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Via l’obbligo della mascherina al chiuso: per i NoVax è il Victory Day e sui social diventa virale #TogliLeMutandeDallaFaccia

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NoVax Victory Day

Sottilissima la metafora con la quale i NoVax esultano per il loro Victory Day, ovvero l’allentamento delle misure di contenimento del contagio da Covid-19, interpretata come una vittoria del loro “movimento”.

Da ieri, domenica primo maggio, non è più obbligatorio indossare la mascherina in molte attività al chiuso, come ad esempio bar e ristoranti, anche se resta ancora in vigore la certificazione verde: fino al 15 giugno per accedere ai locali pubblici è comunque necessario esibire il green pass. Tuttavia, il primo allentamento delle misure restrittive introdotte per rallentare il contagio, viene celebrato dai NoVax come la prima vittoria del fronte di resistenza nazionale contro la dittatura sanitaria. Non a caso sui social il primo maggio è diventato il NoVax Victory Day e spopola il delicatissimo hashtag #TogliLeMutandeDallaFaccia. Con buona pace di quei balconi che, fuori come pochi, promettevano che ne saremmo usciti persone migliori.

Chi fino all’altro ieri indossava la mascherina in ottemperanza alle norme vigenti, ma poi se l’è levata ieri, sempre in ottemperanza alle norme vigenti, viene considerato una sorta di caprone che si è fatto abbindolare per anni dai poteri forti. Chi continuerà a tenerla in ufficio, sul posto di lavoro e nei luoghi in cui la mascherina è ancora obbligatoria, è considerato un vigliacco. Perché, questa è la tesi, se fino al 31 aprile era obbligatoria e dal primo maggio no, vuol dire per forza di cose che anche in precedenza non serviva e che questa regola era stata imposta per reprimere la popolazione. «Andrà tutto bene», dicevano.

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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