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USA e Russia ripassano gli appunti della Guerra Fredda: test missilistici e minacce

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test missilistici USA e Russia

Mosca apre con un test simulato di un missile che può essere caricato con testate nucleari, Washington vede polverizzando una nave con una bomba di ultima generazione. Nella speranza che non si scongeli, il mondo riscopre la Guerra Fredda con i test missilistici incrociati di Usa e Russia.

I botta e risposta tra Mosca e Washington non si contano nemmeno più e quindi, per tenere alta l’attenzione, il modo migliore è sempre quello di far esplodere qualcosa e di minacciare di far esplodere qualcos’altro. Pertanto, sia USA che Russia hanno effettuato test missilistici con potentissime armi di ultima generazione. Se i russi, nonostante abbiano a più riprese assicurato che non avrebbero mai e poi mai impiegato il loro arsenale nucleare, hanno testato un missile che può trasportare un’arma atomica, gli americani hanno diffuso un video nel quale una bomba polverizza una nave in pochissimi istanti.

Kaliningrad è una piccola enclave russa che si affaccia sul Baltico, una piccola porzione di territorio staccata dalla madre patria e incastonata tra Lituania e Polonia. Famosa per le esportazioni di ambra, è conosciuta anche come la piccola Lituania, data la forte e storica presenza di lituani nella sua popolazione. Quando venne assorbito dall’Urss gran parte della popolazione di lingua tedesca fu espulsa e sostituita con “coloni” fatti arrivare dalla Russia. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, nel 1991, è rimasta territorio russo, anche se staccato dal resto del Paese.

Da oggi si parla molto di Kaliningrad e non per la sua ambra e nemmeno per il fatto che è un paradiso fiscale: il Ministero della Difesa russa ha infatti annunciato di aver portato a termine una serie di attacchi simulati con missili balistici mobili Iskander. Si tratta al momento “solo” di attacchi elettronici, appunto simulati. Ma come provocazione è preoccupante. Perché nonostante le rassicurazioni provenienti dalla Russia, ribadite proprio dal ministro della Difesa Lavrov dalle frequenze di Rete 4, sul fatto che non si arriverà ad un’escalation atomica, questi missili possono essere armati con testate nucleari. Si tratta di armi balistiche a corto raggio che, dicono gli esperti internazionali, non potrebbero raggiungere i Paesi dell’Europa Centrale, ma che potrebbero essere impiegati per colpire l’Ucraina.

Nel frattempo giunge la risposta da parte degli Stati Uniti che, in concomitanza con le notizie provenienti da Kaliningrad, hanno diffuso un video nel quale mostrano gli effetti della bomba di ultima generazione Quicksink, capace di affondare una nave con un solo colpo. Le immagini infatti, mostrano una nave nel Golfo del Messico che viene letteralmente spaccata a metà e si inabissa, subito dopo essere stata colpita dalla bomba, che può essere anche guidata. «Quicksink è una risposta a un bisogno urgente di neutralizzare le minacce marittime alla libertà in tutto il mondo», ha detto in un comunicato il colonnello Tony Meeks.

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Assalto al furgone della polizia per liberare un detenuto: 2 agenti uccisi in Francia

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assalto al furgone col detenuto francia

Un commando armato ha assaltato un convoglio delle forze dell’ordine durante un trasferimento di un detenuto, in Normandia.

Momenti di terrore oggi nel nord della Francia, dove almeno due agenti di polizia sono rimasti uccisi e tre gravemente feriti in un assalto armato ad un furgone impegnato nel trasferimento di un detenuto. Il commando ha fermato il convoglio fra Rouen ed Evreux, in Normandia, ed ha aperto il fuoco.

Il detenuto doveva essere interrogato dal giudice istruttore per un tentato omicidio del quale è accusato. Durante il trasporto a Eveux, un’auto ha bloccato il furgone scontrandovisi frontalmente. Da un altro auto sono scesi alcuni complici, con le armi in mano. La liberazione del prigioniero è riuscita ed i malviventi sono attualmente in fuga.

«L’attacco di questa mattina, costato la vita ad agenti dell’amministrazione penitenziaria, è uno shock per tutti noi. La nazione è al fianco dei familiari, dei feriti e dei loro colleghi». Ha scritto su X il presidente Emmanuel Macron dopo l’assalto al furgone penitenziario per liberare il detenuto, che secondo quanto trapelato dovrebbe chiamarsi Mohamed Amra, detto ‘la mosca’. «Stiamo facendo tutto il possibile per trovare gli autori di questo crimine e rendere giustizia in nome del popolo francese. Saremo inflessibili».

L’assalto al furgone della polizia penitenziaria in Francia è stato documentato negli attimi immediatamente successivi al suo svolgimento, dalle persone a bordo di un autobus che transitava in quella zona in quel momento.

