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Politica

Ronzulli: «mia nomina esclusa da chi consultava i trend-topic, no-vax scatenati»

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Silvio-Berlusconi-Ronzulli

Licia Ronzulli con un’intervista a La Stampa ritorna sul «caso inesistente», ovvero il veto della Meloni ad un suo incarico di governo, e spiega che la sua esclusione è stata presa da «chi decideva consultando i trend-topic. La minoranza no-vax si è scatenata». E sulla Presidente del Consiglio: «donna capace e tenace».

«La cosa che più mi ha fatto star male, non tanto per me, quanto per quello che la mia famiglia è stata costretta a subire, è la violenza mediatica usata per costruire un caso inesistente». A parlare la capogruppo di Forza Italia al Senato, Lica Ronzulli, che dalle colonne de La stampa torna sul caso che ha scosso l’inizio della legislatura, ovvero il presunto braccio di ferro tra Berlusconi e Meloni proprio su un’eventuale incarico di governo per l’azzurra. Un nodo-Ronzulli che a sentire la diretta interessata non ci sarebbe stato. Ma se ci fosse stato, il motivo della sua esclusione andrebbe richiesto secondo Ronzulli «a chi decideva consultando i trend-topic. Mi è stato detto che la rete (la minoranza no-vax) si è scatenata». Il riferimento è agli argomenti più dibattuti sui social, che avrebbero giocato un ruolo importante sulla scelta. Le tendenze avrebbero in qualche modo fatto optare per scelte ritenute meno “impopolari”.

In tema no-vax, Ronzulli commenta anche il reintegro del personale sanitario che non si è vaccinato: «Forse si sarebbe potuta attendere la scadenza naturale, il 31 dicembre, così da evitare che la maggioranza silenziosa di chi, onorando il camice, si è responsabilmente vaccinato si sentisse sconfitta dalla minoranza chiassosa no-vax. Ma se lo chiede a mechi è No-vax e quindi va contro la medicina e la scienza non dovrebbe operare in campo sanitario».

Tra gli altri argomenti toccati, la situazione interna a Forza Italia, che in base alle ricostruzioni di stampa sarebbe spaccata in due, con una corrente che fa capo a Tajani ed una invece schierata con Licia Ronzulli: «Forza Italia per la sua stessa natura non può essere un partito diviso: c’è un leader forte che ascolta tutti e poi decide. Il coordinatore di Forza Italia è il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che lo ha fatto benissimo in questi anni».

Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Attualità

Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Attualità

Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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