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Vaccino obbligatorio per insegnanti, forze dell’ordine e sanitari dal 15 dicembre

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Il tempo è scaduto. A partire da domani, mercoledì 15 dicembre, scatta l’obbligo vaccinale per docenti, medici, infermieri, poliziotti e militari. I lavoratori che non si sono sottoposti al vaccino obbligatorio saranno sospesi e dopo aver dato fondo a tutte le ferie accumulate, rimarranno senza stipendio. Rischio cattedre scoperte e carenza di personale di pubblica sicurezza.

Continua la spinta spinta sulla campagna vaccinale, dopo l’ipotesi di proroga dello stato d’emergenza fino al 31 marzo. Con la crescita della curva epidemiologica e la variante Omicron che desta preoccupazioni, si inaspriscono le modalità d’accesso al lavoro per alcune categorie di lavoratori. Nell’ottica di rafforzare l’opera di persuasione per completare il ciclo vaccinale, o per convincere gli scettici a sottoporsi alla prima dose, da domani, mercoledì 15 dicembre, il vaccino diventa obbligatorio per molti lavoratori.

Dopo medici, infermieri e operatori sanitari, per i quali era già previsto l’obbligo vaccinale, adesso devono essersi sottoposti ai richiami previsti anche gli insegnanti, il personale scolastico e tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine e di pubblica sicurezza. Quindi anche poliziotti, carabinieri, finanzieri, pompieri, oltre ai professori e il personale ATA, che non hanno ricevuto nessuna dose, saranno sospesi.

Questo significa che non potranno più accedere al proprio posto di lavoro e dopo aver esaurito tutte le ferie accumulate, non riceveranno più alcun compenso, pur mantenendo il proprio lavoro, al quale potranno essere reintegrati.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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