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Lo strafalcione della deputata di FdI Lucaselli contro il Green Pass: “500 milioni di italiani non andranno al lavoro”

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super green pass

ROMA – Uno scivolone che non è passato inosservato e che ha trovato eco sui social network: è quello della deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli che, nel corso della discussione alla Camera sulla proroga dello stato di emergenza nazionale e sull’utilizzo del Green Pass rafforzato, ha affermato che a “500 milioni di italiani è stato negato il diritto al lavoro”.

Lucaselli si indigna, però, anche sul proprio account Facebook seguito da 26 mila persone: «Ci sono più di 500 milioni di italiani che non potranno andare a lavoro e che non potranno portare a casa lo stipendio perché lo Stato ha deciso che per farlo serve un pass. Questa non è democrazia». E aggiunge: «Il giudizio su cosa è e cosa non è democrazia lo lasciamo decidere ai lettori. Di certo, però, non è né matematica né statistica affermare che in Italia ci siano 500 milioni di cittadini. Anzi, quella cifra consterebbe solamente di quella piccola porzione di popolazione che ancora non si è immunizzata contro il Covid. Anzi, e qui la forchetta si riduce ancor di più, quella piccola parte di over 50 in età lavorativa che non si sono vaccinati».

Già ieri infatti, in un’audizione alla Camera dei Deputati, aveva affermato: «Ci sono oggi – ha detto davanti all’aula la deputata – più di 500 milioni di italiani che non potranno andare a lavoro e che non potranno portare a casa lo stipendio perché lo Stato ha deciso che per farlo serve un pass: questo non è diritto, questa non è democrazia, questo non è il principio liberale dello sviluppo della capacità di vivere in un contesto sociale. L’art.1 della Costituzione oggi per gli italiani non esiste più così come non esiste più la capacità di ricordare che esistono delle leggi che sono norme imperative».

In serata, dopo che il post aveva fatto ormai il giro della rete, è arrivata la replica della stessa Lucaselli che ha postato un video sui social: «Uno, nessuno, 500 mila… scusate per l’errore, capita, comunque mi avete regalato un pomeriggio di risate!!!».

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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