fbpx
Seguici su

Politica

Al Consiglio Federale della Lega nessuno chiede la testa di Salvini: resta segretario, ma fa alcune concessioni

Pubblicato

il

Si è tenuto ieri in via Bellerio il Consiglio Federale della Lega, al quale hanno partecipato Salvini e i big di partito, che hanno confermato la fiducia al segretario regionale, ma hanno preteso alcune concessioni.

La base ribolle e i volti storici del partito lo hanno scaricato. Dopo il disastro alle Politiche, in tanti hanno puntato il dito contro Salvini. Anche la cosiddetta “ala governista” l’intesa del nord Zaia-Fedriga-Giorgetti ha preso nettamente posizione, per bocca del Governatore di Regione Veneto. Eppure, ieri al Consiglio Federale della Lega, nessuno ha chiesto a Salvini di dimettersi. Anzi, segnali di distensione e manifestazioni di coesione. Sembra di essere tornati nelle ore in cui venne sfiduciato Mario Draghi. Anche in quell’occasione l’ala governista, molto critica nei confronti del leader nei giorni precedenti, perse gran parte del proprio vigore al momento fatidico.

Nonostante la sfiducia di Bossi e Maroni, ai quali poi si è aggiunto Castelli, e di diverse seconde linee del partito, il capitano resta al comando, seppur meno saldo e costretto a fare alcune concessioni. Ieri al Consiglio Federale della Lega tenutosi in via Bellerio, il clima era sicuramente più disteso rispetto a domenica. In quell’occasione, dicono i beninformati, sarebbero volate parole grosse. Salvini avrebbe imputato la debacle elettorale proprio alla permanenza nel governo Draghi, concetto ribadito anche in sala stampa, e non le avrebbe certo mandate a dire a Zaia, Fedriga e Giorgetti.

Ieri invece, volti sereni, facce sorridenti e toni morbidi. Zaia era seduto a fianco a Salvini. Oltre a loro erano presenti tra gli altri, Giancarlo Giorgetti, i vicesegretari Andrea Crippa e Lorenzo Fontana, i capigruppo Riccardo Molinari, Massimiliano Romeo, Marco Zanni e i governatori Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti. «Piena fiducia» al segretario federale, «la riunione è andata benissimo», «Salvini avrà un ruolo fondamentale nel partito e nel governo» alcune delle dichiarazioni captate dai giornalisti, dopo 4 ore di riunione.

Il capitano però ha dovuto fare alcune concessioni. Dopo aver ascoltato tutti, avrebbe offerto «maggior collegialità» ai membri del partito. E maggior discussione interna. Entro fine anno saranno completati i congressi nelle sezioni, poi all’inizio del 2023, dovrebbero partire quelli provinciali e regionali. Poi, quello nazionale, con calma, senza fretta, quando la Lega sarà già al governo e la situazione sarà più chiara.

L’obiettivo comune è abbastanza chiaro. Collaborare ad un governo stabile e recuperare il terreno perduto. La Lega vorrebbe che il suo segretario ottenesse un dicastero di peso. Si tratterebbe addirittura di una «richiesta unanime». Ma la strada per i ministeri chiave adesso è tutta in salita e Salvini, che ha promesso di coinvolgere maggiormente i suoi nel toto-ministri, sa che dovrà faticare non poco ad ottenere un ruolo chiave nel probabile prossimo governo Meloni. Anche perché la leader di Fratelli d’Italia ha bisogno di mettere a tacere le voci più critiche ed aspre e offrire garanzie e rassicurazioni ai mercati, all’opposizione ed ai leader internazionali. Un Salvini che fa le bizze a fianco non è proprio l’ideale per una campagna di riappacificazione.

Ieri infine, dal Consiglio Federale della Lega è emersa la necessità di reintrodurre nella discussione, interna ed esterna, un tema storico del partito: l’autonomia, che va fissata come primo punto in agenda. Il tentativo di rimonta della Lega, e di Salvini, è cominciato.