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La macchia di sangue, i cellulari riapparsi, gli audio spariti: i punti oscuri dell’arresto di Matteo Falcinelli a Miami

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arresto matteo falcinelli

La famiglia sostiene che gli audio delle body-cam degli agenti intervenuti siano stati fatti sparire per depistare le indagini. Ipotesi contrastanti sulle motivazioni dell’arresto di Matteo Falcinelli e dubbi sulla macchia di sangue sulla maglietta: era già presente prima dell’arresto?

«Ho i miei diritti». Il video che mostra Matteo Falcinelli, ragazzo italiano di 25 anni originario di Spoleto, nella stazione di polizia di Miami con le braccia legate dietro la schiena, il corpo bloccato in una posa innaturale e la testa tenuta stretta da un agente, ha fatto scalpore. L’arresto risale alla notte tra il 24 ed il 25 febbraio. Oggi, oltre alle modalità dell’arresto, fanno discutere le cause dell’arresto ed altri punti oscuri di questa torbida vicenda.

Innanzitutto, la maglietta sporca di sangue. Secondo alcuni video diffusi oggi dai media, le tre macchie comparivano già prima dell’arrivo della polizia, quindi non sarebbero state provocate da eventuali torture avvenute nella stazione di polizia. Questo però di per sé non basta ad assolvere gli agenti.

A partire dall’arresto. Sono contrastanti le versioni diffuse. Secondo l’agente he per primo è intervenuto e che poi ha fermato Falcinelli ed ha richiesto rinforzi, il giovane «metteva le mani addosso» a tutti per riavere 500 dollari spesi all’interno di un night club. L’arresto è infatti avvenuto al di fuori di un locale notturno.

La versione del ragazzo, che sarebbe confermata dai filmati dei sistemi di videosorveglianza, è che stesse chiedendo con insistenza i cellulari che aveva perso nel locale. I video mostrano il ragazzo intorno alle 22:30.m Ordina da bere, rifiuta l’approccio di due ragazze, va in bagno, si accorge di non avere più i cellulari. Torna al bancone, inizia a cercarli, una ragazza lo avvisa che sono stati trovati, torna all’ingressa e li recupera. Poi recupera i drink e li beve insieme ad una ragazza. Inizia la fase di blackout delle immagine.

Alle 3:40 si accendono le body-cam dei poliziotti. Falcinelli è già ferito, ma non è chiaro come sia successo. Si sente il primo agente spiegare agli altri perché ha richiesto il loro intervento. L’audio sparisce.

Nelle fase concitate precedenti all’arresto, un agente consiglia al ragazzo di mettersi il cuore in pace e che sicuramente i telefoni non sono all’interno del locale. Pochi minuti dopo Falcinelli è a terra, con le braccia bloccate dietro la schiena ed un ginocchio premuto sul collo. I telefoni sono riapparsi magicamente al suo fianco. Sembra che a darli al poliziotto sia stato un addetto alla sicurezza del locale. O almeno, l’abito scuro che indossa nel video sembra suggerirlo. I cellulari vengono caricati in macchina insieme al ragazzo. Ma non se ne fa accenno nel verbale di polizia.

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Sgomberata l’accampamento pro Palestina all’Ucla: proiettili di gomma sugli studenti

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spari sugli studenti ucla campus università americana

Dopo l’irruzione alla Columbia di New York, la polizia in assetto anti sommossa è entrata anche all’Ucla di Los Angeles, dove è stato sgomberato l’accampamento degli studenti, contro i quali sono stati sparati anche proiettili di gomma.

Da qualche settimana vanno in scena nei campus statunitensi le manifestazioni pro Palestina di decine di studenti, al pari di quanto visto in Italia ed in Europa. Ma nei giorni scorsi le proteste degli studenti americani sono diventate roventi: University of California, Berkeley, Columbia University ed University of Michigan, giusto per fare qualche esempio, hanno ospitato manifestazioni e dibattiti molto accesi riguardanti il conflitto israelo-palestinese ed in qualche campus sono perfino spuntati presidi filopalestinesi, che sono stati sgomberati dalla polizia. Dopo l’irruzione alla Columbia, nella notte la polizia ha sgomberato l’accampamento di tende sorta all’Ucla, l’università della California, dove contro gli studenti sono stati sparati anche proiettili di gomma.

Sui social foto e video stanno facendo scalpore. Mostrano gli agenti rimuovere le tende ed accompagnare i manifestanti fuori dal campus. La Cnn riferisce di decine di arresti. Prima era toccato alla Columbia di New York. Nel pomeriggio era diventato virale, suscitando anche facili ironie, il video di una studentessa che chiedeva all’università la gentilezza di fornire cibo e acqua ai manifestanti che occupavano l’università. L’università ha preferito chiedere, per la seconda volta, l’intervento della polizia, che è entrata nel campus in assetto anti sommossa. Anche in questo caso decine di arresti. Prima dell’irruzione le forze dell’odine hanno dichiarato che nel campus si trovavano «black blocs ed anarchici».

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