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Cronaca

Il mistero dell’acquisto delle azioni di Visibilia prima del suicidio di Luca Ruffino

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luca ruffino

Il manager che già era azionista di maggioranza, poco prima della sua morte aveva disposto l’acquisto di altre 40 mila azioni di Visibilia. Nei biglietti lasciati a familiari e amici è presente la stessa parola: «dimenticatemi».

Luca Giuseppe Reale Ruffino, imprenditore a capo della Sif Italia spa, società da lui fondata nel 1986, che amministrava decine e decine di condomini, nella serata di sabato 5 agosto, si è tolto la vita con un’arma regolarmente detenuta, all’interno della propria abitazione. Il manager, ha scritto sei lettere indirizzate a famigliari e amici, il cui contenuto non è stato rivelato. E’ trapelata però una parola presente in tutte le missive: «dimenticatemi».

Poco prima di premere il grilletto che avrebbe posto fine alla sua vita, l’imprenditore ha telefonato alla moglie, che si trovava in vacanza 9in quel momento. La donna è rimasta molto preoccupata dal tono che aveva il marito ed ha chiesto al figlio di andare a controllare se stesse bene, dal momento che non rispondeva più alle sue telefonate. E’ stato il figlio a compiere la macabra scoperta.

Le ipotesi relative alla motivazione alla base dell’estremo gesto sono variegate ed hanno dato il la a diverse speculazioni. Luca Ruffino infatti, nell’ottobre era subentrato a Daniela Santanché, della quale aveva rivelato le quote diventando primo azionista, alla guida di Visibilia.

In un primo momento, l’ipotesi che ha cominciato a circolare con maggiore insistenza, specie tra gli ambienti politici, è che il manager abbia deciso di compiere l’estremo passo a causa del ripresentarsi di un brutto male, che pensava di aver sconfitto. La notizia però sarebbe stata smentita, sebbene qualcuno sia convinto della sua fondatezza. Le altre ipotesi che hanno cominciato a circolare allora, hanno riguardato l’acquisizione di Visibilia.

Ruffino, mai indagato né ascoltato dai magistrati per le inchieste relative a truffa e falso in bilancioLuca Ruffino, aveva acquisito, gradualmente, il 45,81% delle quote, diventando così azionista di maggioranza. Oggi Il Fatto Quotidiano racconta che poco prima di morire aveva acquistato, o disposto l’acquisto, la testata non è sicura, di altre 40 mila azioni Visibilia, che gli avrebbero garantito il controllo del 50% del gruppo. Un’operazione insolita, dal momento che era già primo azionista.

La società nel frattempo ha subito un tracollo in borsa ed il suo destino appare quanto meno in bilico. Attualmente capitalizza solo 3 milioni di euro.

Cronaca

Tremano incessantemente i Campi Flegrei: paura anche a Napoli, evacuato il carcere di Pozzuoli

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sisma campi flegrei gente in strada

Forti scosse in tutta la zona. 39 famiglie sgomberate dalle proprie case. Il Prefetto: «la macchina ha funzionato».

Lo sciame sismico che ieri notte si è propagato nei Campi Flegrei, ha spaventato anche Napoli come non succedeva da una quarantina d’anni, con una scossa di magnitudo 4. Decine di persone si sono riversate per strada, mentre in via precauzionale è stato evacuato il carcere femminile di Pozzuoli, che ha subito alcuni danni.

39 famiglie, 150 persone circa, sono state sgomberate dalle loro abitazioni ed oggi le scuole sono rimaste chiuse a Pozzuoli e Bacoli. Sono state messi a loro disposizione alcuni alloggi alternativi, ma la maggior parte ha preferito soluzioni autonome. La Protezione Civile ha comunque preparato oltre 400 brandine.

Le 140 detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato in via precauzionale, sono state «dislocate in altre strutture campane», rende noto il provveditore delle carceri della Campania Lucia Castellano, che spiega che il provvedimento «si è reso necessario per motivi precauzionali. Il nostro sforzo è finalizzato a far rientrare le detenute quanto prima – ha detto ancora – Pozzuoli è una struttura d’eccellenza a cui non vogliamo rinunciare». Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari,ha aggiunto: «C’è stata una gran sinergia tra tutte le istituzioni, sindaco di Napoli, presidente di Regione, sindaci di Bacoli e Pozzuoli, la macchina ha funzionato benissimo».

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Cronaca

Svaligia la cassaforte di un supermercato: segnalato ragazzino di 11 anni

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Ha approfittato di un momento di distrazione per impadronirsi delle chiavi della cassaforte, asportare tre astucci contenti gli incassi di giornata e dileguarsi, il ragazzino che ha commesso una rapina in un supermercato di Ferrara. Un addetto ha provato a fermarlo, ma è riuscito a fuggire.

Ha atteso l’attimo propizio. Ha agito con destrezza e rapidità. Ha guadagnato la fuga, spintonando l’unica che si era accorta di quanto stava accadendo. Solo la ricostruzione dei suoi movimenti attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza ha permesso agli inquirenti di rintracciarlo. Non si tratta di un rapinatore seriale, ma di un ragazzino di 11 anni, segnalato alla Procura dei minori di Ferrara per la rapina in un supermercato.

La vicenda si è consumata in pieno giorno. Non si tratta di un semplice episodio di taccheggio, bensì di una vera e propria rapina, dal bottino di svariate migliaia di euro. Sei mila per la precisione. I contanti erano custoditi in tre astucci, conservati nella cassaforte installata nell’area dipendenti dell’esercizio commerciale.

Il ragazzino di 11 anni autore della rapina al supermercato ha approfittato di un momento di distrazione generale per prendere le chiavi da una cassetta. Poi ha ripulito la cassaforte. Solo mentre si allontanava una cassiera ha notato i suoi movimenti. La donna ha provato a fermarlo, ma lui l’ha spintonata ed è fuggito via.

Nella fuga ha dovuto abbandonare due dei tre astucci rubati. L’altro, quello contente sei mila euro, l’ha portato con sé. Ma gli investigatori l’hanno trovato mediante la visione dei filmati di sicurezza. E per la sua identificazione, sono state rilevanti le foto pubblicate dal giovane sui social network.

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Cronaca

Strage sul lavoro a Palermo: 5 operai morti durante lavori fognari

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I cinque operai morti a Casteldaccia in provincia di Palermo, hanno respirato esalazioni tossiche durante alcuni lavori alla rete fognaria.

Sarebbero state le esalazioni tossiche provenienti dalle acque nere ad uccidere i cinque operai morti in una strage sul lavoro avvenuta questa mattina a a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Uno dopo l’altro, si sono calati nel tombino della morte. Quando il primo non è riemerso il secondo è sceso a cercarlo e poi il terzo e poi il quarto e così via. Il settimo ha dato l’allarme. E’ quello che versa nelle migliori condizioni. Il collega prima di lui si trova intubato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo. Gli altri non ce l’hanno fatta.

I lavori interessavano la rete fognaria nei pressi degli stabilimenti dell’azienda vinicola Corvo. La maggior parte degli operai rimasti coinvolti nella strage sul lavoro avvenuta in provincia di Palermo, erano dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, società che lavora per conto della municipalizzata palermitana Amap, che si occupa della gestione idrica in città.

«Un’immane tragedia. Siamo sconvolti. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. E’ inconcepibile», ha dichiarato il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, arrivando sul luogo della strage.

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