Politica

Piantedosi alla Camera: «corteo di Pisa in violazione della legge, Questura non era stata avvisata»

Pubblicato

il

polemiche-su-dichiarazioni-su-migranti-di-matteo-piantedosi-ministro-interno

Il ministro dell’Interno incassa l’appoggio della maggioranza: « Il governo non ha cambiato la strategia nella gestione dell’ordine pubblico».

Sebbene le verifiche proseguiranno, non bisogna fare «processi sommari alle forze dell’ordine» e bisogna considerare che il corteo non era stato autorizzato. Questa la versione del ministro Piantedosi alla Camera durante l’informativa sulle cariche e sulle manganellate agli studenti durante il corteo pro Palestina a Pisa.

Secondo il titolare del Viminale si è trattata di una carica di alleggerimento « Il governo non ha cambiato la strategia nella gestione dell’ordine pubblico». Prima che la carica si rendesse necessaria, secondo il titolare del Viminale i poliziotti si erano limitati a tenere la posizione e a non reagire alle pressioni dei manifestanti « con spinte, calci, insulti, sputi e tentativi di sottrarre gli scudi».

«In merito alla manifestazione di Pisa va preliminarmente evidenziato che, in totale violazione di legge, non era stato presentato alcun preavviso alla Questura, ma che la stessa manifestazione, sia dal Collettivo universitario autonomo di area antagonista che dal movimento politico “Cambiare Rotta Pisa”, era stata pubblicizzata sul web come una giornata di sciopero per la Palestina, con concentramento dei partecipanti in Piazza Dante e verosimile prosieguo con un corteo nel centro cittadino» ha detto il ministro. La Questura, aggiunge, «avendone avuta notizia, ha cercato più volte, senza esito, di contattare gli organizzatori per ottenere informazioni in merito al tipo di iniziativa che sarebbe stata svolta e al relativo percorso, al fine di poter disporre idonei servizi di ordine pubblico».

Sulle cariche «verifiche verranno svolte con rigore e in piena trasparenza», mentre «sono in corso anche indagini della magistratura», ma tenendo in considerazione che «manifestanti hanno posto in essere ripetuti tentativi di sfondamento, respinti dal personale di polizia, anche grazie al successivo intervento di due squadre di rinforzo del Reparto Mobile».

Non manca un passaggio sulla sferzata del Quirinale: «Rivolgo un sentito ringraziamento, a nome di tutti gli appartenenti alle Forze di polizia, al presidente della Repubblica per la solidarietà espressa agli agenti della Polizia di Stato che ieri, a Torino, mentre svolgevano un servizio connesso al rimpatrio di un immigrato, pluricondannato per gravissimi reati, sono stati vittime di una violenta aggressione da parte di un nutrito gruppo di anarchici. Lo ringrazio anche per aver ribadito, sia a me che al Capo della polizia, la piena fiducia e vicinanza nei confronti della Polizia di Stato. Ho condiviso pienamente le parole pronunciate dal presidente Mattarella all’indomani degli scontri di Pisa – prosegue Piantedosi – . Come il capo dello Stato sono convinto anch’io che l’autorevolezza delle forze di polizia non si nutre dell’uso della forza. Questa autorevolezza si fonda sul sacrificio di centinaia di caduti nella lotta al terrorismo e alla criminalità, nella leale difesa delle istituzioni democratiche anche negli anni più bui della Repubblica, nella capacità di accompagnare con equilibrio e professionalità lo sviluppo della società italiana».

Continua a leggere

Politica

Letizia Moratti torna a casa e Forza Italia guarda al centro

Pubblicato

il

letizia moratti rientra in forza italia

Intervistata da La Stampa, Letizia Moratti afferma che sarebbe pronta a correre per le Elezioni europee, qualora Forza Italia decidesse di candidarla: «a disposiziobne del partito».

