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Politica

La batteria del minibus elettrico lascia Enrico Letta a piedi

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Enrico Letta pensa se includere i centristi nel campo largo

Piccolo intoppo durante il tour elettorale di Enrico Letta, tradito dalle batterie del minibus con il quale ha deciso di spostarsi in questa campagna: poco dopo aver lasciato Alessandria il mezzo ecologico si è scaricato e il segretario del Partito Democratico ha raggiunto Torino con un lieve ritardo.

Segnale nefasto o semplice figura barbina? Il minibus elettrico scelto da Enrico Letta come mezzo di spostamento tra i vari appuntamenti di questa campagna elettorale, torna a far parlare di sé. Sabato pomeriggio, il segretario dem è arrivato in ritardo al comizio in piazza d’Armi a Torino, a causa di un intoppo accaduto proprio al mezzo elettrico, al quale, poco dopo aver lasciato Alessandria, si sono scaricatele batterie.

Letta allora è salito su un’automobile, anch’essa elettrica, mentre il mezzo ufficiale della campagna si ricaricava ad una colonnina. Quando infine è giunto a destinazione ha commentato: «Questo tour con i mezzi elettrici si rivela una bellissima occasione per raccontare al Paese che la mobilità sostenibile deve essere il futuro», ma «è complicatissimo oggi usare l’elettrico. Ecco perché il nostro ecotour è anche una denuncia rispetto alle difficoltà per l’Italia di vivere una mobilità sostenibile».

E’ stato lo stesso Letta, il 9 settembre scorso, a presentare sui social il minibus elettrico che gli avrebbe fatto da carrozza in questo tour, suscitando l’ironia di quel cyber bullo di Carlo Calenda. Sotto la foto con cui il democratico presentava il suo “ecotour”, il leader di Azione ha scritto: «Ammazza che brutto. Ti hanno rubato i cerchioni? Io non sono stato».

Attualità

Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Attualità

Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Attualità

La frase shock del responsabile cultura di Fdl: “Le coppie omosessuali non sono legali”

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ROMA – In un’intervista a San Marino tv Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile cultura del partito di Giorgia Meloni, è stao chiamto a dire la sua opinione su Peppa Pig, il cartone della maialina dove comparirà una famiglia arcobaleno, due mamme e il suo piccolo.

La discussione è poi continuata sulle adozioni per le coppie gay e Mollicone sostiene che nel nostro Paese siano illegali i gay: “Fermo restando che in Italia le coppie omossessuali non sono legali, non sono ammesse…”.

Era stato proprio Mollicone, anche membro della comiissione vigilanza Rai, a chiedere alla tv di censurare l’episodio, andato invece in onda senza polemiche in Gran Bretagna.

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