle forze dell’ordine per disperdere i contestatori e permettergli di uscire senza che si verificassero ulteriori incidenti.

«Assassino» l’epiteto più volte scandito in direzione dell’ex ministro, raggiunto da minacce anche di morte. Nemmeno la moglie di Speranza è stata risparmiata dal drappello di contestatori che l’ha più volte apostrofata come «travestito».

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Cronaca

La figlia di Verdini patteggia una pena di un anno per truffa

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tribunale giustizia sentenza giudice poeta

Fingendosi avvocato, ha assunto le difese di una donna che per anni ha creduto di essere difesa: in realtà la causa non è mai partita e la figlia di Verdini ha patteggiato una pena ad un anno per tentata truffa e falsità materiale.

Non c’è pace per la famiglia Verdini: il padre Denis è in carcere, la figlia Francesca ha come fidanzato Matteo Salvini ed ora anche la figlia Diletta è finita nei guai ed ha patteggiato un anno di pena per tentata truffa ad una badante. Spacciandosi per avvocato, ha “assunto” la difesa della donna, senza mai far partire la causa. Le accuse nei suoi confronti erano di tentata truffa e falsità materiale.

La vicenda è salita agli onori della cronaca grazie ad un servizio de Le Iene. Il Corriere Fiorentino poi ha ricostruito i dettagli. Nel 2016 una donna rumena, in Italia da 17 anni, ha deciso di intentare causa contro le figlie di una signora che aveva assistito, che non avrebbero pagato le sue prestazioni. A questa, Diletta Verdini avrebbe millantato di essere avvocato. La donna si è dunque affidata a lei, che l’avrebbe costantemente tenuta aggiornata sull’evolversi della causa.

Nel 2022 è arrivata pure la bella notizia: la causa è vinta, alla donna vanno 4.300 euro. A stabilirlo una sentenza del tribunale del lavoro di Firenze stampata su carta intestata del tribunale di Firenze con tanto di sezione lavoro, numero di procedimento e firma del giudice. Ma era tutto falso: Diletta Verdini non era un avvocato e la causa non è mai partita.

La signora però non lo sapeva e le chiede quando potrà ricevere il risarcimento che il Tribunale le ha riconosciuto. Il suo legale non risponde chiaramente, tentenna, prende tempo. Ci sono alcuni ritardi tecnici non meglio specificata.

La signora però è perplessa e decide di consultare un altro avvocato, che non ci mette molto a capire la situazione:  la firma sul documento appartiene a una giudice realmente esistente, ma del tutto estranea alla sentenza ed il numero di iscrizione al registro generale corrisponde ad un’altra causa che vede coinvolti altri soggetti. 

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