Un «forse» che vale più di mille conferme. I lavori preparatori sono cominciati qualche mese fa ed ora Letizia Moratti è pronta a tornare in Forza Italia e a correre per le Elezioni Europee. La sua non esaltante esperienza nel non esaltante Terzo Polo è durata ancor meno del Terzo Polo stesso. A settembre aveva già annunciato un ritorno in un generico «centrodestra». Ed oggi a La Stampa ha reso noto di essere «a disposizione del partito», qualora gli azzurri la volessero candidare per Bruxelles.

Un ritorno a casa per Letizia Moratti ed un ritorno al “moderatismo” per Forza Italia, che in questo modo si darebbe un assetto alternativo a quello degli alleati di governo. D’altronde l’ex ministra non torna per fare la comparsa. Anche le sue parole in ottica europea sembrano confermare questo sentore: «il Partito Popolare Europeo è l’unico argine contro i sovranismi e le derive anti-industriali». E Forza Italia? «Un partito che si rifà ai valori liberali e riformisti della dottrina sociale della Chiesa».

L’annuncio di Moratti non è casuale. Nelle scorse settimane ha avuto incontri con i figli di Berlusconi e con Fedele Confalonieri, storico collaboratore del defunto ex cavaliere.  «La mia percezione è quella di una famiglia che ha sostenuto e continuerà a sostenere Forza Italia nello spirito del fondatore, ma senza ruoli diretti. Poi non so se le cose, in futuro, potranno cambiare».

Continua a leggere

Politica

Regionali, l’audio di un candidato: «ragazze in minigonna per attrarre voti», la giustificazione: «era una goliardata»

Pubblicato

il

elezioni regionali

Pietro Pinna, 56 anni, ex militare in pensione, corre con la Dc per Gianfranco Rotondi alle prossime Elezioni Regionali in Sardegna. E’ suo l’audio in cui parla di ragazze in minigonna agli eventi elettorali per aumentare l’interesse degli elettori. Il candidato di centrodestra Truzzu: «parole inaccettabili».

 «Sì, quegli audio li ho inviati io a un amico. Ma era uno scherzo». «Sono una persona ironica che da sempre scherza con gli amici, rispettando chiunque». A parlare è Pietro Pinna, candidato alle regionali in Sardegna con la Dc per Gianfranco Rotondi. E sua la voce degli audio diffusi ieri dal quotidiano Gallura Oggi, nei quali parlava di belle ragazze agli eventi elettorali per le Elezioni Regionali, magari in minigonna o abiti comunque provocanti, per attrarre voti.

«Sto facendo questa campagna elettorale in modo molto diverso dal solito. Ho sei donne molto belle che mi sostengono durante i miei incontri con le persone» affermava negli audio. «Se ti presenti da solo, sei un cane bastonato che parla – proseguiva il suo fine ragionamento politico -. Invece con queste sei miei amiche, molto belle… Due sono vestite in pantaloni in pelle e stivali, due in minigonna e due leopardate, con delle camicie belle aperte che fanno un bel vedere…».

Ma, sostiene oggi, si trattava solo di una burla: «Sono una persona ironica che da sempre scherza con gli amici, rispettando chiunque. Quanto alle donne, sono tante le sostenitrici che mi stanno supportando in questa fase pre voto. Mai mi permetterei di oltraggiarne la figura».

Gli audio sono subito diventati virali ed hanno suscitato diverse polemiche. Non sono mancate le prese di posizione: «Questa mattina, ho appreso dalla stampa dell’esistenza di un imbarazzante e sgradevole audio attribuito a un candidato, inserito in una lista della mia coalizione. Parole inaccettabili, pronunciate da chi si sottopone al giudizio degli elettori per amministrare la Sardegna. E soprattutto inaccettabili per l’uso vergognoso del corpo della donna come merce elettorale. Prendo le distanze con decisione da questo inqualificabile comportamento e sono certo che i sardi sapranno distinguere le responsabilità personali dalle ridicole strumentalizzazioni, queste sì un insulto all’intelligenza degli elettori», ha dichiarato il candidato presidente del centrodestra in Sardegna, Paolo Truzzu.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.